Metionina , un aiuto per il fegato con la sindrome di Gilbert

Questa volta devo ringraziare papà che qualche settimana fa mentre pranzavamo a tavola,  mi ha contraddetto dicendo che non è vero quello che si dice sulla sindrome di Gilbert, ovvero che non ha effetti negativi sulla digestione, sulla stanchezza e così via. Mi sono documentato e ho letto un sacco di cose interessanti, e soprattutto qualche strada che ancora non ho percorso e che potrebbe darmi buoni risultati.

Nel sito dedicato alla Sindrome di Gilbert , ma anche in altri siti, si legge che un aiuto nella sindrome di Gilbert può essere dato da una integrazione di Metionina , normalmente disponibile in forma di s-adenosilmetionina, insomma, il famoso Sam-e . Dico famoso perchè è da qualche tempo che , nonostante sia utilizzato come antidepressivo , agisce sul fegato e non sul cervello e non dà nessuno degli effetti collaterali degli antidepressivi SSRI; una correlazione fegato-cervello che raramente viene trovata. Inoltre, ho letto poco fa, è un agente chelante . Chelante ? Ma che strano…. sto facendo una cura disintossicante dal mercurio (di cui ho la prova dell’intossicazione), ho la sindrome di Gilbert ed una delle integrazioni per riequilibrare la sindrome di Gilbert è anche un ottimo chelante ? Nel sito qui sopra si dice “Con questo aminoacido il corpo umano amplifica le sue possibilità depurative facilitando lo smaltimento di sostanze tossiche per l’organismo come molti metalli ed in particolare il mercurio. Se l’azione della metionina è coadiuvata dall’integrazione del selenio, allora le proprietà depurative sembrano migliorare ancora.”

Un estratto del secondo mineralogramma del mio capello, ricevuto pochi giorni fa.

Già, il famoso selenio di cui, nonostante la integrazione, continuo avere carenza assoluta; evidentemente, come mi è stato confermato dal dr. Rossi della Mineral Test, viene utilizzato per eliminare mercurio dal corpo. Sono convinto che con tenacia e proseguendo su questa strada, migliorerò la mia salute e potrò tornare ad avere il sorriso anche dopo le quattro del pomeriggio. Qui sotto , il giorno prima del mio ritorno a Treviso, nella spiaggia di Es Cavallet, Ibiza.

A Ibiza, l'8 ottobre 2012.

Il mineralogramma e l’integrazione mirata per la disintossicazione dai metalli pesanti

Qui sotto l’interessante registrazione di un intervento del Dr. Rossi della Mineral Test sas che spiega il significato del mineralogramma come esame per valutare l’intossicazione cronica da metalli pesanti (che è alla base di quasi tutte le patologie neurodegenerative come sclerosi multipla, Alzheimer, Parkinson, ecc.) e per integrare i sali minerali che sono venuti a mancare a causa dell’intossicazione per rimuoverli – molto lentamente , e per quanto possibile – dal corpo.

E’ il programma che sto seguendo io da circa quattro mesi, e che fino ad ora non mi ha dato grandi risultati (ma durante la disintossicazione l’organismo mette a dura prova reni e fegato, e la disintossicazione dal cervello con farmaci che superano la barriera dell’encefalo è l’ultimo stadio che forse vedrò tra due anni) , ma che sto perseguendo scrupolosamente. Tra circa due mesi effettuerò il mio secondo mineralogramma per valutare a che punto sono con la disintossicazione.

Buona visione (e parlatene ad amici e conoscenti)

E per ora devo sospendere l’integrazione con acido lipoico.

La farmacista a cui avevo chiesto, prima di avere l’esito del mineralogramma , un integratore per espellere il mercurio dall’organismo dopo aver rimosso in modo protetto tutte le amalgame, mi aveva consigliato il Byodinoral 600 , che contiene Vitamina B1, B6, C, e molto acido alfa lipoico. Ho atteso – come consigliato nel libro “Mercurio en la boca” (di cui qui potete leggere l’introduzione in spagnolo, che è la storia identica della mia vita) e in molti siti che parlano di chelazione orale, tre mesi dalla rimozione delle amalgame, tuttavia mi sono accorto ieri ed oggi di effetti collaterali, prontamente riscontrati in questo sito , dove si dice :”The side effects for a person taking alpha lipoic acid is what you’d expect from mobilizing mercury around in the body, as many mercury intoxicated people can tell you, ranging from heart palpitations to insomnia and feelings of tiredness, panic attacks, anxiety, serious depression, and spaciness. It can also flare up candida symptoms as the immune system gets compromised with the mercury moving around in bloodstream. Alpha lipoic acid is potentially dangerous for people taking it in larger doses when heavy metal poisoned, as it can redistribute metals into brain, instead of taking them out as desired. “

Quindi, niente acido alfa lipoico almeno finché il mio livello di intossicazione da mercurio, attualmente 13 volte quello della media della popolazione europea basata su un campione, non scenderà. E in un ragazzo che aveva un tasso di intossicazione di poco inferiore al mio ci sono voluti quattro anni perchè il livello di mercurio scendesse a solo il doppio del normale. Ci vorrà del tempo ma sono fiducioso, anche se non sto per niente bene.

