Per 2 persone: 10 bocconcini di pollo li scotto per qualche minuto in una padella aderente, e successivamente aggiungo un pò di sale, la menta e il limone appena spremuto. Lascio cuocere a fuoco lento e una volta pronti li servo con delle patate al forno.
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Spezzatino di pollo con germogli di soia
Ingredienti per 6 persone:
- 500 g di petto di pollo tagliato a dadini
- 1 cipolla tritata
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 1 bicchiere di vino bianco
- 1 patata
- 5 pomodori
- peperoni
- olio d’oliva
- 1 confezione di germogli di soia (Suzi Wan)
- 400 g di Riso Basmati (Suzi Wan)

Preparazione: soffriggere il petto di pollo tagliato a dadini in una casseruola con l’olio insieme alle verdure finemente affettate ; sfumate con il vino bianco, aggiungete i pomodori e la patata tagliata a pezzetti. Bagnate con il brodo , coprite e cuocete per circa 12/15 minuti a fuoco lento. A fine cottura unite i Germogli di Soia Suzi Wan sgocciolati , il peperoncino e aggiustate con la Salsa di Soia Suzi Wan . Cuocete il riso basmati in una casseruola con acqua salata per circa 10 minuti a fuoco basso. Unite il riso alla carne e al sugo dello spezzatino e guarnite con prezzemolo tritato .
(altre ricette sul sito suziwan.it)
C’è ricetta e ricetta
Da sempre dico che le ricette di cucina sono fatte per chi sa già cucinare.
Vi faccio un esempio: oggi dovevo preparare l’uovo in camicia. Con il primo uovo non mi è riuscito, con il secondo sì. Perchè con il secondo sì ? Ci sono modi e modi di spiegare come far “funzionare” una ricetta. Guardate questa splendido “tutorial” sull’uovo in camicia.
Semifreddo alla liquirizia
25 gr di liquirizia purissima possibilmente frantumata (tipo quella saila o oronero)
75 gr di zucchero
1 tuorlo d’uovo
250 ml di panna da montare (non quella spray
)
3 cucchiai di latte
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Tritare piu’ finemente per quanto possibile la liquirizia con il tritatutto.
Versarla poi in un piccolo pentolino insieme al latte e farla sciogliere completamente a fiamma bassa.
Unire il tuorlo con lo zucchero e sbatterli un poco assieme e dopo unirci o sciroppo di liquirizia appena creato.
Montare la panna finché non diventa bella spumosa e a questo punto aggiungerci il composto preparato prima e mescolare dal basso verso l’alto facendo attenzione di non “smontare” la panna.
Versare in un contenitore o in stampi da muffin e lasciare riposare nel freezer almeno un paio d’ore.

Quella pessima carne all’Auchan
Pessima carne di chianina, quella che io e Simone abbiamo comprato all’Auchan. Pessimo il gusto, molta acqua rilasciata e bistecca ristretta. La cooperativa di produzione è quella di S. Nicolò di Montecastrilli (TR). Giusto per ricordarci la prossima volta.
Il burro chiarificato
Doveva proprio capitarmi agli occhi, dopo averne letto le qualità sul blog di “Le scienze” tenuto da Dario Bressanini, all’Auchan (dove normalmente non si riesce mai trovare ciò che si cerca, e infatti mi è capitato agli occhi mentre cercavo le sottilette). Il burro chiarificato non schizza e non diventa bruno alle alte temperature, perchè non contiene acqua.

