Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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http://www.corriere.it/politica/07_novembre_26/di_pietro_ferrovie_fondi_buio_treni_7fcc8abe-9c2c-11dc-84ae-0003ba99c53b.shtml

ROMA – Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha bloccato un trasferimento di fondi per 1 miliardo e 35 milioni di euro alle Ferrovie dello Stato. Lo ha reso noto lo stesso Di Pietro, durante la conferenza delle infrastrutture svoltasi a Napoli. «Sono stufo di uno Stato che dà soldi al buio e poi altri decidono cosa farne», ha detto Di Pietro. Ai lavori della conferenza partecipava anche l’ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, che però ha lasciato la sede dei lavori prima dell’intervento del ministro.

TRASFERIMENTI – «Stato, Regioni ed enti pubblici – ha aggiunto il ministro – devono riappropriarsi del dovere della programmazione, rispetto agli enti di gestione»: un riferimento all’impiego che viene fatto, da parte di Fs, dei trasferimenti pubblici. «Se io do soldi a Moretti per gli investimenti, e lui li utilizza per ripianare il deficit e presentare un miglior bilancio della holding, fa bene dal suo punto di vista ma non risponde agli interessi generali del Paese. Così non si può andare avanti». Con la scorsa Finanziaria, ha ricordato Di Pietro, sono stati destinati 7,8 miliardi di euro alle Ferrovie: «Soldi che hanno indebitato lo Stato italiano, contribuendo a far salire il rapporto deficit-pil». Da qui «il problema che va affrontato con Fs: da quando sono diventate una società per azioni non sono più quelle di prima, né giuridicamente né praticamente. Delle due l’una: o prendono soldi dallo Stato e fanno ciò che dice lo Stato, o sono del tutto autonome ed escono dal comparto della pubblica amministrazione». Uscire del tutto dalla pubblica amministrazione, per non gravare sul deficit statale, è un passo che deve riguardare anche l’Anas, secondo il ministro: «Anas ci sta provando, le Fs non ancora». Anche un eventuale aumento delle tariffe ferroviarie, a giudizio di Di Pietro, dovrebbe essere destinato a investimenti per lo sviluppo della rete e il miglioramento del servizio: «Aumenti finalizzati, insomma, e non per fare luminarie natalizie».

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Dal “Gazzettino” di ieri.

ESTE Movimentato dibattito al Farinelli con Paola Goisis (Lega) e Vladimir Luxuria (Rifondazione) Una madre “accusa” Ruggin Ma il giovane nega le presunte molestie: «Sempre due catechisti per classe» Este

Alberto Ruggin (foto tratta dal Mattino di Padova)

Che quella di venerdì sarebbe stata una serata coi fiocchi, tutti se lo aspettavano, ma un bailamme del genere non era proprio in programma: offese, accuse, urla e tifo da stadio l’altra sera nella sala del cinema Farinelli, dove si è svolto un dibattito sul tema della famiglia, al quale hanno partecipato l’onorevole leghista Paola Goisis e Vladimir Luxuria, parlamentare di Rifondazione Comunista. A rendere ancora più pepato l’appuntamento era la presenza in sala di Alberto Ruggin , il ventunenne atestino al centro di roventi polemiche negli ultimi giorni: il ragazzo è stato accusato, di fronte a 500 persone e ai due deputati, di aver molestato un ragazzino tempo fa. L’accusa, gravissima, è stata mossa da una donna un cui figlio sarebbe stato a catechismo dal ragazzo, il quale avrebbe, sempre secondo il racconto della sua accusatrice, toccato mio figlio dove dovrebbe toccarlo solamente una madre. Il fatto si sarebbe risolto, ha detto la donna, con una mediazione da parte della parrocchia che avrebbe evitato qualsiasi denuncia. Ma la mamma si sarebbe comunque avvicinata a Ruggin avvertendolo di non fare mai più una cosa del genere. Lo scambio di battute si è concluso con l’uscita dalla sala del ragazzo in lacrime, mentre gli onorevoli sul palco hanno tentato di riportare la calma e condurre nuovamente il dibattito sul tema della famiglia. Alberto Ruggin , che sta valutando con il suo avvocato una eventuale azione legale, nega assolutamente che i fatti citati siano avvenuti. «Alle Grazie dice – esiste una regola che prevede due catechisti per classe contemporaneamente e in sagrestia c’è sempre qualcuno presente. Se accusano me, sono tutti complici, perché un parroco, un sagrestano o un altro catechista era sempre presente». I carabinieri di Este non hanno ancora ricevuto denunce o querele sui fatti di venerdì sera e non è partita alcuna iniziativa d’ufficio. Nell’ora precedente lo scontro fra Goisis e Luxuria, comunque, i toni erano rimasti molto accesi, vista la presenza in sala di alcuni esponenti del mondo omosessuale, che sono stati apostrofati come errori di natura dal deputato della Lega. Tra scaramucce verbali e ritorsioni politiche si è parlato ben poco di famiglia e soprattutto del punto di vista delle nuove unioni, nelle quali gay, lesbiche e semplici conviventi vorrebbero poter essere parificati alla famiglia tradizionale. «Non vogliamo solamente i diritti delle famiglie ha avvertito però l’esponente di Rifondazione ma anche i doveri, ci sono in Italia almeno 5 milioni di famiglie non classiche, con un grande aumento delle coppie conviventi, che toccano il 4 per cento del totale nazionale. Credo che non si possa più ignorare questa situazione». Ma gli onorevoli hanno dedicato anche una battuta alla situazione politica romana: «La Lega non ha niente da spartire con An e Forza Italia ha concluso la Goisis è un partito del Nord che intende tutelare gli abitanti del Nord, vogliamo il federalismo fiscale e non molleremo».

