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AI seggi come scrutatore

Anche questa volta sono stato scelto tra gli scrutatori per le elezioni politiche di questi giorni. Ogni volta è un’esperienza meravigliosa, perchè hai il contatto con i cittadini, e non con uno spaccato come può essere il settore impiegatizio, se sei impiegato, o con gli insegnanti se sei insegnante, e così via. Ed ogni volta sono orgoglioso di fare la mia piccola parte per consentire il corretto esercizio di un diritto fondamentale delle democrazie, il diritto di voto.

Ai seggi

Vedere persone arrivare in autoambulanza pur di votare al seggio, o in carrozzella , alimentati da una mega batteria (credo malati di SLA), ti rende orgoglioso, una volta tanto, e purtroppo troppo raramente, di essere italiano . E ti viene il sorriso anche quando arriva un ragazzo del 1991 che vota solo per la Camera, ma ti dice “sono contento di poter votare, perchè così divento responsabile di quello che scelgo”. Woolrich e Nike Blazer, e con tante belle idee per la testa, come quella di partecipare e di non dire “me ne frego”. Grandi !

Quando ti dicono :” Ma la Spagna ha rischiato il fallimento…..noi non stiamo così male”

Basta leggere una notizia – agghiacciante per molti versi, soprattutto quando si capisce che la Banca Centrale Europea ha fatto utili a spese della crisi greca - pubblicata sul Sole 24 ore  per capire quanto il bilancio dello stato spagnolo non sia messo così male quanto quello italiano : la Bce ha acquistato titoli di stato italiani per 103 miloni di euro, contro i 44,3 milioni di euro della Spagna ed i 33,9 milioni della Grecia. Direi non male come salvataggio. Almeno però la Spagna ha – anche se sempre meno – un sistema sanitario, di trasporti e in genere di welfare (tutela dalla disoccupazione ecc.)  migliore del nostro.

La farmacia della famiglia Sacconi (della serie: per fortuna tutto questo è finito!)

In Farmindustria il personaggio più interessante da raccontare è il direttore generale Enrica Giorgetti , nominata in quell’incarico dopo esser stata direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade , e successivamente responsabile dell’area strategica impresa e territorio di Confindustria . Il compito più importante di Farmindustria è di negoziare con l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) la presenza dei medicinali nel prontuario, l’iter autorizzativo , prezzo e rimborso pubblico.
Dal risultato di queste negoziazioni dipende una larga parte del conto economico delle aziende farmaceutiche attive in Italia. Il compito, nel caso della signora Giorgetti , è particolarmente facilitato dal fatto che il ministro è suo marito: Maurizio Sacconi, titolare della delega al Lavoro e alla Salute

(dal libro “Il partito dei padroni”, che prevedo di ultimare nel 2012)

Un Paese raccontato dai redditi

dall’ultimo numero dell’interessante rivista Consumatori della Coop, scaricabile gratis in PDF da qui 

In Italia su 42 milioni di contribuenti solo lo 0,95% dichiara più di 100 mila euro di reddito

•  Dal 1993 al 2007 il peso degli imprenditori sul totale dei redditi Irpef pagati in Italia è sceso dal 13,2% al 5%

•  Dal 1993 al 2007 il peso dei liberi professionisti sul totale dei redditi Irpef pagati in Italia è sceso dal 7,6% al 4,2%

•  Tra le circa 400 mila persone che dichiarano più di 100 mila euro, il 20% sono lavoratori autonomi, il 5% imprenditori. Il restante 75% dipendenti e pensionati

•  Nel 2009 il reddito medio dei notai era di 402 mila euro, quello dei farmacisti 126 mila, quello degli avvocati 49 mila, quello dei dentisti 45 mila, quello di gioiellieri e orologiai 15.800, quello dei tassisti 13.600

Roma

Dopo oltre due anni che non tornavo nella Capitale, l’occasione buona per ritrovarsi con Sebastian e Ivana , che mi hanno fatto conoscere Palermo e dintorni nella mia prima volta in Sicilia di novembre 2009, è stata una gita a Roma (questa volta con i carissimi treni di Trenitalia, 92 euro in offerta con lo sconto del 30% ,2 euro in più di quanto spenderò per andare a Ibiza in luglio imbarcando la valigia!).