Vedremo come si comporterà nelle prossime ricette !
La cicoria Witloof
Due settimane fa alla Coop di Torre c’era la cicoria Witloof in offerta, e così l’ho presa. Ora che , dopo 14 giorni , continua a rimanere in frigo , e dopo che mia madre – dopo che gliel’ho descritta con il mome che c’è scritto nell’etichetta – non aveva la più pallida idea di cosa fosse, scopro che è l’indivia belga.
Rimango ogni volta sorpreso dal fatto che in cucina ci si spieghi sempre in termini molto approssimativi, al contrario dell’informatica . “Mamma, ho preso la cicoria Witloof “- “La catalogna ? ” Che ? ” “Ma dici il radicchio ? ” “Ma no , è allungato , bianco, abbastanza spesso”. Alla fine Google mi ha aiutato . Stasera la taglierò per lungo, togliendo il cuore amaro, e la farò in padella con un goccio di burro. Speriamo bene
Bistecca alla Maillard
Dopo un eccellente tiramisù (che ho preparato però in due ore anziché i 40 minuti previsti perché il mega robot che ho a casa non è poi così mega), oggi ho provato a fare una bistecca a “punto” che avesse subito la reazione di Maillard, eccellentemente descritta in questo articolo che mi ha appassionato. In tutta la mia vita infatti (perché così ha deciso papà per motivi igienico/sanitari/di alimentazione) ho mangiato bistecche ben cotte che non avevano mai in superficie quella quasi crosticina che invece hanno le bistecche (costate / fiorentine / Filetti) che si mangiano al ristorante. Così, mi sono chiesto: cosa mi manca per poterne gustare una anch’io ? In un articolo scritto da un appassionato di scienza (ed ecco perché la ricetta era completa in ogni dettaglio, contrariamente a molte ricette nei siti “al femminile”, dove troppe cose scontate vengono tralasciate) viene descritto cosa succede alla bistecca che mangiamo al ristorante, quella tenera al centro e che nella parte esterna ha una crosticina dovuta alla fuga degli zuccheri presenti all’interno della carne). Proprio per questo, avviene una cosa che non ci si aspetterebbe, e cioé che la carne si stacca da sola dalla padella. L’ottimo articolo spiega anche un altro trucco, e cioè quello di aspettare due minuti dopo la cottura per lasciare che i succhi si spostino verso la parte esterna della carne, più bruciacchiata.
Per me è stata una novità dietro l’altra, per vari motivi: perché avvenga questa reazione è necessario utilizzare una padella di acciaio anziché una antiaderente, la temperatura deve essere molto alta, non bisogna utilizzare olio extra-vergine perché il basso punto di fumo sprigionerebbe vapori non proprio sani, e infine perché bisogna avere a disposizione una vera bistecca, alta due dita .
Sembra incredibile ma anche questa volta mi mancava qualcosa a casa, e cioè su tre cose (padella in acciaio, carne abbastanza spessa e olio d’oliva o di semi di arachidi) mi mancava l’olio giusto. Come per l’informatica , anche in cucina qauando manca anche una piccola cosa, avviene il patatrac.
All’inizio infatti ho pensato di compensare l’assenza dell’olio con un maggior tempo di cottura (seguendo alla lettera l’ottima descrizione, ho riscaldato per due minuti a fuoco alto la padella e poi ho fatto cuocere la carne per 2 minuti per lato dopo averla pepata e salata), ma l’interno della carne era ancora quasi del tutto crudo !
A questo punto ho deciso di utilizzare un po’ dell’unico olio (extra vergine) che avevo a casa, e pur avendolo spalmato con un dito sulla carne anziché versarlo sulla padella per ridurre il pericolo di bruciatura dell’olio, puntualmente si è verificata una nube d fumo, però la cottura è avanzata verso l’interno. Soddisfazione a metà quindi , però la reazione è avvenuta e la parte esterna della carne era veramente squisita, come al ristorante , e la prossima volta sarà perfetta. Unita a un misto di rucola , valeriana ed altre erbe condite con aceto balsamico e olio, ne è venuto fuori un ottimo pranzo domenicale !
Gamberoni al vapore
Preparazione
Sistemare nel cestello per la cottura a vapore le fette di limone e il finocchietto e appoggiarvi i gamberoni.
Cuocere per 3 minuti dal momento in cui bolle la acqua.
Spruzzarli con il vermouth e cuocere per altri 2 minuti.
Frullare la polpa di avocado con il succo di limone, il 1/2 peperoncino e poco sale.
Servire i gamberoni con la salsa di avocado a parte.
- 12 gamberoni
- 4 fette di limone
- 2 cucchiai di vermouth
- 1 avocado
- 1 mazzetto di finocchietto
- 1 limone (succo)
- 1/2 peperoncino
- Sale