Ferdinando Garavello

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da un’e-mail ricevuta da una mia cara amica nonchè assidua lettrice del blog…

“Fable, c’è il veterinario indiano che è qui per un training di 4 settimane che ci fa le avances, è un panzone 50enne col baffo, e oggi con la XXXXXX abbiamo pranzato con lui in mensa…..oltre ad un provolone si è rivelato anche esperto di chakra ed energia cosmica e al ritorno in ufficio ha mostrato a me e alla XXXXX una tecnica per catturare l’energia cosmica con le mani e far apparire l’aureola in testa alle persone…..noi ci abbiamo anche provato seguendo le sue istruzioni, ma l’aureola non l’abbiamo vista….dice la XXXXXX che forse lui voleva vedere un’altra aureola…..”

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“l’ultima volta la prof mi ha detto parole perchè sono entrato in aula in ritardo con il velvet in mano, mi ha chiesto se era il mio materiale per lo studio”

Andrea ed io al

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Si fatica davvero molto nel prendere sul serio i contenuti del nuovo piano industriale 2007-2011 delle Ferrovie, che ieri al termine di una riunione a Palazzo Chigi, presieduta dal premier Romano Prodi ha ricevuto il benestare del governo, al termine di un’analisi durata tre mesi.

Proviamo allora ad immaginare si tratti di uno scherzo quando leggiamo che l’amministratore delegato Moretti prevede che le Ferrovie italiane riusciranno a generare utili già tra il 2009 ed il 2010. Utili da conseguire nel giro di un paio d’anni tramite un’azienda che oggi si trova sull’orlo del collasso, al punto da dovere sopprimere giornalmente fra i 200 ed i 300 treni poiché manca il personale che dovrebbe guidarli oppure mancano fisicamente le carrozze o le motrici.

Proviamo ad immaginare che si continui a scherzare di fronte all’affermazione secondo cui sarà “rivolta grande attenzione ai pendolari delle grandi città, con un aumento del 70-80% e in alcuni casi anche del 100% dei servizi per il trasporto locale”. Tutto ciò attraverso l’acquisto nei prossimi 4 anni di ben 1000 treni da destinare ai pendolari, con un investimento di 6,4 miliardi di euro. Molto probabilmente scherzava anche il governo quando ha esaminato per tre mesi il piano senza rendersi conto che non si stava facendo riferimento alle ferrovie svizzere, bensì a quelle italiane.

Quelle ferrovie italiane il cui materiale rotabile è talmente vecchio e in cattivo stato da risultare più adatto ad un museo ferroviario che non all’attività su rotaia di un paese che ama definirsi tecnologicamente avanzato. Le locomotive diesel usate per il trasporto regionale hanno un’età media di 23,8 anni, quelle elettriche di 21,3 anni, le motrici diesel cargo di 31,4 anni, i vagoni delle vecchie “littorine” ancora numerosissimi arrivano a un’età media di 44 anni. La maggior parte dei 50.000 carri merci esistenti sulla rete ferroviaria italiana ha un’età media di 30/40 anni. Se anche si acquistassero sul serio 1000 treni come prospettato, questi basterebbero a malapena per garantire la sostituzione dei residuati museali che oggi accompagnano le infelici giornate dei pendolari, insieme alle immarcescibili zecche a cui proprio non c’è verso di riuscire a fare pagare il biglietto.

Il biglietto lo si farà invece pagare sempre più salato ai viaggiatori, attraverso una nuova serie di aumenti che partiranno il prossimo autunno e poi si riproporranno a scadenze regolari, a dimostrazione che quella nell’aumento è l’unico tipo di puntualità che fino ad oggi siamo riusciti ad importare dalla Svizzera. Poco male, afferma Moretti perseverando nella celia, perché comunque i prezzi dei biglietti ferroviari in Italia sono inferiori alla media degli altri paesi europei. Già, gli altri paesi europei, quelli che hanno un sistema ferroviario che a differenza del nostro garantisce un servizio ben al di sopra di quella soglia della decenza a noi sconosciuta, verrebbe da aggiungere quasi contagiati dall’approccio ridanciano con cui ci è stata posta fin qui la questione.

