Pubblico con grande gioia il primo intervento alla Camera del deputato ed amico Matteo dall’Osso. Un intervento toccante, preciso, qualificato, che come sempre non mi lascia indifferente. Bravo !
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Il mineralogramma e l’integrazione mirata per la disintossicazione dai metalli pesanti
Qui sotto l’interessante registrazione di un intervento del Dr. Rossi della Mineral Test sas che spiega il significato del mineralogramma come esame per valutare l’intossicazione cronica da metalli pesanti (che è alla base di quasi tutte le patologie neurodegenerative come sclerosi multipla, Alzheimer, Parkinson, ecc.) e per integrare i sali minerali che sono venuti a mancare a causa dell’intossicazione per rimuoverli – molto lentamente , e per quanto possibile – dal corpo.
E’ il programma che sto seguendo io da circa quattro mesi, e che fino ad ora non mi ha dato grandi risultati (ma durante la disintossicazione l’organismo mette a dura prova reni e fegato, e la disintossicazione dal cervello con farmaci che superano la barriera dell’encefalo è l’ultimo stadio che forse vedrò tra due anni) , ma che sto perseguendo scrupolosamente. Tra circa due mesi effettuerò il mio secondo mineralogramma per valutare a che punto sono con la disintossicazione.
Buona visione (e parlatene ad amici e conoscenti)
Il grande lavoro di informazione di Cristiana di Stefano
Provo un po’ di vergogna nel vedere che nel mio blog, dopo che da oltre sei mesi parlo della questione – che mi tocca in prima persona – dell’intossicazione cronica da mercurio da amalgame dentali, non è mai comparso il nome di Cristiana di Stefano. Cristiana è una ragazza malata di Sclerosi Multipla che non si è data per vinta e, battendo una strada non seguita da alcun neurologo, ha provato a vedere se c’era una correlazione tra sclerosi multipla e intossicazione da metalli pesanti, in particolar modo il mercurio che , una volta entrato nei reni, impedisce la corretta escrezione anche degli altri metalli pesanti.
Fino a pochi giorni fa, la mia era solo una certezza ma senza alcun referto medico che la comprovasse, dato che avevo tutti i sintomi di una intossicazione da mercurio, dai problemi gastrointestinali alla proliferazione di Candida Albicans (anche la settimana scorsa l’immunologa mi ha detto che io non potevo avere la Candida Albicans perchè avrei avuto il mughetto, ma non è così !) , alle frequenti infezioni, alla perdita di memoria a breve, difficoltà di concentrazione tremende (che tuttora sono un problema per me al lavoro) , depressione, ma soprattutto la tremenda stanchezza cronica che mi affligge (e qui la trasmissione di Report del 2002 è stata la mia salvezza).
Una volta rimosse le otturazioni in amalgama, l’umore è lentamente migliorato, come pure l’intolleranza al glutine, lungi però dall’essere sparita. Ho iniziato, seguendo i consigli del libro “Mercurio en la boca” che ho acquistato via internet, la chelazione orale con il DMSA, ma avevo effetti collaterali gastrointestinali tremendi, stavo davvero male, e così ho dovuto smettere.
Così mi sono collegato al sito di Cristiana di Stefano, dal quale tramite google avevo già letto molte delle sue “tesine” su stanchezza cronica/CFS ed amalgame, candida e amalgame, e così via. Ho spiegato la mia situazione sul forum e Cristiana, con me come con altre centinaia di persone, mi ha dato supporto consigliandomi di fare assolutamente il mineralogramma, perchè se nel nostro corpo mancano i sali minerali che servono per espellere il mercurio, soprattutto in presenza di fegato e reni intossicati, i chelanti smuovono il mercurio ma senza espellerlo anzi con il rischio di portarne ancora di più al cervello. Il referto del mineralogramma, lo sapete: 13 volte presenza di mercurio di una persona normale, ed una grave carenza di selenio che è il principale antiossidante che serve per espellere il mercurio.
