Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

Visualizza gli articoli pubblicati sotto ottobre 2009

No Gravatar



Monestir Santa Maria de Ripoll

Inserito originariamente da patrimoni.gencat

Il portale d’ingresso della’abbazia benedettina di Santa Maria di Ripoll a Montserrat (Barcelona) ha una superficie interamente ricoperta di rilievi disposti in sei fasce orizzontali che, interrotte dagli archi concentrici dell’ingresso, creano un magnifico effetto decorativo.
L’apparizione di una scultura rappresentativa, cioè con figure e narrazioni, è da datarsi verso la fine del Mille e da alora invade le facciate delle chiese, i portali, i capitelli, i pulpiti, gli altari.

Eccomi !

2 commenti
No Gravatar

Eccomi !

No Gravatar

Siamo primi !
L’ Italia, con 4.739  morti nel 2008, è prima in Europa per vittime degli incidenti stradali. Lo affermano i dati del Consiglio europeo per la sicurezza nei trasporti (Etsc). Al secondo posto del triste primato la Germania, che ha  contato 4.467 vittime. Ma il nostro paese supera di molto la Germania per
numero di morti in proporzione alla popolazione: 79 contro 54. Il terzo paese europeo è la Francia.

Infine, in Italia perde ancora quota il traffico su rotaia, sceso al 9,9% contro il 62% del traffico su camion. I dettagli sul sito ferrovie.it

No Gravatar

di Bepi Contin (dal Mattino del 6.10.09)

Solo a vedere sul mattino di Padova le foto del Canale Battaglia con tutto quel cemento armato c’è da sbarrare gli occhi, stare increduli e chiedersi se la reazione sia un affare per pochi. Chiedersi come mai in alcuni di noi scatta immediato questo senso di contrasto, di sovrapposizione culturale, di annullamento, di perdita, mentre in altri no. Come mai in alcuni la cosa lascia indifferenti; anzi vi è stupore fastidio per queste invasioni di campo in ciò che appare del tutto normale, logico, giusto e ovvio? Come mai la sensibilità urbanistica che fin dall’inizio del progetto ha reso impensabile un interramento e farla finita col canale (come è successo al centro della città di Padova una cinquantina di anni fa) non ha raggiunto il fronte della tecnica costruttiva, edilizia, del restauro? Una risposta è possibile se ci si occupa del cemento armato «culturalmente» prima che tecnicamente, poichè esso è la parte fondante del mondo tecnico che vede in questo materiale la soluzione di tutto come ieri era per il legno. Lo sfottò «Còmprateo o fàteo del legno» andrebbe oggi sostituito con «fàteo de cemento», con questo materiale così duttile da far pensare che si presti a tutto. E invece no: contrariamente a quel che si crede, è inadatto a quasi tutto ed è anche il meno collaudato, conosciuto, il meno prevedibile e controllabile. Correttamente dovrebbe dirsi «Calcestruzzo armato» come sentono dire fin dalla prima lezione di Scienza delle costruzioni i futuri architetti, che sono (erano e ora non saprei) fin da principio messi sul chi va là: «Oh, tòsi, piàn col calcestruzzo armato, perchè mica sappiamo che fine faranno le opere, i ponti e gli edifici di oggi e di ieri in un domani, fra secoli. Pure potrebbe crollare tutto ». E’ almeno solido, offre alte prestazioni? Macchè, quel che offre di buono è per merito dell’acciaio, da solo vale una cicca: si dilava e corrode, è sempre sporco e pieno di muffe e non isola da nulla: è sempre più? freddo del freddo e pi?ù caldo del caldo. Pi?ù umido dell’umido e se non lo tratti è un colabrodo; ha pure un colore tetro e greve che lo fa ancora pi? pesante di quel che è. Dunque estremamente pericoloso e difficilissimo da realizzare; ogni getto è diverso dall’altro e uno straccio di certezza non c’è e non pochi sono gli strutturisti che perdono il sonno prima che siano tolti ponteggi e casseri, prima del disarmo. Chi l’ha impiegato decentemente a volte fino a farne un’opera d’arte? Pochi, si possono contare sulle dita di una mano; tutto il resto è stato un vero disastro appunto per non avere il calcestruzzo una sua dignità, una sua propria forma. Pochi, e per questo vanno citati: Pier Luigi Nervi, Oscar Niemeyer, Le Corbusier e Carlo Scarpa; tutta gente che ha prodotto il bello con qualsiasi materiale perchè l’arte fa la differenza e il bàton non è materiale alla portata di tutti: troppo povero, non ti aiuta; anzi, ti mette in braghe di tela, dichiara a tutti quel che sei e sai fare. E’ un materiale pericoloso staticamente ed esteticamente e tanto dovrebbe bastare per metterlo al bando. Proibirne l’uso come droga che devasta il potenziale creativo delle giovani menti,dei giovani progettisti, quindi per nulla paragonabile ai materiali da costruzione veri, come il legno, l’acciaio e le leghe metalliche, il vetro e la plastica. Ma c’è un motivo capitale per il quale di questo materiale non si dovrò proprio pi?ù sentir parlare: non è quasi riciclabile (non è riciclabile). Come se non bastasse c’è un impiego del tutto improprio nel restauro poichè, si pensa, consente una forte riduzione dei costi nel punto in cui non si possono ripristinate le situazioni con le tecniche antiche (ritenute a torto assai pi? costose). E’ un tema che riguarda il mondo della formazione in un Paese come questo che sarà sempre più? spesso chiamato a tutelare il patrimonio storico ora che si è alzata la soglia di attenzione anche se «dopo». Ben dopo che è successo il guaio e la lista si allunga ad ogni intervento di «restauro». Vediamo di darci un taglio: chiudiamo con il cemento armato nel restauro, non impieghiamolo più?. Rassegandoci, non potrà aiutarci; costa meno preparare del personale specializzato in questo genere di lavori. Un settore che è sguarnito e che potrebbe davvero essere oggetto di un piano d’incentivi. Sì, vivere in questo Paese, in questo Veneto, è una seccatura per tutto quel che ci ha mollato la storia, per tutto quello che questa regione non potrà eludere; eludere la conservazione e il ripristino della sua ossatura culturale fatta anche dalle opere di idraulica, i cui acciacchi è meglio prevenire e curare anzichè farla morire sotto i ferri (d’armatura).