Mercurio ed alluminio in eccesso nel primo mineralogramma

Pochi minuti fa ho ricevuto dalla Mineral Test di Civitanova Marche l’atteso risultato del mineralogramma dei miei capelli. Come previsto , mercurio in eccesso (oltre 12 volte i valori della media della popolazione europea, basata ovviamente su un campione) e alluminio ben 3 volte il valore normale. Tanto per avere un’idea su cosa può succedere con tanto alluminio nel corpo , leggete questo articolo.

Un estratto del referto del mio mineralogramma del capello

Leggendo le testimonianze di chi dopo il mineralogramma ha avuto valori simili o anche peggiori di me, mi riconosco benissimo :”I sintomi che mi hanno fatto dubitare di avere un intossicazione da mercurio e che mi hanno spinto a fare il mineralogramma ,sono sonnolenza cronica(spesso ho bisogno di dieci,dodici ore per recuperare)problemi di pelle di vario tipo(secchezza delle mani che sanguinano addirittura con il freddo e dermatite seborroica con miriade di punti neri sul naso), depressione e nervosismo perenni alternati a fasi che non esiterei a definire maniaco-depressive e freddolosità in certi momenti davvero tremenda.”

Si legge inoltre nel sito http://web.tiscali.it/saguza/metalli_tossici.htm:”La tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità di esposizione è maggiore di quella di eliminazione. In tal modo si instaura una neurotossicità ritardata nel tempo, che può manifestarsi mesi dopo l’esposizione.  Il mercurio causa l’alterazione dei livelli dei neurotrasmettitori serotonina, dopamina, glutammato e acetilcolina; queste stesse anomalie si trovano spesso nei bambini affetti da autismo. E’ risaputo che l’esposizione al mercurio causi disfunzioni nell’apprendimento e difficoltà di linguaggio, difficoltà con idee astratte e comandi complessi, tendenza a ritirarsi dal contatto con la gente, ansia e comportamenti ossessivi / compulsivi. Disturbi sensoriali tra cui mancanza di sensibilità alla bocca, piedi, intolleranza ai rumori, avversione al contatto e risposte esagerate o del tutto mancanti al dolore, sono manifestazioni comuni della intossicazione da mercurio. Il mercurio causa inoltre anomalie diffuse nell’organismo legandosi allo zolfo così da causare danni multipli a enzimi, meccanismi di trasporto e proteine strutturali con manifestazioni cliniche che possono coinvolgere organi e funzioni differenti.”

Il mio mineralogramma mostra anche una grave carenza di selenio (il mercurio è un antagonista del selenio, per cui più mercurio entra nel corpo meno selenio c’è per espellerlo!), un antiossidante implicato nell’espulsione del mercurio dal corpo e che viene consigliato per ridurre la stanchezza cronica causata in alcuni soggetti tra cui purtroppo il sottoscritto a causa del virus Epsteinn–Barr.

L'analisi dei sali minerali presenti nel mio campione di capelli: grossa carenza di selenio

Ecco gli alimenti che contengono più selenio (il tonno però è da evitare perchè pienissimo di mercurio):

Quantità di selenio in alcuni alimenti

E passiamo ai reni….

Mentre sto preparando i referti medici per la visita immunologica del 30 maggio ed osservo i primi miglioramenti nelle mie condizioni generali di salute a quasi tre mesi dalla rimozione delle amalgame (seppure con l’ennesima tonsillite), trovo come sono cambiati in dieci anni i parametri dei reni (peso specifico delle urine); nel 2001 erano corretti (1021) mentre nel 2010-2011 sono variati dai 1011 ai 1008… indice di una (possibile) insufficienza renale.
L’insufficienza renale è una delle (tantissime) conseguenze dell’intossicazione cronica da mercurio, come ha scritto nella documentatissima lettera al Comitato scientifico della Commissione Europea il medico tedesco Joachim Mutter pubblicata sul Journal of Occupational medicine and toxicology nel marzo 2011 (no, non dieci anni fa, dato che non si tratta di una moda o come mi ha detto recentemente un medico del Policlinico di Padova, di una cosa “di cui ognuno pensa quello che vuole”).
Se è vero che il mercurio non è l’unico veleno tossico per l’ambiente, l’autore spiega che , differentemente ad esempio da piombo e cadmio , il mercurio nella forma Hg2+ si lega con un legame covalente alle proteine in modo irreversibile. (L’originale del testo dice:”Hg2+ is more toxic than Pb2+, Cadmium (Cd2+) and other metals because it has a higher affinity due to “covalent bond” formation with thiol groups (cysteines in proteins) causing irreversible inhibition. Other metals form reversible bonds with proteins and are therefore less toxic.  Hg2+ does not bind tightly enough to the carboxylate groups of natural organic acids (natural chelators like citrate) for its toxicity to be prevented. Chelating agents, like EDTA, which normally inhibit the toxic effect of heavy metals like lead, have no inhibitory effect on the toxicity of mercury or may even increase it .
Other chelating agents (DMPS and DMSA) inhibit the toxic effect of Cd2+ and Pb2+, but not of Hg2+ [93]. DMPS, DMSA or natural chelators like vitamin C, glutathione or alpha-lipoic acid are not able to remove mercury from nervous tissues [94]. DMPS or DMSA may even increase the inhibitory activity of Hg2+ and Cd2+on enzymes but not of Pb2+ [95]. Furthermore, DMPS in animals led to an increase of mercury concentrations in the spinal cord [96].”

