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I treni di qualità

Sul freccia bianca 9707 per Trieste con destinazione Cervignano. Carrozza 5 inutilizzabile per guasto a tutte le porte, spostati sulla carrozza 4 dove entrambi i wc sono fuori uso. E questi sarebbero i treni di qualità. Ma poverini in Spagna stanno peggio…. andate in Spagna ! Andateci. Poi mi dite.

Sul Frecciabianca Trieste-Milano, al ritorno, ancora si vede nel display la vera origine delle carrozze Frecciabianca, ex intercty, ma costano il triplo.

Le vetture di tipo Z a scompartimenti, ora quasi scomparse e lo scandalo Frecciabianca

Nella foto, un gruppo di sportivi si gode una bella giornata di sole mentre sopra alla loro testa sta correndo veloce su un viadotto un intercity internazionale trainato dal “Caimano” E.656  , una serie di carrozze UIC-X , una vettura Z1 a scompartimenti ed una semipilota francese .

L'Intercity internazionale....di casa

In realtà la giornata non è di sole ma di nebbia e quello che state vedendo si trova più o meno a due metri di altezza, sopra la libreria del soggiorno / cucina dell’appartamento dove vivo.  La carrozza grigia che vedete è una delle più confortevoli del parco ferroviario italiano, e purtroppo si trova solo in qualche raro Intercity.
La maggior parte delle carrozze di tipo Z, che qui sotto vedete nella colorazione bellissima che aveva negli anni ’90 (la prima carrozza, quelle successive avevano già la nuova livrea che è ancora differente da quella di adesso), quando gli intercity erano veloci quanto gli attuali Frecciabianca (Padova-Milano Intercity anni ’90 impiegavano 2 ore e 5 miuti, ora i Frecciabianca che hanno le stesse vetture “ristrutturate ” – ma ne parliamo dopo – 2 ore e 8 minuti, con un nuovo tratto ad alta velocità tra Pioltello e Treviglio che negli anni ’90 non c’era) ma costavano dalla metà a 1/4 (raffronto fatto sulla tratta Padova-Vicenza, dove ora un viaggio in Frecciabianca di 16 minuti costa 9 euro, pari a circa 18.000 lire , con le quali si arrivava a Milano nel 1995).
Le vetture di tipo Z (la prima ancora con la colorazione originaria) a Vicenza

La gestione Moretti di Trenitalia per aumentare i prezzi al ritmo vertiginoso che chi viaggia in treno ha toccato per mano, per cui andare da Padova a Desenzano sul Garda costa ora meno in auto da soli che in treno in Frecciabianca , anche conteggiando benzina, pedaggio e parcheggio nonchè ammortamento del mezzo, ha utilizzato la tecnica del “revamping”, ovvero della ristrutturazione delle carrozze. Nuovi nomi (“Frecce” che , sulle linee tradizionali hanno gli stessi tempi di percorrenza e gli stessi treni dei vecchi Intercity!) , nuovi colori (basati su rosso bianco e grigio che io trovo molto più tristi di quelli degli anni ’95-2000, ma più “manageriali”) ma categoria di treno differente. Gli Intercity quasi scompaiono e vedono un aumento medio del 20% l’anno, mentre al posto degli intercity appaiono i Frecciabianca. Sono le stesse carrozze degli Intercity a cui vengono tolti gli scompartimenti , messi nuovi sedili (che personalmente trovo più scomodi) , con l’aggiunta di prese di corrente in ogni posto (e questa è l’unica cosa che ho trovato di positivo) e molto più rumorose di prima della ristrutturazione, con numerosi problemi alle porte di acesso al treno (!) e dell’aria condizionata, per cui sono un forno d’inverno e un frigorifero d’estate. Tant’è che Trenitalia ha rescisso il contratto per inadempimento con le società che hanno effettuato la trasformazione (leggi qui).
Anche se queste carrozze danno un comfort inferiore a prima della trasformazione, il viaggiatore paga molto caro un viaggio su questi treni, gli unici rimasti sulla Milano-Venezia, dove nè la regione Veneto nè la regione Lombardia hanno più pagato i servizi per i veloci interregionali che c’erano fino al 2005 (Padova-Milano 2 ore e 30 minuti) , che avevano una frequenza di uno all’ora , mentre ora ce ne sono quattro in tutto il giorno e impiegano 2 ore e 55 minuti.
La Venezia-Milano, a quanto mi risulta, è l’unica linea convenzionale dove non ci siano più treni intercity e il motivo è chiaro ! Dato che non c’è la concorrenza, data dai treni regionali veloci che le regioni Lombardia (eccellenza, la chiamava Formigoni) e Veneto (virtuosa, la chiama Zaia) , Trenitalia ha libero gioco nel prevedere in offerta treni carissimi, con tariffe alta velocità, ma che fermano ogni 50 km…per cui la tariffazione Frecciabianca è una follia (vedi il caso di Padova-Vicenza 9 euro o dei 16 euro di Padova-Verona). Se ci fosse un azionista serio (il Ministero del Tesoro) in questo paese che avesse a cuore il core-business di una azienda di trasporto pubblico , che dovrebbe essere aumentare la quota di viaggiatori che usa il treno a discapito dell’auto (per le note conseguenze ambientali e di incidenti stradali) , tutto questo non avverrebbe. E invece abbiamo manager strapagati che hanno come unico fine il far quadrare i conti ed il bilancio. E così ogni anno Trenitalia perde viaggiatori (leggi qui).
Si potrebbe dire che i colori dei treni italiani sono la cartina tornasole del Paese…. siamo diventati grigi.