No Gravatar

Dopo una mattina passata a stirare e a riordinare la cucina , sto lentamente andando avanti con il corso di spagnolo. Espanol 24 è un corso davvero ben fatto ed avvincente, e se c’è una cosa che mi sorprende é il fatto che ogni volta trovo una risposta ad una domanda o ad un problema che mi è capitata di recente parlando o scrivendomi con i miei amici di Barcellona. In questa fase avanzata del corso si approfondiscono le “frasi fatte”, ovvero quelle frasi che o le conosci oppure non riuscirai mai a comprenderne il significato, e dei “falsi amici”, ovvero di parole identiche a quelle italiane ma con un significato completamente diverso.

Con il verbo hacer ad esempio, ci sono i casi seguenti:

Hacer filigranas = scervellarsi

Hacer la calle = battere (prostituzione)

Hacer la pascua a alguien = dare fastidio, creare problemi a qualcuno

Hacerle tilìn  a alguien = Piacere a qualcuno (“Desde hace tiempo ese chico le hace tilìn a mi hija”)

Hacer la vista gorda = Far finta di niente (“Menos al que los guardias hicieron la visa gorda y no nos pusieron la multa”

Hacer la pelota a alguien (contrariamente a quanto si potrebbe pensare)=Adulare, lusingare qualcuno (Felipe siempre le hace la pelota al jefe porque espera un aumento)

Hacer sombra a alguien = Mettere in ombra qualcuno, superare una persona in meriti o qualità

Per quanto riguarda i falsi amici, mi ha lasciato di stucco sapere che “caldo” esiste in spagnolo e vuol dire “brodo”, mentre “calzoncillos” non significa ovviamente calzoncini bensì mutande da uomo ;)

Infine, “cascar”, non vuol dire cadere bensì sgusciare, rompere (ad es. las nueces), “gracioso” significa spiritoso e non grazioso (il che vuol dire che anche venerdì scorso non ho capito un cavolo di quanto mi diceva Patricia al Dmix)

Nella foto qui sotto, un piatto classico spagnolo, il “plato combinado”: proteine , fibre e carboidrati in un mix ideale per meno di nove euro ai piedi della maestosa Sagrada Familia a Barcellona.