Ho male al ginocchio…..

dal sito http://www.medigestsrl.it/Articoli/Ho-male-al-ginocchio.html

Una signorina ventenne, simpatica e sorridente, di statura normale, mi consultò accusando dolori, al ginocchio sinistro, da diversi mesi. L’anamnesi rilevò nessun trauma, sforzo o strappo alla parte interessata. La paziente era già in mia cura da adolescente, per la correzione di una scoliosi funzionale, la quale avevo a suo tempo riabilitata con successo, con delle manipolazioni chiropratiche e col “tappeto correttivo”. Si tratta di un sistema di correzione neuromuscolare, dove con esercizi di propriocezione, cioè la deambolazione controllata, vengono ristabiliti i riflessi e l’equilibrio del portamento del rachide.

L’esame del ginocchio, non dette nessun segno patologico: l’aspetto esterno fu normale senza deformazioni, e in confronto con l’altro ginocchio, fu identico in forma e colore. Tutti i test che potessero scoprire eventuali lesioni dei legamenti, tendini o menischi furono negativi. La rotula si poteva muovere normalmente e la forza, muscolare di tutti i muscoli della coscia e della gamba fu normale.

Si procedette all’esame dei piedi per cercare eventuali ragioni d’un appoggio sbagliato della gamba, che potresse influenzare negativamente il ginocchio. In seguito si procedette all’esame della statica del bacino, nella ricerca di uno svirgolamento o di una differenza della lunghezza delle gambe, furono entrambi agli esami, senza esito.

L’esame fu esteso all’articloazione dell’anca. È noto, che un’anca malata possa irradiare dolori al ginocchio. Qui il test classico, per la ricerca di disturbi all’anca è la manovra Fabere, (flessione, abduzione, rotazione esterna della gamba). L’esito fu positivo! Infatti, ho trovato l’anca sinistra infiammata, conseguentemente leggermente ristretta e dolorosa nei movimenti.

Come mai, una ragazza giovane poteva già soffrire di un’infiammazione all’anca? Procedetti ad un’esame più approfondito: gli organi più vicini all’anca sono le ovaie. L’esame delle ovaie però, non ha dato segni d’infiammazione. Così si procedette ad ulteriori esami: auscultazione dei polmoni, ispezione della gola. In quest’ultimo ho trovato una tonsillite cronica! L’enigma sembrava risolto: le tonsille infiammate dai bacilli streptococchi si erano dispersi nell’ organismo provocando l’infiammazione dell’anca. Quest’ultima ha, per via riflessa, provocato il dolore al ginocchio. Non è però da escludere, che i streptococchi siano arrivati già fino al ginocchio. Il test di laboratorio conferma, con l’aumento del titolo antistreptolisinico (TAS), la presenza dei cocchi nel sangue. Tutto bene – cura specialistica per le tonsille – antibiotici, intervento di tonsillectomia… Sbagliato!

Ci si deve chiedere, dopo aver scoperto questi fatti, in più, del perchè che questa signorina aveva una tonsillite cronica. Nello stesso tempo in cui si è effettuato l’esame alla gola, non poteva non accorgersi di una dozina di stuccature d’amalgama nei denti. Da parecchi anni è noto, che l’amalgama nella bocca può produrre, in persone sensibili, degli effetti d’intossicazione: allergie, infiammazioni croniche, artriti, reumatismi ecc. In passato, si pensava che l’unione del mercurio con l’argento, lo stagno e il rame, fosse biocompatibile; studi recenti, invece, hanno provato che il mercurio è un metallo di una certa tossicità. Per questa ragione l’insegnamento delle otturazioni in amalgama non avviene più nelle facoltà di odonoiatria nelle università di Francoforte e di Zurigo, così che i giovani medici dentisti non sapranno nemmeno più come usarlo.

Di conseguenza, prima di curare la tonsillite, si consiglia di procedere all’eliminazione di tutte le otturazioni in amalgama e fare una cura disintossicante. C’è una grande possibilità, che le tonsille si disinfiammino, come pure l’infiammazione dell’anca e conseguentemente il dolore al ginocchio guarisce da solo.

Caro dentista: mi fa male il – ginocchio – non è uno scherzo!

Tossicità del mercurio: l’incredibile sottovalutazione mondiale

di Claudio Tozzi, dal sito http://www.netintegratori.it/claudio-tozzi-biio/?a=intossicazione-da-mercurio

“Sono anni che se parla, ma forse non vi hanno detto tutta la verità su questo gravissimo problema. Il tonno è uno dei cibi più cibi più diffusi tra in frequentatori delle palestre, ma abbiamo scoperto che molte volte può contenere altissime dosi di metalli estremamente tossici per il nostro organismo, come appunto il mercurio. Addirittura può rallentare la funzione tiroidea, aiutandoci così ad ingrassare molto facilmente. Come l’amalgama dentaria può peggiorare la situazione. Il mineralogramma, cioè l’analisi del contenuto di minerali nei capelli, può essere ritenuto un test affidabile per scovare eventuali intossicazioni da mercurio? E’ convincente anche per gli altri parametri dell’organismo? Tutto su come difendersi e liberarsi dall’assalto del metalli che minano la nostra salute.”