 

La non qualità di Trenitalia sul treno da Padova a Riccione

Sabato scorso ho deciso dopo un paio d’anni di tornare a Riccione in treno con mia madre. Sapevo già che tra i tagli dei treni operati da Trenitalia da dicembre c’era il comodo (anche se con orari troppo allungati – 3 ore per 240km – , infatti spesso arrivava a Bologna con 20 minuti di anticipo per ripartire poi in orario alla volta di Rimini rimanendo fermo 25 minuti in stazione) Intercity Venezia-Bari, ora soppresso. Utilizzo la tariffa scontata di ben il 50% il sabato, la Cartafreccia Day, per utilizzare un Frecciargento da Padova a Bologna e un Intercity da Bologna a Riccione. A bordo del Frecciargento delle 7.57 per Roma, in prima classe (i posti in seconda classe erano esauriti) gli unici giornali disponibili erano sportivi oppure “Il Giornale”. Scelgo per forza “Il Giornale”, che lascio sulla poltrona dopo aver letto le prime tre righe di una pagina di politica: “Invece di buttare i soldi per i pannelli (quelli fotovoltaici) si potrebbero utilizzare per la ricostruzione”. “Certo” – penso tra me e me -”i soldi per le energie alternative sono soldi buttati, vista la grande autonomia energetica del nostro paese. La ricostruzione questi sigori amici di Berlusconi la vorrebbero rifare stile l’Aquila dove dopo tre anni ancora il centro storico è inagibile e gran parte degli abitanti non sono ancora rientrati nelle loro case”. Un buon inizio.
Ma il punto è un altro: l’aumento continuo e senza sosta, e sempre a due cifre percentuali dei biglietti di Trenitalia. Utilizzando il sabato la promozione con lo sconto del 50% e la domenica la tariffa Mini, ho speso 56 euro per un viaggio da Padova a Riccione, di poco più di 230 km ! E’ una follia.
Quello che denunciano giornalmente gli attivisti no-TAV, purtroppo è già realtà. Gli unici treni un po’ veloci rimasti, sono appannaggio davvero di persone benestanti, perchè i prezzi sono raddoppiati se non triplicati nel giro di pochissimi anni, e – ma va ? – il prezzo dei biglietti Freccia non rientra nel paniere dell’inflazione.
Come volevasi dimostrare , i regionali veloci che ho visto domenica al ritorno erano molto più corti in termini di numero di carrozze di quelli di pochi anni fa e strapieni.
All’andata sull’Intercity 613 Bologna-Lecce, nella carrozza numero 6 , l’aria condizionata era guasta. Ricordavo che era previsto un bonus in caso di guasto dell’aria condizionata . Sparito. Annullato, per una scelta autonoma di Trenitalia. La rabbia mi sale al pensare all’articolo di Moretti sul sito Fsnews.it “La mia ossessione è dare al cliente senza aumentare il prezzo“.

