Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un’ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.

Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.

Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che
mi sarei occupato io della ferita.

Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la
sutura e rimedicargli la ferita.

Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva
tanta fretta.

L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.

Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall’Alzheimer.

Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po’ tardi.

Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni.

Ne fui sorpreso, e gli chiesi ‘E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei’?

L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ”Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei’

Pensai: ‘Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita’.

Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l’accettazione di tutto ciò che é, é stato, sarà e non sarà.

Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.

Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l’ho appena fatto.

La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

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Gli eventi da non perdere..

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ROMA – La condizione di precario del lavoro, potrebbe diventare ancora più dura, in alcuni casi eterna. Secondo fonti dell’agenzia Agi, nella manovra economica al vaglio del Senato, sarebbe stato inserito un emendamento per impedire al giudice la possibilità di obbligare un datore di lavoro a stabilizzare un dipendente irregolare. La norma, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera e recepita nel maxiemendamento, si applicherà anche ai contenziosi in corso. I sindacati annunciano battaglia e definiscono la proposta “iniqua” e “sbagliata”. Di tutt’altro avviso Confindustria: “la misura va nella direzione giusta”.

Finora il giudice, che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se passerà la nuova legge, il giudice dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti).

Il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressoché infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità. Il lavoratore, in caso di irregolarità della causale di utilizzo del contratto a termine, potrà essere indennizzato, ma non riammesso nel suo impiego.

Dura reazione dei sindacati, che accusano il Governo di lasciare alle imprese “mano libera sull’uso dei contratti a termine”. “E’ una misura molto negativa – denuncia Fulvio Fammoni segretario confederale del sindacato con delega al mercato del lavoro – lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull’uso del contratto a termine, senza che, in caso di irregolarità, queste abbiano alcuna ripercussione futura”.


“Una norma sbagliata che presenta gravi incongruenze”, secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “Oltre al problema dell’indennizzo, la norma introduce il principio che un contratto non corretto viene considerato nullo”. In questo modo, spiega Santini, “il lavoratore, non solo non può essere riammesso sul posto di lavoro, per decisione del giudice, con un contratto a tempo indeterminato, ma rimane anche senza il contratto a termine”. Per Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, la norma “è incostituzionale”.

Di parere opposto Confindustria: “il provvedimento va nella direzione giusta – commenta il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta – un po’ di semplificazione e di minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla situazione reale”.

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Oggi mi sono messo a leggere l’opuscolo 6 del corso di Espanol 24 che come sapete è decisamente appassionante . Una delle tante cose che ho visto oggi è che il nome del frutto al maschile identifica la pianta , al femminile il frutto (ad es . el almendra, la almendra). Ma non è finita: un sacco di parole, al femminile o al maschile, cambiano totalmente significato:

el corte = il taglio (di un vestito); la corte = la corte

el policìa = il poliziotto; la policìa = la polizia

el coma = il coma; la coma = la virgola

el cura = il parroco ; la cura = la cura medica

el anillo = l’anello; la anilla = attrezzo della ginnastica

el barco = la nave ; la barca = la barca

el banco = la banca ; la banca = la panca

el cochero = l’autista; la cochera = el garage

el mùsico= musicista ; la mùsica = la musica

Anche le città non sono tutte femminili (lo sono normalmente se terminano in -a) , es Valladolid es muy bonito.

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da “Repubblica” di oggi
ROMA – Una sanità povera per i più poveri. È questo il sospetto che aleggia nell’aria e che preoccupa medici e sindacati, che bocciano senza appello le misure sulla sanità introdotte dal governo e si preparano a dare battaglia a settembre.

Tagli ai posti letto negli ospedali, diminuzione degli organici, blocco del turn-over e nessun futuro per 12mila precari che lavorano nelle strutture ospedaliere. E tagli, ovviamente, ai fondi destinati alla sanità, perché il Patto per la salute, sottoscritto con le Regioni, è stato ridimensionato. E non è finita, perché con un tratto di penna il governo ha revocato il decreto votato dall’esecutivo Prodi che estendeva i livelli essenziali di assistenza ( i Lea) a nuovi servizi e categorie: dal dentista per gli indigenti alla fornitura di apparecchi per la mobilità, al parto indolore.