Senza il supporto di Cristiana probabilmente non avrei fatto il mineralogramma e non avrei potuto conoscere un’altra persona disponibile e paziente come il dr. Rossi di Mineral Test, che mi ha spiegato che mercurio e selenio sono antagonisti quindi più mercurio entra minore selenio c’è disponibile per ….espellerlo. Senza una integrazione mirata per ripristinare i sali minerali che servono a disintossicare il corpo lentamente, nessun chelante avrebbe mai funzionato , e forse io sarei stato intossicato a vita e anche magari convinto di non aver trovato davvero la causa dei miei tanti mali.
La quantità e la qualità della documentazione presente nel sito di Cristiana è impressionante, per non parlare del valore enorme della parte del forum dedicata alle testimonianze di chi si è intossicato. Ci vorranno alcuni anni, ma non vedo l’ora di scrivere anch’io la mia esperienza. Nel frattempo, grazie Cristiana per il tuo lavoro impagabile.
Le sette tappe del dolore
dal libro “Mille giorni di te e di me” di Gabriele Fortino, che racconta in un libro appassionante (e terribile) la sua esperienza con la sclerosi multipla e anche sul sito http://smisurataforza.ilcannocchiale.it/2010/06/15/le_7_fasi_di_elaborazione_del.html
Gli psicologi dicono che esistono 7 tappe del dolore. Credo di averle vissute tutte.
Shock: il 7 Novembre 2007, alle ore 19:25, quando mi viene diagnosticata la malattia. Momento clou: poche ore dopo, quando non riesco a trattenere una brevissima crisi di pianto, nel letto.
Rifiuto: durante il primo ricovero ospedaliero. Mi sento avulso, distaccato. In fondo sto bene. Leggo, gioco con il Nintendo DS, non vedo l’ora di uscire. (dall’8 al 13 Novembre). Non uso mai il termine “malattia”, parlo piuttosto di “problema”. Ancora oggi sono restio nel farlo.
Senso di colpa: durante il ricovero mi sento in colpa nei confronti dei miei genitori. Mi dispiace vederli così preoccupati. Mi sembra di non attivarmi abbastanza, quindi prenoto visite, parlo con l’AISM, leggo, stampo, mi abbono a pubblicazioni, consulto siti internet e forum (primo semestre del 2008).
Paura: paura del futuro. E soprattutto paura di finire su una sedia a rotelle. Paura di perdere l’indipendenza e la vitalità. Non accetto l’idea, ne sono letteralmente terrorizzato. La paura arriva a tal punto che (solo ora che ho SUPERATO questa fase mi rendo conto di quanto sia stato ridicolo) dal 5 Gennaio 2009 compilo una “bucket list” delle cose che vorrei fare prima di morire. Pensieri quasi patetici, d’accordo, ma questa quinta fase è stata piuttosto lunga e tormentata.
Rabbia: nei confronti dei medici della mia città. Comincio ad essere intollerante. Comincio a pensare ad altre strade da percorrere, e colgo la palla al balzo quando mi parlano del San Raffaele di Milano (23 Giugno 2009). Faccio le visite di controllo malvolentieri.
Depressione: il 3 Ottobre 2009 scrivo: “mi assale la voglia di disinteressarmi di tutto”. Non è un semplice momento di sconforto, ci penso seriamente. Mi vedo solo (anche se NON LO SONO, non lo sono mai stato) e in un tunnel senza via d’uscita. Stanco e malato.
Accettazione: l’ultima fase, forse non ancora terminata del tutto. La dato Marzo-Aprile 2010, e coincide con il ricovero al San Raffaele. Prendo coscienza della mia malattia. Parlo con altre persone, e ci facciamo coraggio a vicenda. Sono a stretto contatto con i malati, assorbo le loro sofferenze e trasmetto le mie. Mi sento fortunato, in fondo sto bene e faccio una vita quasi normale.
Gli psicologi hanno ragione, ci sono 7 fasi di elaborazione del dolore, ed io le ho vissute tutte, dalla prima all’ultima, in ordine cronologico.
