Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

Visualizza gli articoli in Generale

No Gravatar

Io penso che lei non sia colpevole perchè lei lega, perchè dà le scosse, io penso che lei sia colpevole perchè lei ha ucciso il sentimento di angoscia che sentiva all’inizio. Ed è proprio questo speciale sentimento di angoscia che proviamo tutti noi che è l’unica cosa che ci permette di metterci in contatto con queste persone che la follia ci nasconde.

(dal tremendo, proprio perchè mostra come altri funzionari dello Stato , medici, infermiere (!) ecc trattavano da bestie altri esseri umani , film “C’era una volta la casa dei matti”, che sto guardando con i brividi) . Nell’epoca di Guantanamo, c’è da aver paura per i trattamenti delle persone “socialmente pericolose”. E la definizione degli schizofrenici che dà il libro di Giddens si sposa perfettamente con la descrizione dei fatti del film.

No Gravatar

“Se do da mangiare ai poveri, mi chiamano santo.
Se chiedo perché i poveri non hanno da mangiare,
mi danno del comunista”.

Dom Hélder Cámara
Arcivescovo di Recife, Brasile
(1909-1999).

No Gravatar

E’ la festa che si tiene al Souvenir di Viladecans (Barcellona) una volta al mese. E lo scorso fine settimana ci sono stato anche io . E’ stato bellissimo. Ma quello che vi voglio mostrare è un video troppo forte di due ragazzi che sono stati lì nella festa del novembre scorso. Sono troppo simpatici !

No Gravatar


No Gravatar

L’occasione di imparare qualcosa di nuovo a casa con un’influenza intestinale – mi è stata data da un DVD dove papà ha registrato una puntata di “Atlantide” che parlava della seconda guerra mondiale, del Franchismo e della distruzione della cittadina di Guernica, nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, da parte di tedeschi ed italiani.

Anche in quella occasione, la stampa tedesca e italiana diede la colpa ai “comunisti” che , a loro dire, avevano incendiato la città con il petrolio. In realtà, si trattò di una invasione aerea di una violenza inaudita che colpiva una città indifesa. La sperimentazione di una nuova tattica di guerra , l’attacco aereo dove i morti civili non erano un danno collaterale ma l’obiettivo.

No Gravatar

Dopo l’entrata in funzione sull’intero percorso della linea n. 1 del tram da Pontevigodarzere alla Guizza, è possibile ed opportuno formulare le prime valutazioni sull’idoneità di questo mezzo di trasporto a risolvere i problemi della mobilità di Padova. Essendo dotato di motore ad energia elettrica, venne sponsorizzato nei primi anni novanta per contrastare la crescita dell’inquinamento dell’aria dovuto al contributo fornito dalla circolazione dei veicoli e in particolare degli autobus allora alimentati a gasolio. Per farlo transitare sull’asse centrale della città, che pure comportava l’attraversamento di un’area ad alto pregio ambientale come il Prato della Valle, non solo si è forzata la prima condizione per la funzionalità di un sistema a guida vincolata che richiede la disponibilità di sedi esclusive e protette, ma pure ridotta la larghezza delle vetture di mezzo metro e limitato la lunghezza dei convogli a tre casse, per consentire il loro traino da via Luca Belludi a corso Vittorio Emanuele mediante sofisticate batterie elettriche ad alto costo economico. Tutto questo ha significato che ogni convoglio ha solo trenta posti a sedere in presenza di una popolazione anziana che rappresenta un quarto degli abitanti della città e una capacità di ospitare a bordo complessivamente 180 passeggeri, poco più di quanto ne possa contenere un autobus autoarticolato. Queste limitazioni hanno fatto tramontare l’idea, peraltro punitiva per la maggioranza dell’utenza, di dedicare l’asse centrale all’esclusivo transito del tram. Del resto, si è visto quali conseguenze abbia comportato la decisione di fermare al capolinea gli autobus che collegavano la città con Cadoneghe e Vigodarzere, non solo perchè ha costretto questi viaggiatori ad un trasbordo, ma pure per il contributo al riempimento del tram alla partenza che penalizza coloro che vorrebbero salirvi alle fermate successive. Da anni il centro storico non è più raggiungibile in auto nè tanto meno è possibile sostarvi e se un abitante del settore nord dell’Arcella, come pure della Guizza, vuole accedervi non ha alternative rispetto all’utilizzo del tram. Ma anche la circolazione degli altri mezzi motorizzati non è diminuita sul resto della rete viaria, anzi è aumentata, tanto è vero che lo stesso assessore alla Mobilità ha invocato misure per limitarne l’ingresso dai Comuni limitrofi. In conclusione dal punto di vista dei trasporti si è creata una situazione ibrida e pasticciata, il tram ha prodotto più problemi di quanti ne abbia risolti compreso l’aumento dei costi che ha fatto lievitare considerevolmente il deficit del bilancio aziendale e costretto l’Amministrazione ad aumentare del 10% il prezzo dei biglietti.