Un plato combinado en Barcelona

No Gravatar

Qualche settimana fa ho acquistato in una farmacia del centro di Padova questo alcoltest a 1 euro. Ho voluto provarlo per valutarne l’efficacia , dopo una domenica sera al Movembik (non guidavo io al ritorno bensì la dott.ssa Vettore che segue progetti internazionali sull’influenza aviaria per l’Istituto Zooprofilattico di Legnaro).

Ebbene , tale alcoltest basato su dei sali che cambiano colore , dal bianco al rosa intenso a seconda del grado di alcool presente nell’aria espirata, ha dato risultato zero. E questo non era proprio possibile.

L'alcoltest che ho provato ma che non ha dato un risultato veritiero.

Ho provato a ricontrollare le istruzioni (peraltro abbastanza semplici). Ovviamente ho segnalato alla farmacia (ma nessuno di loro l’aveva mai provato) questo risultato. Qualcuno di voi l’ha mai provato ?

No Gravatar

Già, il Souvenir era chiuso….la prima cosa che mi ha detto Dani , il mio amico di Barcellona che ha tatuato il sole del Matinée sul braccio, é stata “oye todo el dìa piensando en ti….te vienes por aqui con el souvenir cerrado….que pena…”. Ero in effetti indeciso se tornare a Barcellona dopo quesa notizia. David , ragazzo catalano che vive in Italia ma gira davvero il mondo, ha commentato in modo feroce questa mia idea dicendo “solo para los camelos hay diferencia si el souve esta cerrado” .

Il tatuaggio di Dani

E infatti alla fine, nonostante Ryanair che si conferma una compagnia che ti deruba appena può (volevano 35 euro per i 2 kg in più che avevo nel bagaglio a mano a Treviso con destinazione Girona) , a Barcellona ho trovato delle giornate di sole stupende, e ho preso anche il sole in spiaggia !

A Barceloneta

E per compensare la chiusura del Souvenir, il mio amico Thiago che mi ha ospitato nella sua abituazione mi ha fin dal giovedì notte portato a locali, prima il Bim Bam Bum (che era pieno di gente fino alle 3 di venerdì mattina!!) e poi , per la prima volta in vita mia , al Dmix, la serata del Matinée in pl Urquinaona. A un certo punto Patricia, la cugina di Alicia, mi vede e mi fa: “Pero eres tù, Fabio ??” e siamo stati tutti insieme. Con Chus, Alberto . John, Germàn , Marcio ovviamente….

Al Dmix

Il giorno dopo nel pomeriggio, per la prima volta, mi sono allenato alla Fitness First di Barcellona che si trova a Glories…a piedi ovviamente, vicino all’Auditori (zona Marina), al Museo de Catalunya….

Verso la palestra....

Marciapiedi, tramvia, pista ciclabile……illuminatissima, questa è Barcellona. E la palestra é al centro commerciale. Ora, immaginate un centro commerciale dove – come in tutta Barcellona – le auto sono tutte nei parcheggi sotterranei (due turisti italiani non avevano notato questo particolare, che rende certamente la città più a misura d’uomo e più pulita) e lo spazio è per le persone. Questo é il centro commerciale di Glories, una grande piazza !

Il centro commerciale Glories

In palestra sono semplicemente impazzito perchè c’era la musica del Matinéé, tracce di house cantata stupenda, sembrava di essere in disco !! Il giorno dopo ancora in spiaggia a Barceloneta, ed una piacevole cena (8 euro per un plato combinado) con il mio amico Alberto !!!

In spiaggia

Altre foto le trovate nell’album relativo a questa vacanza, dove troverete anche il menù da 8.90 euro (risotto ai funghi, baccalà con spinaci e pomodorini , budino, pane e acqua) che io e Thiago abbiamo preso a pochi passi da qui:

vicino al Catwalk

questa è la qualità dell’ espai public (in catalano) , cioé degli spazi pubblici di Barcellona.