Sulla questo argomento scrissi già nel 1997 e allora ci fu quasi una sollevazione dei medici e dei dentisti, che affermavano che il mercurio era invece assolutamente innocuo. Sarà stato sicuramente così ma, casualmente, nel 2009 i termometri a mercurio sono stato banditi dalla vendita in tutto il mondo e, sempre per una fortuita coincidenza, le amalgame dentarie al mercurio non vengono quasi più utilizzate perché considerate pericolose per la salute. Nel 2008 in Svezia, Danimarca e Norvegia sono state invece vietate per legge e seguendo questa linea anche negli Stati Uniti, proibite dalla potente Food & Drug Adminstration. Ma nonostante queste conquiste del buon senso, in realtà ancora molte persone sono a rischio mercurio, specialmente quelli che hanno più di 30 anni e quindi con il vecchio tipo di amalgame.

Mercurio e Amalgame

Il problema del mercurio come inquinante scoppiò negli anni ’50 in Giappone, nella Baia di Minamata, una grande fetta della popolazione si ammalò di una grave malattia a carico del sistema nervoso a causa dell’ingestione prolungata di pesce contaminato da mercurio, scaricato da una fabbrica che operava nelle vicinanze della baia. I sintomi includono progressiva perdita della coordinazione muscolare, alterazioni della sensibilità alle mani e ai piedi, generale debolezza dei muscoli, indebolimento del campo visivo, danni all’udito e difficoltà nell’articolare le parole. In casi estremi porta a disordine mentale, paralisi, coma e morte nel giro di alcune settimane dai primi sintomi.

Una forma congenita della malattia può essere trasmessa al feto durante la gravidanza. Al marzo 2001, circa 2.265 vittime sono state ufficialmente riconosciute 1.784 delle quali sono morte. Il pesce, sia pure in forma ridotta rispetto a Minamata, è tutt’ ora un problema legato all’ inquinamento industriale, in particolare tonno e pesce spada, cioè di media-grande taglia, che immagazzinano mercurio delle prede più piccole. Del resto bisogna stare attenti, perché l’immagine del bodybuilder che mangia riso e tonno nella scodellina di plastica è ormai entrata in una ipotetica galleria di figure simbolo del nostro sport. In tanti anni anch’io ho mangiato tanto di quel tonno in scatola che sono sicuro nel piazzale degli stabilimenti RIO MARE c’è sicuramente il mio busto. In effetti questo tipo di pesce sembra apparentemente fatto apposta per le alte esigenze aminoacidiche del body builder medio, in quanto un etto di tonno al naturale contiene 25 grammi di proteine di alta qualità biologica, 1,2 grammi di grassi e nessuna quantità di carboidrati; si, tutto bello, ma il mercurio? Se le quantità di tonno in scatola sono limitate a 2, massimo 4 scatole a settimana il problema è controllabile. Soltanto che, oltre alla quantità proteica, il tonno in scatola ha anche il vantaggio di essere facilmente trasportabile e quindi molti frequentatori della palestra lo consumano anche tutti i giorni; senza contare che a questo si possono sommare le possibili amalgame e altri contaminanti.

Ho indagato su questo problema per molti anni e già nel 1997 provai a fare il mineralogramma, un test di laboratorio che usa come campione il capello e tramite sofisticate tecniche analitiche determina la concentrazione dei principali minerali presenti nel campione. Si prelevano i capelli dal retro della nuca, nella zona della base del cranio, in piccole quantità da zone differenti della regione occipitale tagliando i capelli il più vicino possibile allo scalpo. I capelli sono quindi sciolti in una soluzione acida al fine di poter essere analizzati da uno spettrofotometro ad assorbimento atomico capace di valutare la quantità di minerali contenuti nei capelli.

Devo dire che anch’io mi ero avvicinato a questo tipo di analisi con molta circospezione, ma parlando con degli esperti del settore mi sono lasciato convincere a sperimentarla, anche per vedere se i risultati corrispondevano a qualcosa di oggettivo e confrontabile con altri dati. Premetto che prima del prelievo dei capelli, consumavo una media di 2 scatole da 120 grammi di tonno al naturale al giorno, di marche peraltro diverse. Quindi nell’agosto del 1997, mi feci prelevare delle ciocche di capelli da diverse zone della nuca, che vennero spedite tramite corriere ad un laboratorio di Chicago, il “DOCTOR’S DATA”, e dopo circa 15 giorni mi arrivarono i risultati. Risultò che avevo i valori del mercurio più simili ad un termometro che a un essere umano; infatti il quantitativo nei miei capelli ammontava a 6.06 parti per milione (ppm), quando il quantitivo massimo ammissibile per incorrere in problemi era di massimo 1,5 ppm !