Mario Battalliard (dalle lettere al Mattino del 18 gennaio 2010)

No Gravatar

Io questo Giddens lo adoro.

Il prezzo pagato da una società che lascia considerevole spazio alle attività non conformiste deve essere la “devianza distruttiva” ? In cambio delle libertà individuali concesse ai cittadini , ad esempio, una società deve forse accettare alti tassi di criminalità violenta ? Certamente alcuni ritengono di sì , sostenendo che i delitti violenti sono inevitabili in uan società nela quale non vige una rigida definizione di conformità. Ma questo punto di vista non regge ad un esame accurato. In alcune società che riconoscono un’ampia gamma di libertà individuali e tollerano le attività devianti (come quella olandese)  i tassi di criminalità violenta sono bassi. Quei paesi dove, al contrario, l’ambito della libertà individuale è ristretto (come alcune società latinoamericane) , possono presentare alti livelli di violenza.

Una società tollerante verso il comportamento deviante non deve necessariamente andare incontro alla disgregazione. Questo risultato probabilmente può essere raggiunto solo se le libertà individuali sono accompagnate dalla giustizia sociale, cioè nel contesto di un ordine in cui le disuguaglianze non siano troppo ampie e lintera popolazione abbia la possibilità di condurre una vita piena e soddisfacente. Se la libertà non è bilanciata dall’uguaglianza e se molti considerano irrealizzata la propria vita, il comportamento deviante ha molte probabilità di orientarsi verso scopi socialmente distruttivi”.

No Gravatar

L’espressione “reati dei colletti bianchi” fu introdotta da Edwin Sutherland (1949) e si riferisce alle azioni delittuose commesse da coloro che appartengono ai settori più benestanti della società. La definizione copre molti tipi di attività criminose, comprese le frodi fiscali, le pratiche illegali di vendita, le truffe assicurative e immobiliari, le appropriazioni indebite, la produzione e la commercializzazione di merci pericolose e l’inquinamento ambientale illecito, oltre al semplice furto . [..] Gli sforzi fatti per scoprire i reati dei colletti bianchi sono generalmente abbastanza limitati, e soltanto in rare occasioni coloro che vengono colti in fallo finiscono in prigione . Un esempio lampante del diverso trattamento giudiziario riservato a questi reati rispetto a quelli “ortodossi” ci è dato da un caso avvenuto negli Stati Uniti. Un socio di una società d’intermediazione con sede a New York fu riconosciuto colpevole di speculazione illegale attraverso alcune banche svizzere per una somma pari a venti milioni di dollari. Ottenne la sospensione dell apena detentiva e fu condannato a pagare una multa di trentamila dollari . Quello stesso giorno comparve davanti al medesimo giudice un fattorino nero disoccupato che aveva rubato un televisore del valore di cento dolari e che per questo fu condannato ad un anno di carcere [Napes 1970].

(dal libro “Sociologia” di Anthony Giddens, ed. 2003 non più in vendita – la versione in vendita che ho acquistato la settimana scorsa , “Fondamenti di sociologia”, di 1/4 delle pagine di questo, è di difficile lettura perchè troppo concentrata).