Le temperature erano abbastanza miti, un bel sole ci ha accolto , e la mia seconda volta in un bed & breakfast (la prima fu nel meraviglioso Bed & Breafast roserosse di Cagliari, nella zona del Castello , nel maggio dell’anno scorso) ancora una volta mi ha stupito per la qualità del servizio e per la pulizia dei locali. Un plauso a Sebastian che ha prenotato il tutto al bed & breakfast “HolidayaSanPietro” , una stanza quadrupla in zona S. Pietro , servita sia dal famigerrimo (per i furti)  bus 64 anche se io ci sono arrivato in modo ancora più comodo (e cioè seduto) utilizzando un regionale della linea per civitavecchia , che in 18 minuti da Termini mi ha portato alla stazione di S. Pietro !

Stazione di Roma S. Pietro a due passi dal Bed & Breakfast

Purtroppo a differenza dei miei amici il crollo fisico che mi prende nel tardo pomeriggio non mi ha fatto sconti, e così nè sabato sera (dopo un ottimo aperitivo-cena proprio fuori dalla Metro Subaugusta) né domenica sera ce l’ho fatta ad uscire dopo cena.

Alla Garbatella domenica mattina

Inutile parlare ancora una volta (ed è il confronto con la civilissima Barcellona è a dir poco drammatico) del grado di sporcizia della città , delle automobili presenti ovunque , parcheggiate sopra i marciapiedi, a cui negli ultimi anni si è aggiunta la moda del “cane per amico”, possibilmente da portare fuori per farlo cagare sui marciapiedi, sulle strade o sulle aiuole e nei prati dove gli esseri umani è bene non si sdraino più per vedere il cielo , unica zona per ora non invasa dalle automobili.

Alla Garbatella, di fronte alla scuola dei "Cesaroni"

Dopo ore di passeggiata in giro per Roma (immancabili Colosseo, Terme di Caracalla, Bocca della Verità ecc. il tutto in mezzo a centinaia di turisti spagnoli tra l’altro) , io e Peppe siamo andati a fare l’aperitivo al Fluid (alla gente di Bergamo questo nome ricorda qualcosa….;) , lounge bar molto carino vicinissimo a Corso Vittorio Emanuele ed a pochi passi da Piazza Navona ! Questo posto merita davvero , io ho assaggiato il cocktail della casa (ottimo, il Fluid appunto) ed un Perfect Manhattan, anche un po’ troppo perfect ;)

Il lunedì il ritorno a casa su un Frecciargento , tra porte che non si aprivano, bagni non funzionanti ma tutto sommato puntuale. 3 ore e 20 minuti per coprire la distanza tra Roma e Padova sono davvero poche !

Al Fuid di Roma

La stazione c’è ma resta chiusa

dal “Mattino” di oggi

PONTE DI BRENTA. Al di qua del Brenta, nonostante sia stata «impresenziata» (senza ferrovieri) da 10 anni, la stazione Fs Padova-Ponte di Brenta è ancora aperta ma nel degrado totale. Al di là del fiume, già a Vigonza, località Busa, è pronta da un anno la nuova stazione che, però, non viene utilizzata perch? la Metropolitana di Superficie, gestita dalla Regione, è ferma su un binario morto. In mezzo ci sono centinaia di utenti, quasi tutti residenti nella zona di Padova Est, che ogni giorno devono fare i conti con il letamaio in cui si trova la stazione di Ponte di Brenta,
gestita da Rete Ferroviaria Italiana. Dove i viaggiatori devono tapparsi il naso e stare attenti a non pestare siringhe,
preservativi ed escrementi. «E un paradosso – sottolinea Marzia Cervellin, pendolare – La stazione vecchia (seconda metà ’800, costruita dagli austriaci ndr) dovrebbe essere chiusa anche per motivi igienico- sanitari. Quella nuova resta chiusa per un motivo assurdo e rischia il degrado». (f.pad.)

C’è il mercato e puoi scegliere.