Rischi per intossicazione da mercurio

Ma andiamo a vedere quali sono i rischi patologici che il l’ intossicazione da mercurio può dare e quali sono i sintomi che lo caratterizzano. Si possono avere reazioni allergiche, danni alla guana mielinica, sindrome nefrotica (reni), inattivazione degli enzimi contenenti selenio, danni visivi, danni cromosomici, malformazioni fetali, disfunzioni epatiche, blocco del trasporto degli zuccheri, aumento della permeabilità del potassio, distruzione cellulare, parestesie (alterazioni della sensibilità alle mani e ai piedi) , enzimopatie. Tutto questo può sfociare anche in alterazioni comportamentali quali ipereccitabilità, perdita di memoria, neurastenia-depressione, disturbi emozionali e cognitivi. La sintomatologia dell’intossicazione di mercurio è abbastanza terrificante; si possono avere insonnia, senso di fatica, disturbi psichici, perdita di appetito, tremori, nervosismo, cefalee, difficoltà di coordinazione, dermatiti, perdita del visus (acuità visiva), difficoltà a deglutire, disturbi sensori e atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare). Questo simpatico quadro tossicologico può addirittura degenerare se appunto abbiamo anche una o più otturazioni dentarie contenente amalgami contenenti mercurio. Infatti, per un effetto, chiamato “galvanico”, l’amalgama viene corrosa all’interno della bocca, producendo delle micro-correnti elettriche di ioni, che alterano l’acidità del cavo orale. In questo modo, l’alterazione del Ph può provocare emicranie, cefalee e nevralgie e maggior probabilità di avere infezioni micotiche come la candida e parassitarie a livello delle adenoidi, tonsille e delle orecchie (otite). Tale ambiente è eccezionale per aumentare la captazione del mercurio da parte della mucosa orale. Sembra che i vapori di mercurio rilasciati dalle otturazioni possono essere mediamente di 150-300 microgrammi al giorno, e possono facilitare anche un aumento della produzione dei famigerati radicali liberi, ritenuti responsabili di molte malattie degenerative, tra cui la sclerosi multipla a cui è stato anche collegato qualche caso di amalgama. Il mercurio può essere inoltre accumulato nei globuli rossi, riducendone la capacità di trasporto dell’ossigeno in maniera importante. La percentuale di ossiemoglobina, che normalmente è del 70% può addiritura arrivare al 20-30%, facilitando, tra le altre cose, la cosidetta CFS, la sindrome da fatica cronica. Certo, non tutti possono avere queste conseguenze, solo che c’ è una discreta percentuale di persone che è estremamente ipersensibile al mercurio e che risente in maniera gravissima degli effetti di questo tossicissimo minerale. L’associazione dei dentisti americani ha quantificato che l’ 1% della popolazione è estremamente intollerante al mercurio. Riportato all’ Italia e considerando il fatto che la popolazione adulta che può avere otturazioni è di circa 30.000.000, le persone a rischio sono circa 300.000 e non mi sembrano poche. Se quindi consumate molto pesce e/o avete una o più otturazioni dentarie al mercurio, e avete una particolare predisposizione, l’intossicazione potrebbe avere conseguenze molto gravi.

Mercurio e attività sportiva

Se poi fate body building e volete avere un fisico definito, sappiate che il mercurio diminuisce la funzione la conduzione dello iodio, limitando la funzione della tiroide e rallentando così il metabolismo. Questo ed altri problemi dovuti all’eccesso di mercurio nell’organismo, li ho riscontrati personalmente all’epoca del mio primo mineralogramma e anche in altri casi di mie atleti. Un mio allievo in particolare mi riferiva preoccupato sintomi come astenia, sonnolenza, debolezza cronica e non riusciva a capire il perché.