Il decreto garantiva anche una maggiore assistenza ai malati cronici, a cominciare dall’Alzheimer; forniva gli apparecchi a chi non riesce più a parlare e a sentire; riconosceva 109 malattie rare, ampliava i servizi di protesi con l’introduzione di nuovi ausili informatici e rafforzava l’assistenza a domicilio ai malati terminali. Infine prevedeva il vaccino gratuito contro il papilloma virus, causa del cancro all’utero. Ora tutto questo è cancellato, o quanto meno sospeso.

Non c’era la copertura finanziaria per quel decreto, è stata ieri la risposta del governo. E in effetti la Corte dei Conti aveva sollevato alcuni dubbi. “Ma si poteva discutere, ribatte la Cgil, anche perché proprio sulla copertura era stato concordato un piano con le Regioni. Alcune prestazioni sarebbero passate dall’ospedale al day hospital, e alcune oggi prerogativa dei day hospital, agli ambulatori”. Da quel risparmio sarebbe arrivati i soldi per allargare le prestazioni, che invece ora il governo ha cancellato.

Una mossa che ha sollevato una protesta generale. Alla quale il ministro del Welfare (e della Sanità), Maurizio Sacconi, ha risposto così: “Il decreto del governo Prodi era un atto puramente elettorale”, insomma una promessa. Le prestazioni, ha detto, “verranno reintrodotte, ci sta lavorando il sottosegretario Fazio”. Oggi “non c’erano gli 800 milioni necessari a finanziare gli interventi”.

Parole che non convincono la Cgil: “Intanto il decreto è stato cancellato. Verrà ripristinato? Ma quando? A babbo morto. Il problema è che questa Finanziaria non incide sugli sprechi e il malaffare che sono da ricercare nel rapporto tra strutture pubbliche e private”. Anche per l’ex ministro Livia Turco “le risorse c’erano, e sono state stralciate dal governo”.

La battaglia vede unite tutte le sigle sindacali. “Prendiamo atto che la legislazione ci è ostile – dichiara l’Anaao (medici ospedalieri) – e che le scelte fatte avranno come conseguenza un servizio sanitario più povero con professionisti demotivati. Ma le ricadute ci saranno soprattutto sui cittadini”. I medici ospedalieri sono già sul piede di guerra: a ottobre hanno annunciato uno sciopero di tre giorni.

Replica Sacconi: “La protesta fa parte di una logica vetero-sindacale”. E nel “Libro verde” che presenterà oggi scrive: “Non c’è alcuna intenzione di smantellare il sistema del welfare né di tagliare la spesa sociale”.
(25 luglio 2008)

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Con Alicia e Veronica di fronte allo Space, Ibiza

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Per tutti i colleghi e le colleghe che, anche stamattina , dicevano “io eviterei di andare in Spagna dopo quello che è successo a quella povera ragazza”….da “Repubblica” di oggi

RAVENNA – Un uomo di 35 anni, di cui non sono state rese per ora note le generalità, è stato accoltellato a morte nella tarda serata di ieri a Porto Corsini, una frazione del litorale ravennate.

La vittima era assieme alla ragazza e al cugino di questa, a sua volta accoltellato ma in maniera lieve, aveva parcheggiato l’auto, un’Audi, in via Lagosanto. Quando è tornato a prenderla ha trovato tre giovani appoggiati alla sua vettura: ha chiesto loro di spostarsi, ma ne è nato un diverbio che è sfociato nell’accoltellamento. La vittima ha ricevuto diverse coltellate che gli hanno procurato una fortissima emorragia, ed è morto sull’ambulanza che lo stava portando all’ospedale di Ravenna. Sull’asfalto ancora questa mattina erano visibili diverse chiazze di sangue.

Per ora, hanno riferito i carabinieri, non sono stati eseguiti fermi, ma le indagini si stanno indirizzando verso un gruppo di napoletani che ha preso in affitto un appartamento all’ultimo piano della palazzina di fronte alla quale è avvenuto l’accoltellamento. Le indagini sono condotte dai carabinieri, coordinati dal pm Roberto Ceroni.