No Gravatar

Venerdì sono stato dopo anni a Brescia a salutare un amico , ho passato una bella giornata e ne ho approfittato per fare da cuoco per il pranzo. E’ stata la volta del mio primo risotto , nella versione più base che base non si può: cipolla olio un po’ di burro e formaggio, fatto con il brodo, eppure sono stato molto contento del risultato.

Il mio primo risotto

Sono stato a Brescia in treno con uno dei pochissimi regionali rimasti sulla linea Milano-Venezia: 8 euro per un’ora e quarantacinque minuti di viaggio contro i 22,50 degli ex-Intercity, ora ribattezzati Frecciabianca (fino al 13 dicembre Eurostar City, ma si tratta pur sempre delle vecchie carrozze intercity a cui hanno cambiato il sistema di climatizzazione, che per inciso funziona malissimo perchè alterna aria gelida ad aria rovente, per cui se può la gente scappa dalla zona finestrini).

Fatti due conti, mi conveniva non lavorare due ore e avrei risparmiato più soldi che non lavorando e prendendo un treno non-regionale. Al ritorno, una delle carrozze del regionale 2213 Milano-Venezia andava via frenata, e ce ne siamo accorti perchè c’era una fortissima puzza di bruciato . Sono stati fatti evacuare dalla vettura i passeggeri, il treno si è fermato e poi a Peschiera sono intervenuti con un estintore, proseguendo poi a velocità ridotta. Siamo arrivati a Padova con 50 minuti di ritardo (e così ho perso anche l’ultimo bus della notte).

Oramai sanno tutti qual è lo stato di manutenzione dei treni, con manager strapagati ed arroganti che si vantano di aver messo in ordine i conti delle ferrovie a colpi di aumenti del 30% dei biglietti in un solo anno. Una delle tante notizie che non ho letto su Repubblica e non ho visto sui telegiornali ma che è stata raccontata dal vicedirettore de “la Stampa” Massimo Gramellini all’interno della trasmissione “Che tempo che fa” di due sabati fa, è che a sei mesi dalla strage di Viareggio un treno identico, che trasportava GPL, della stessa società di trasporto ferroviario , sulla stessa linea, ha avuto problemi ai freni (un po’ come al mio regionale) e da un carro GPL si sono sprigionate delle fiamme. Se n’è accorto un automobilista che ha chiamato vigili del fuoco e che ha lui stesso informato i giornali , dato che nè le Ferrovie nè i giornalisti stessi avevano dato notizia.

Nel paese di Berlusconi, un po’ come durante il fascismo, le cattive notizie si devono tacere, bisogna essere ottimisti, altrimenti poi la gente si demoralizza. Lo stesso mito che i treni fossero in orario durante il fascismo, era un’invenzione della propaganda di stato, come ha ricordato un recente articolo del Corriere. Inoltre, con la riforma “ammazza processi” del processo breve, nè i processi per i morti dell’Aquila (in particolare per le imprese costruttrici che hanno usato componenti scadenti o per gravi difetti di progettazione come nel caso della Casa dello Studente) né per la strage di Viareggio, verranno celebreati. E per fortuna che doveva essere il Governo della Sicurezza questo !

Per il resto, ieri ho pulito casa e oggi proseguirò: ce n’era davvero bisogno. Questa mattina alle 4.47 Alicia di Barcellona mi ha scritto un bellissimo sms di saluti mentre era a casa con amici a guardare la tv (non oso immaginare cosa avrebbe visto in Italia a quell’ora del mattino!!) . Il prossimo fine settimana, neve permettendo, sarà quello del ritorno a Barcellona. Il Souvenir domenica avrà la sessione “I love Souvenir” , dalle 6 alle 15 del pomeriggio. Vediamo se riuscirò a convincere i miei amici di Barcellona a dormire tutto il sabato notte mentre loro saranno in giro per la città e a raggiungerli dopo una sana colazione ;)

No Gravatar

In Italia un laureato guadagna il 64% in più. Ovvero una media 44.804 euro mentre un dipendente con la scuola dell’obbligo si ferma a 27.242 euro. A indicarlo i dati dell’ osservatorio permanente Cisl di Vicenza.

dal “Mattino” di oggi