Gli dissi di smettere immediatamente il tonno e tutti gli altri pesci. Dopo circa 30-40 giorni i sintomi cominciarono a migliorare, ma solo dopo svariati mesi sparirono del tutto. Infatti, una volta depositatosi nell’organismo il mercurio è un metallo estremamente lento ad essere eliminato. Di sua spontanea volontà (forse fare una controprova) riprese a riaprire scatolette ma dopo 2 soli giorni, si risentì subito malissimo; altri 7-10 giorni di stop e i sintomi scomparvero. Ma il mineralogramma è un buon test per rilevare queste e altre carenze nutrizionali o nel controllo dei metalli tossici? La letteratura al riguardo è estremamente contradditoria, alcuni studi ritengono l’analisi dei capelli non affidabile, mentre altri la ritengono un test valido almeno per alcuni parametri. Secondo l’autorevole studioso Sheldon Saul Hendler, il mineralogramma non è valido, in quanto la quantità dei minerali contenuta nei capelli non riflette necessariamente quella dei tessuti corporei e poi sono troppe le variabili che possono inficiare il test. A sostegno di questo si può portare una ricerca di Jama dell’agosto 1985, che spedì gli stessi campioni di capelli di due adolescenti sani a 13 laboratori commerciali di mineralogrammi. Il risultato fu abbastanza disastroso; i livelli dei minerali variavano notevolmente da laboratorio a laboratorio, e anche dei valori che normalmente erano standard erano completamente diversi. Anche la documentazione allegata in qualche caso era troppo voluminosa, bizzarra e che poteva anche spaventare i clienti. Gli autori della ricerca conclusero che l’analisi dei capelli fatta in questo modo e poco scientifica, economicamente rovinoso e probabilmente illegale! Questo però non vuol dire molto, in quanto anche con le “ufficiali” e riconosciutissime analisi del sangue posso dire che ho avuto qualche caso simile, con discrepanze enormi da laboratorio a laboratorio. Ma sono anche molti i studi che dimostrano una validità scientifica del mineralogramma come per esempio Wilhem e Coll. che nel 1996 confermano il suo ruolo fondamentale nel controllo dei metalli e sostanze tossici nella popolazione quali appunto il metilmercurio (la forma di mercurio contenuta nei pesci), il cadmio, arsenico, piombo e la nicotina. Anche Hadd e coll. (1991) affermano che l’analisi dei capelli è molto affidabile come controllo dei metalli pesanti, anche se non lo considerano valido per determinare lo stato nutrizionale e malattie. Decisamente molto interessante invece lo studio pubblicato nel 1980 sull’autorevole rivista “Spine”, dove Pratt e coll. hanno dimostrato una correlazione positiva tra livelli di rame dei capelli e la scoliosi. Infatti i livelli di rame di un gruppo di bambini scoliotici era mediamente di 6,5 mc/dl , mentre il gruppo di controllo dei non scoliotici era solo di 3,6 mc/dl. Non è stata riscontrata tuttavia una correlazione tra la gravità della scolisi e l’ammontare della quantità di rame. Gli autori spiegarono questo fenomeno partendo dal fatto che il rame fa parte degli enzimi che sono richiesti per fabbricare collagene ed elastina. Le donne in fase post-puberale hanno i livelli di rame più alti degli uomini e anche una scoliosi più grave. Per finire, un curioso studio di Cromwell e coll. (1989) ha provato che gli individui più violenti, selezionati in una prigione, hanno una quantità significativamente diversa di minerali rispetto ad un gruppo di controllo “più tranquillo”. Per quanto riguarda la mia personale esperienza con il mineralogramma, devo dire che sono estremamente soddisfatto. Come ho detto precedentemente mi sono avvicinato con molta prudenza a questo test, anche perché preventivamente mi ero studiato la contradditoria letteratura che ho qui sopra riportato. Per essere più “cattivo” ed obiettivo, non ho detto all’operatore le mie abitudini alimentari, nè altro che potesse “aiutare” la mia analisi. Ebbene non so come abbiamo fatto, ma oltre all’intossicazione da mercurio (ripeto 240 grammi di tonno al giorno per mesi), il medico addetto alla diagnosi dei miei dati ha azzeccato in pieno anche altri parametri, che non avevo assolutamente riferito a nessuno. Quando ho letto la sua relazione mi sono chiesto più volte come era possibile che potesse sapere quelle cose! Infatti il medico scrisse anche avrei avuto da lì a poco un leggero periodo di esaurimento fisico da stress, cosa che è regolarmente avvenuta una settimana dopo. Incredibile, me lo ha detto PRIMA che succedesse! Anche se in letteratura non ho trovato molto accordo sulla autorevolezza del mineralogramma per quanto riguarda il controllo degli apporti vitaminici, ma pareri abbastanza concordi su quelli dei minerali, l’analisi dei capelli può essere utili per quantificare esattamente il vostro kit di integratori. Ho anche scoperto che il mineralogramma è stato anche approvato dal severo ente americano FOOD AND DRUG AMMISTRATION, che controlla tutte le procedure mediche e i farmaci in commercio. Ma quello che mi ha convinto definitamente che il problema del mercurio è uno dei problemi più sottovalutati del mondo è che negli ultimi anni ho avuto a che fare personalmente con diversi casi legati a questo metallo pesante, alcuni gravissimi, a cui nessun medico ha nemmeno riconosciuto i sintomi e, ovviamente, tantomeno la cura. Il problema è che la maggioranza dei medici non pensa che ci possa avvelenare con il mercurio, anzi tendono proprio ad escluderlo (“tutte stupidaggini”) e quel è peggio molti sintomi sono molto simile a quelli della depressione, con il risultato è che nel migliore dei casi vengono prescritti inutili antidepressivi e nel peggiore questa gente viene praticamente insultata, tipo “E’ tutto solo nella tua testa”. Riporto tre case-study davvero particolari a cui ancora faccio fatica a crederci, nonostante li abbia seguiti personalmente.

Case Study

Caso n° 1: Donna di 35 anni, sotto tre tipi di antidepressivi da 12 anni, appariva sempre triste, scontrosa e mi riferì di essere anche affetta da labirintite, un’infezione alla parte interna dell’orecchio chiamato labirinto, la quale causa sintomi quali vertigini, nausea e sbandamenti. Mi venne in mente che questo disturbo è spesso legato ai sintomi dell’ avvelenamento da mercurio e quindi scopri che nel 1999 un dente con l’ amalgama venne trapanato, con il risultato che tutto il mercurio venne assorbito in forma acuta; qualche mese dopo gli vennero prescritti gli antidepressivi per disturbi dell’ umore. Quando gli dissi di non mangiare più tonno, mi riferì che già non poteva assumerlo perché ogni volta si sentiva male con lo stomaco…. Iniziò quindi ad assumere integratori chelanti, cioè eliminano dal corpo mercurio/metalli pesanti e dopo circa 2-3 mesi iniziò a sentirsi meglio, la vidi anche sorridere (cosa mai successa prima) e anche il suo corpo cambio, iniziò a dimagrire progressivamente e tolse spontaneamente tutti gli antidepressivi che prendeva da un decennio. A distanza di due anni adesso sta benissimo, ha risolto tutti i suo problemi e, soprattutto, è una donna allegra e dall’ umore stabile, cosa che in precedenza non era nemmeno possibile immaginare, il quando il suo vero carattere era soffocato da questo maledetto mercurio