A Bologna, mentre aspettavamo il Frecciargento 9448 giunto a Bologna con 18 minuti di ritardo
Complimenti ! Nei display del Frecciargento si leggevano le grandi novità dell’estate 2012 Trenitalia, tra cui un “nuovo collegamento Frecciabianca” Venezia-Lecce, con le ex carrozze Intercity ristrutturate , ed un aumento del prezzo del biglietto del 50% , dai 22 euro di Padova-Rimini a 33 euro circa (informazione che aggiungo io). Questo nel totale silenzio del Governo e dei mass-media. Il viaggio in treno è più rispettoso dell’ambiente, è meno pericoloso in termini di incidenti stradali e se i treni avessero capienza sufficiente e se l’aria condizionata dove prevista funzionasse come le porte di accesso ai treni, sarebbe anche rilassante, invece siamo diventati in dieci anni un paese da terzo mondo (per i treni regionali) e un trasporto ferroviario per ricchi per i treni veloci rimasti.

Trenitalia ed i rimborsi tagliati (anche per gelo)

Trenitalia dopo aver unilateralmente tagliato di oltre metà i rimborsi dovuti ai viaggiatori per ritardi per propria causa due anni fa, adottando la scusante dell’entrata in vigore dell regolamento CE 1371/2007 in materia di rimborsi per ritardi ferroviari, ha in questo giorni di blocco per gelo e neve (ma in Finlandia come fanno a correre i nostri Pendolini ?) mostrato la sua eccezionale buona volontà nel coprire anche i ritardi per avverse condizioni meteo che lei stessa ha escluso dalla normativa che poi applica !

Ordinari disservizi di Trenitalia
Che pena sentire tante sciocchezze. Nulla vieta alle imprese ferroviarie di risarcire fattispecie più estese di quelle minime stabilite dal regolamento europeo. E infatti, parlando di ritardi che danno origine al rimborso, il Regolamento CE 1371/2007 stabilisce “I risarcimenti minimi in caso di ritardo sono fissati come segue: a) il 25 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; b) il 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. I passeggeri titolari di un titolo di viaggio o di un abbonamento che siano costretti a subire un susseguirsi di ritardi o soppressioni di servizio durante il periodo di validità dello stesso possono richiedere un indennizzo adeguato secondo le modalità di indennizzo delle imprese ferroviarie. Tali modalità enunciano i criteri per la determinazione dei ritardi e il calcolo dell’indennizzo“.
E’ data quindi ampia facoltà alle imprese ferroviarie di aumentare sia i limiti di rimborso sia le fattispecie nei quali è previsto il rimborso (deviazioni di percorso, cancellazioni, sovraffollamento, utilizzo di materiale rotabile non adatto alla categoria del treno, ecc.).
Trenitalia si è adeguata agli standard minimi previsti dalla Direttiva, un film visto già altre volte. Ma non si attribuiscano all’Unione Europea colpe che non ha. In Spagna la RENFE indennizza per i ritardi dei treni AVE (equivalenti dei nostri Frecciarossa) il 50% del biglietto per ritardi contenuti tra i 16 ed i 30 minuti, e del 100% per ritardi superiori a 30 minuti. Giusto per parlare di Europa.

Tabella indennizzo per ritardo dei treni spagnoli
Ora il governo Monti sta riducendo gli stipendi dei manager delle aziende pubbliche: e l’incarico di Moretti a due milioni di euro l’anno per un servizio che non funziona nemmeno con il sole e le margherite sui prati ?

Quant’è lontana Madrid !