Arrivo in stazione a Padova alle 13.45 e aspetto un treno per Venezia. Il primo treno , uno dei 4 regionali rimasti (ce n’era uno ogni ora fino a 5 anni fa) tra Milano e Venezia, è alle 14.22. In mezzo un intercity e 4 , dico 4 tra Frecce di vario colore ecc. Il mio regionale è annunciato prima 15, poi 20, poi 25 minuti di ritardo, il biglietto costa 2,90 euro (sono arrivato a Venezia alla fine con un regionale Bologna-Venezia , alle 15.05, per inciso). Ci sono prezzi e servizi di mercato, posso scegliere. Posso scegliere un Frecciarossa, che mi porta a Venezia in 5 minuti in meno, e pagare 14 euro in seconda classe. No, la verità è un’altra: hanno tagliato il 50% dei treni non Frecciaqualcosa (in particolare appunto i vecchi interregionali Milano-Venezia) , e quei treni tra cui potevo scegliere non ci sono più. Sono rimasti i Bologna-Venezia (forse perchè la Regione Emilia-Romagna , a differenze di Veneto e Lombardia , i soldi per pagare i treni regionai li caccia fuori), ringraziando il cielo. I prezzi di mercato sono quasi 5 volte più cari. FANCULO ITALIA.

I prezzi

Devianza e ordine sociale

Io questo Giddens lo adoro.

Il prezzo pagato da una società che lascia considerevole spazio alle attività non conformiste deve essere la “devianza distruttiva” ? In cambio delle libertà individuali concesse ai cittadini , ad esempio, una società deve forse accettare alti tassi di criminalità violenta ? Certamente alcuni ritengono di sì , sostenendo che i delitti violenti sono inevitabili in uan società nela quale non vige una rigida definizione di conformità. Ma questo punto di vista non regge ad un esame accurato. In alcune società che riconoscono un’ampia gamma di libertà individuali e tollerano le attività devianti (come quella olandese)  i tassi di criminalità violenta sono bassi. Quei paesi dove, al contrario, l’ambito della libertà individuale è ristretto (come alcune società latinoamericane) , possono presentare alti livelli di violenza.

Una società tollerante verso il comportamento deviante non deve necessariamente andare incontro alla disgregazione. Questo risultato probabilmente può essere raggiunto solo se le libertà individuali sono accompagnate dalla giustizia sociale, cioè nel contesto di un ordine in cui le disuguaglianze non siano troppo ampie e lintera popolazione abbia la possibilità di condurre una vita piena e soddisfacente. Se la libertà non è bilanciata dall’uguaglianza e se molti considerano irrealizzata la propria vita, il comportamento deviante ha molte probabilità di orientarsi verso scopi socialmente distruttivi”.

E Matteoli (AN) disse:” chiederemo una deroga all’UE”…

Il ministro Matteoli (Alleanza Nazionale) , responsabile dei trasporti, dichiara pubblicamente che chiederà una deroga al regolamento CE 1371/2007 adottato di recente dal Governo Italiano per consentire l’indennizzo per i viaggiatori che hanno subito disagi per le condizioni meteo.

Che pena sentire tante sciocchezze.  Nulla vieta alle imprese ferroviarie di risarcire fattispecie più estese di quelle minime stabilite dal regolamento. E infatti, parlando di ritardi che danno origine al rimborso, la direttiva stabilisce “I risarcimenti minimi in caso di ritardo sono fissati come segue: a) il 25 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; b) il 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. I passeggeri titolari di un titolo di viaggio o di un abbonamento che siano costretti a subire un susseguirsi di ritardi o soppressioni di servizio durante il periodo di validità dello stesso possono richiedere un indennizzo adeguato secondo le modalità di indennizzo delle imprese ferroviarie. Tali modalità enunciano i criteri per la determinazione dei ritardi e il calcolo dell’indennizzo“.

Trenitalia si è adeguata agli standard minimi previsti dalla Direttiva, un film visto già altre volte. Ma non si attribuiscano all’Unione Europea colpe che non ha. In Spagna la RENFE indennizza per i ritardi dei treni AVE (equivalenti dei nostri Eurostar con materiale ETR, mi si perdoni se mi rifiuto di chiamare Frecciabianca i treni Intercity con i sedili nuovi e con una nuova colorazione , e prezzi aumentati del 30% rispetto a quando si chiamavano Intercity!) il 50% del biglietto per ritardi contenuti tra i 16 ed i 30 minuti, e del 100% per ritardi superiori a 30 minuti. Giusto per parlare di Europa.

E intanto l’Unione Consumatori si prepara ad una class action, con un sito dove si possono segnalare i propri casi di ritardi. Sulla Milano-Venezia, dove gli intercity sono stati ricolorati , cambiati i sedili interni e i prezzi aumentato del 30% per classificarli come Eurostar City, con gli stessi tempi di percorrenza che avevano gli Intercity 15 anni fa, ritardi compresi tra i 20 e i 40 minuti sono ormai la normalità . E non danno diritto ad alcun rimborso.