Caso n° 2: Donna di 31 anni, affetta da disturbi dell’ umore, depressione, crisi di scoraggiamento, forte sovrappeso, uso di steroidi nel passato. Questo è uno dei primi casi che ho trattato e che mi ha spinto ad indagare ulteriormente sui pericoli del mercurio. Seguivo questa ragazza per altri per altri motivi, cioè per una normale preparazione ad una gara di body building, però non c’ era verso di farla dimagrire in nessun modo. Provai di tutto, Zona, Metabolica, Paleo; nulla di nulla non si smuoveva di un etto, nemmeno dopo il digiuno modificato (ulteriori info su questa rubrica); dopo 7 giorni di zero cibo successe l’ incredibile, il suo peso era cementato sui 65 kg, non perse nemmeno un grammo e inoltre lamentava malesseri diffusi in tutto il corpo. Mi caddero le braccia e stavo quasi per consigliarli di rivolgersi ad un altro preparatore, (prima volta in vita mia…) quando mi disse che stava andando dal dentista e allora gli chiesi se per caso avesse delle amalgame dentarie: mi risposte che ne aveva otto! Le consigliai subito di andare di rimuovere le amalgame al mercurio e sostituirle con la più sicura ceramica. Nel frattempo prese dei chelanti orali, nel giro di un anno perse 12 kg e tutti i sintomi sparirono lentamente, ma inesorabilmente. In questo caso, oltre alle otto amalgame (e proprio dalle otto in poi il rischio di avvelenamento aumenta di molto), si era aggiunto il fatto che precedentemente aveva assunto steroidi anabolizzanti e testosterone, che bloccando il ciclo mestruale impediva anche l’eliminazione delle scorie acide, creando una quasi letale mistura con il mercurio. In quel periodo perse anche molti capelli, proprio perché senza ciclo il suo organismo cercava di neutralizzare gli acidi e le altre tossine con i minerali dei capelli. E’ stato certamente uno dei casi più complicati che mi siano mai capitati, ma adesso è completamente guarita.

Caso n° 3: Uomo di 32 anni, affetto da gravi disturbi dell’ umore, depressione, violenza, terapia farmacologica con 7-10 farmaci diversi da 15 anni, 14 amalgame dentarie, forte sovrappeso. Dopo aver seguito un mio Master sulla nutrizione, in cui parlavo proprio del mercurio, venne nel mio studio per vedere se i suoi problemi potevano dipendere dai metalli pesanti delle sue numerose amalgame. Dopo un mineralogramma che confermava l’ intossicazione da mercurio e un analisi della saliva che dava anche problemi con l’ arsenico (vedi figura) anche in questo caso gli consigliai di andare da un dentista esperto in tecniche di rimozione sicura, anche se a causa del numero ci mise circa un anno per questa operazione, in quanto non si possono togliere tutte insieme a causa del rischio intossicazione, dovuto al fatto che comunque un po’ di mercurio tende ad avaporare ogni volta. Quindi si tolgono al massimo una o due amalgama per volte, in modo da avere il tempo di smaltire il metallo pesante. Dopo soli due giorni dall’ eliminazione della quattordicesima e ultima amalgama, migliorò immediamente, tanto al controllo successivo mi trovai di fronte un ragazzo assolutamente normale da tutti i punti di vista, lucido, reattivo, dimagrito e parlava normalmente, non lento, scoordinato come prima; adesso si stò riallenando con me nel mio studio a Roma. Attualmente sta prendendo i chelanti orali, in quanto il 75% del mercurio delle amalgame si ritrova nei tessuti nel giro di 15 anni, cercando cosi di risolvere definitamente anche il forte sovrappeso dovuto sicuramente all’ accumulo del metallo.

 

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA

Dipartimento di Medicina Legale, Scienze Forensi e Farmacotossicologiche “A. Fornari”

 

Sezione di Scienze Farmacologiche e Tossicologiche

 

ANALISI SPERIMENTALE SALIVA – Paziente V.A. 32 anni

 

Alluminio salivare

15,7 g Al/L

Sono considerati normali valori inferiori a 10 mcg Al/L plasma

 

Mercurio salivare

46,1 Hg (mcg/L)

Intervallo 0,34-55,41

Dopo tutto questo, possiamo dire che tutti, più o meno, siamo intossicati con mercurio, piombo e anche arsenico e sono sempre più convinto che non dovremmo prendere i chelanti solo in caso di accertato avvelenamento, ma dei cicli periodici di 3-6 l’ anno, anche se non avete nulla, per agire preventivamente su un eventuale accumulo di metalli. Diversi autori contestano questa ipotesi, affermando che i chelanti orali in realtà non hanno effetto sulla rimozione dei metalli pesanti e quindi l’ unica chelazione efficace sarebbe quello con EDTA (acido etilen diamino tetra-acetico ) endovenoso, utilizzato anche Matteo Dell’ Osso, che in famoso blog su internet http://www.matteodallosso.org, scrive che lo ha guarito dalla sclerosi multipla . Quello che posso dire che tutti i casi che ho seguito personalmente, l’ EDTA orale ha funzionato su tutti, senza dare nessun effetto collaterale, se non dei piccoli disturbi iniziali, dovuti alla rimessa in circolo sanguigno dei metalli pesanti estratti dai tessuti. Ho parlato anche con chi non aveva nessun problema, ma ha provato a prendere lo stesso il chelante e tutti riferiscono che comunque hanno più concentrazione e memoria. In definitiva ritengo che la chelazione orale “a prescindere”, possa essere una buona soluzione preventiva per al vostra salute, perché magari molti sintomi di stanchezza o altri sintomi, possono essere anche il segnale di un leggero accumulo da metalli pesanti. Senza contare che in altri casi, che non ho citato in dettaglio, la rimozione delle amalgame ha comportato anche un aumento della massa muscolare, bloccata evidentemente dal mercurio che inteferisce pesantemente con il lavoro della cellula. Questi sono i prodotti consigliati per la vostra chelazione (da soli o associazione):