Lunedì 4 luglio, ore 5.40 del mattino, Madrid. Lascio la casa di Danilo e Diego per arrivare alla fermata della metro Pacifico, a sud di Madrid, per poi raggiungere Nuevos Ministerios e da lì prendere la metro per l’aeroporto. Il mio “abono turistico” che ho utilizzato da venerdì, è scaduto ieri sera , e così compro il biglietto normale “sencillo”. Alle 6.05 passa puntuale il primo treno, e a Nuevos Ministerios verso le 6.30 prendo la linea 8 per l’aeroporto. Mentre sono sul secondo treno alzo lo sguardo e vedo scritto (cosa che avevo letto ma me ne ero dimenticato) che per arrivare all’aeroporto serve un supplemento di 1 euro che si può acquistare alla stazione di Nuevos Ministerios alle biglietterie automatiche.
“Mamma mia”- penso tra me e me – “spero non passi il controllore”. All’uscita dalle stazioni della metro di solito il biglietto non viene richiesto per passare per i tornelli. E invece, all’aeroporto sì. Davanti a me quattro guardie della seguridad con il giubbotto arancione. Inserisco il biglietto normale e le porte non si aprono. Guardo gli agenti, loro mi guardano. Il mio vicino , un turista asiatico, si dirige ad una delle biglietterie automatiche che c’erano anche prima di uscire dalla metro, acquista il biglietto da un euro ed esce. Io faccio uguale , ed esco. Alla fine, quello che volevano era semplicemente che i viaggiatori acquistassero il biglietto.
Metro di Madrid
Ho pensato al Veneto, dove se per un qualsiasi motivo non riesci ad acquistare il biglietto del treno e avvisi il controllore, vieni trattato come qualcuno che viene scovato senza biglietto nei bagni, e paghi 50 euro . Non è una multa – per carità ! Trenitalia la chiama un sovrapprezzo. In Liguria e Trentino (non in Germania) , si spende 8 euro. Ma lì governano i comunisti. Quant’è lontana Madrid !

La regione da terzo mondo ferroviario

dal “Mattino” di oggi

Ieri mattina, in occasione del penultimo giorno di Carnevale per far partire tre treni regionali per Venezia SantaLucia, sono dovuti interveniregli agenti della Polfer. Iconvogli presi d’assalto daipadovani, tra i quali tantissimi giovani già in maschera, sono risultati quelli che partono alle 9,29, alle 10,21 e 10,29. Tutti i treni era strapieni con viaggiatori stipati come sardine in scatola nei corridoi e nelle toilette nonostante fossero formati, ognuno, da numerose carrozze. Ci sono stati disagi anche suitreni regionali del ritorno, ingenere su quelli che sono partiti dalla laguna dalle 16in poi. Una valanga di persone,quasi tutte ancora mascherate sui treni arrivati instazione, al binario uno, alle19,26 per Rovigo ed alle 19,31 per Bologna. Ieri il consigliere regionale dell’IdV Antonino Pipitone ha provocatoriamente inviato Zaia a prendere il treno per rendersi conto dei disagi. Intanto oggi, martedì grasso,si prevedono treni ancora più affollati e, quindi, si consigliadi andare a Rialto e San Marco anche a bordo deibus Sita, via autostrada o dell’Actv,via Riviera del Brenta. Sono previsti treni straordinari soltanto al ritorno. Si riparte da Venezia alle 0,05 con treno diretto a Vicenza ed alle 0,55 con un altro convoglio per Montegrotto, Monselice e Rovigo. (f.pad.)

Qui sotto: mentre l’Ufficio per la Regolamentazione dei Servizi (che dipende dal Ministero dei Trasporti) ostacola l’ingresso di operatori ferroviari alternativi a Trenitalia imponendo ai treni che collegano la Germania con l’Italia il divieto di fermata nelle stazioni, i viaggiatori italiani si trovano con pochi treni regionali strapieni , e in molti casi rimangono a piedi ! Foto tratta dal sito ferrovieanordest.it

A piedi sui regionali sovraffollati di Trenitalia

 

 

Quei poggiatesta usa e getta sui treni, durati pochi mesi…

Era l’ottobre 2007. L’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, dichiarava un impegno forte (200 milioni di euro ) nell’ambito dell’obbiettivo “treni puliti” . L’articolo apparso su ferrovie.it (e su tutti i mezzi di comunicazione) dice : ” La novità assoluta è costituita dall’applicazione sui sedili di tutti gli ottomila treni dei pendolari di nuove foderine antisporco. Si tratta di coperture a strappo “usa e getta” concepite per poter essere immediatamente sostituite in caso di necessità. La loro installazione è già iniziata e si concluderà entro giugno. (2007). ” Io li ho visti per pochi mesi, e voi ?