AR-CHELA (mix – metilsulfonilmetano Vitamina C – acido lipoico- glutatione ridotto)

Oppure

EDTA (acido etilen diamino tetra-acetico )

Oppure

DMSA (dimercaptosuccinico)

Buono associare ad uno di essi:

Vitamina C/Glutatione (lipo-sferici)

Per 3-6 mesi PREVENTIVI

In caso di accertata intossicazione anche fino a 2 anni.

Prendere anche multivitaminici-multiminerali (esempio Muscle-Vitamin), lontano dall’ assunzione dei chelanti, in quanto questi integratori tendono a togliere anche i minerali utili all’ organismo, che quindi devono essere rimpiazzati.

Il risultato del MELISA test

E’ arrivato con quasi una settimana di anticipo, online, il referto del MELISA test. I dati parlano chiaro, non sono un soggetto il cui sistema immunitario reagisce al mercurio in modo da sviluppare una patologia autoimmune.

Il risultato del MELISA test sul mercurio

Valori patologici sono superiori a 3-5, con picchi di 10.
Questo vuol dire che la mia è una CFS (Chronic Fatigue Sindrome) “classica”, in cui il sistema immunitario è perennemente alterato dall’infezione latente da Epsteinn-Barr Virus e per questo debilitato.  Contrariamente a quanto potrebbe infatti pensare una persona che non abbia approfondito la conoscenza su questa patologia, ci sono degli indicatori tipici, come il basso rapporto CD4/CD8 (sistema immunitario debole).
E’ una doccia fredda per me , perchè una reazione autoimmune al mercurio almeno avrebbe potuto avere una soluzione con la rimozione delle otturazioni, cosa che ho fatto.
Certo, dal mercurio chiunque viene intossicato , che sia soggetto sensibile o meno, ed è per questo che finirò con i medicinali che ho a casa le terapie di chelazione con DMSA e ALA fra tre mesi.

Il primo ciclo di chelazione

A poco meno di una settimana dall’estrazione dell’ultima delle cinque otturazioni in amalgama, alle 18 di giovedì pomeriggio ho iniziato il primo ciclo di chelazione, con 100mg di DMSA ogni tre ore, anche di notte, fino alle 18 di domenica.

DMSA, il miglior chelante del mercurio, che teoricamente non ha effetti collaterali. A meno di essere molto intossicati dal mercurio, per cui bisogna utilizzare dosi bassissime.

E’ stata abbastanza dura. Gli effetti collaterali erano gli stessi del post-estrazione; intestino bloccato, mani gelate, tachicardia , sintomi depressivi e ansia. La notte dormire è stato praticamente impossibile , il sonno era molto disturbato, ma alla fine sono riuscito a concludere il primo ciclo. Come indicato nel racconto di un ragazzo americano, la chelazione non è un processo totalmente privo di rischi, e vanno monitorati con attenzione gli effetti collaterali. Il ragazzo in questione parla di una pessima esperienza con il DMSA , per il fatto che il mercurio in circolo viene ridistribuito all’interno del corpo, e le funzionalità renali di espulsione di questo metallo tossico possono essere molto ridotte dall’intossicazione stessa, e invece di essersi trovato bene con il DMPS, di cui tra l’altro racconta un sacco di particolari interessanti. Un’altra cosa che ho verificato coincidente con il racconto di questo ragazzo, è che il processo di ridistribuzione (e di espulsione, si spera) del mercurio continua anche dopo il ciclo di tre giorni, ovvero quando non si assume più il DMSA. Me ne sono accorto perchè pur avendo terminato il ciclo la domenica pomeriggio ieri, martedì, ho avuto braccia e mani congelate per tutto il giorno, e uno stato depressivo molto forte. Anche in questo caso la bioarginina – e non so ancora perchè – mi è stata utile per avere un po’ più di forze. Ora attenderò tutti gli 11 giorni prima di riprendere un secondo ciclo. Ad oggi  non ho avuto alcun miglioramento nè dalla rimozione delle amalgame, nè dall’intervento di settoplastica (una migliore respirazione notturna consente un’ossigenazione migliore del cervello, e la mia polisonnografia aveva registrato 13 eventi per ora tra ipopnea ed apnea) , in compenso ho una infezione batterica al setto più coinvolto dall’operazione, e così da oggi riprendo gli antibiotici per 10 giorni. Per quanto riguarda i benefici dalla rimozione del mercurio dalle otturazioni , tutti gli studi indicano che i primi risultati si vedono in modo evidente non prima dei sei mesi. Ed il 22 marzo saprò, con i risultati del test MELISA , se sono un soggetto che in presenza di mercurio e di titanio sviluppa reazioni autoimmuni.

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