Qui sotto, i risultati di questa attenzione verso l’igiene dei treni , su uno dei tre regionali rimasti ( solo 5 anni fa erano 12)  tra Milano e Venezia, oggi pomeriggio (foto del mio amico Simone che , dopo essere stato trasbordato su un altro treno per il guasto del suo regionale 2188 Genova-Milano nei pressi di Pavia, sta lentamente arrivando a Padova) . Delle foderine poggiatesta usa e getta, sono rimasti solo i velcri a cui dovevano essere attaccati, sui sedili.

I poggiatesta di un regionale Milano-Venezia, il 17 agosto 2010.

Articolo su “L’Espresso” sulle Ferrovie

La stazione c’è ma resta chiusa

dal “Mattino” di oggi

PONTE DI BRENTA. Al di qua del Brenta, nonostante sia stata «impresenziata» (senza ferrovieri) da 10 anni, la stazione Fs Padova-Ponte di Brenta è ancora aperta ma nel degrado totale. Al di là del fiume, già a Vigonza, località Busa, è pronta da un anno la nuova stazione che, però, non viene utilizzata perch? la Metropolitana di Superficie, gestita dalla Regione, è ferma su un binario morto. In mezzo ci sono centinaia di utenti, quasi tutti residenti nella zona di Padova Est, che ogni giorno devono fare i conti con il letamaio in cui si trova la stazione di Ponte di Brenta,
gestita da Rete Ferroviaria Italiana. Dove i viaggiatori devono tapparsi il naso e stare attenti a non pestare siringhe,
preservativi ed escrementi. «E un paradosso – sottolinea Marzia Cervellin, pendolare – La stazione vecchia (seconda metà ’800, costruita dagli austriaci ndr) dovrebbe essere chiusa anche per motivi igienico- sanitari. Quella nuova resta chiusa per un motivo assurdo e rischia il degrado». (f.pad.)

E Matteoli (AN) disse:” chiederemo una deroga all’UE”…

Il ministro Matteoli (Alleanza Nazionale) , responsabile dei trasporti, dichiara pubblicamente che chiederà una deroga al regolamento CE 1371/2007 adottato di recente dal Governo Italiano per consentire l’indennizzo per i viaggiatori che hanno subito disagi per le condizioni meteo.

Che pena sentire tante sciocchezze.  Nulla vieta alle imprese ferroviarie di risarcire fattispecie più estese di quelle minime stabilite dal regolamento. E infatti, parlando di ritardi che danno origine al rimborso, la direttiva stabilisce “I risarcimenti minimi in caso di ritardo sono fissati come segue: a) il 25 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; b) il 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. I passeggeri titolari di un titolo di viaggio o di un abbonamento che siano costretti a subire un susseguirsi di ritardi o soppressioni di servizio durante il periodo di validità dello stesso possono richiedere un indennizzo adeguato secondo le modalità di indennizzo delle imprese ferroviarie. Tali modalità enunciano i criteri per la determinazione dei ritardi e il calcolo dell’indennizzo“.

Trenitalia si è adeguata agli standard minimi previsti dalla Direttiva, un film visto già altre volte. Ma non si attribuiscano all’Unione Europea colpe che non ha. In Spagna la RENFE indennizza per i ritardi dei treni AVE (equivalenti dei nostri Eurostar con materiale ETR, mi si perdoni se mi rifiuto di chiamare Frecciabianca i treni Intercity con i sedili nuovi e con una nuova colorazione , e prezzi aumentati del 30% rispetto a quando si chiamavano Intercity!) il 50% del biglietto per ritardi contenuti tra i 16 ed i 30 minuti, e del 100% per ritardi superiori a 30 minuti. Giusto per parlare di Europa.

E intanto l’Unione Consumatori si prepara ad una class action, con un sito dove si possono segnalare i propri casi di ritardi. Sulla Milano-Venezia, dove gli intercity sono stati ricolorati , cambiati i sedili interni e i prezzi aumentato del 30% per classificarli come Eurostar City, con gli stessi tempi di percorrenza che avevano gli Intercity 15 anni fa, ritardi compresi tra i 20 e i 40 minuti sono ormai la normalità . E non danno diritto ad alcun rimborso.