Purtroppo la voglia di scherzare scompare senza lasciare traccia non appena si realizza il tipo di programma che il nuovo piano delle Ferrovie intende mettere in atto nei confronti dei suoi dipendenti. I ferrovieri da licenziare che il protocollo del bon ton politicamente corretto preferisce etichettare come esuberi o “uscite pianificate” saranno 4.500 nel 2007 e poi 3.000 nel 2008 e 2.500 nel 2009, per un totale di 10.000 unità (in realtà persone che devono mangiare almeno un paio di volte al giorno, possibilmente con un tetto sopra la testa che li preservi dalle intemperie) nei prossimi tre anni.

Le Ferrovie assicurano però che nel 2007 verranno assunte 1000 persone, la metà delle quali a tempo determinato (quel precariato che il governo si ripromette da sempre di combattere, pur non trovandone il tempo essendo in altre cose più importanti indaffarato) e affermano che il turn over, cioè i licenziamenti, sono legati soprattutto all’introduzione di nuove tecnologie e al progressivo abbandono del doppio macchinista alla guida.

Sarebbe interessante approfondire la natura di codeste mirabolanti tecnologie, nella speranza che non si tratti dell’arcinoto apparecchio VACMA, un congegno inutile e dannoso che ben lungi dall’esprimere un qualche contenuto tecnologico consiste semplicemente in un pedale che il macchinista deve pigiare ripetutamente come un robot ogni 55 secondi per tutta la durata del viaggio, con il solo scopo di permettere alle Ferrovie di “aggirare” l’obbligo di un secondo macchinista in cabina di guida. Così come sarebbe oltremodo interessante comprendere in base a quale cortocircuito logico l’ad Moretti pretenda di raddoppiare i treni per i pendolari dimezzando al contempo il numero dei ferrovieri e macchinisti necessari per portarli a destinazione.

Sicuramente se tutte le aziende impostassero piani industriali sulla falsariga di quello proposto dalle Ferrovie ed approvato dal governo, il problema dei pendolari troverebbe immediata soluzione con la scomparsa immediata degli stessi, ma tutto ciò sarebbe in contraddizione con l’obiettivo di costruire utili entro il 2011, sembra uno scherzo, ma se pensiamo che il governo ha ponderato ben tre mesi su questa materia arriviamo a comprendere che sarebbe anche di pessimo gusto.

Marco Cedolin

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La settimana scorsa ho prenotato nella filiale di via Aspetti dollari australiani in procinto della mia partenza. Erano prenotati per ieri. Stamattina alle 8.30 mi presento in filiale per ritirare i soldi e volare al lavoro . La tipa mi fa:” Eh no, prima delle 9.15 non possiamo aprire la cassaforte, dovrebbe aspettare tre quarti d’ora”. E io:” Ma perchè non me l’avete detto quando sono venuto a prenotare i soldi?”. La tizia, in perfetto stile bancario, non risponde e continua a guardare le carte (un impiegato ha sempre qualche carta da spulciare sul tavolo). La riguardo e mi fa:” dovrebbe attendere tre quarti d’ora”. E io:” ma io devo andare al lavoro!”. La dipendente mi guarda come se fossi un marziano…..me ne vado e dico che tornerò quando avrò tempo. “Arrivederci!” e un grande sorriso – le due armi di Friuladria.”Vogliamo meritare di essere la tua banca” dicevano i cartelloni presenti in quella sede , quando ancora era Intesa. Ora si chiama Friuladria, le persone però , sono sempre le stesse.

Quando si parla della centralità della comunicazione….

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“Cecchinato ti dico solo questo: è dalla scorsa settimana che qui in ufficio sentiamo odore di cloro….dico io: le signore delle pulizie avranno pulito a fondo! E invece stamattina la Mandelli si accorge che tra i vari tubi che ci portano dentro ossigeno ecc. per farci respirare, ce n’è uno, quello del cloro (che non so a cosa serva, probabilmente a disinfettare in caso di epidemie), che sbuca proprio sotto la scrivania della Mandelli e che è rimasto senza tappo…..

Marta (prima del cloro)

Quindi è da una settimana che respiro cloro a manetta…..non aggiungo altro…..”

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Non tentate di associare le parole preterito indefindo e perfecto all’equivalente italiano. Fareste solo confusione. Il preterito perfecto corrisponde al nostro passato prossimo e quello indefinido al passato remoto (non all’imperfetto!) . Il tutto aggravato dal fatto che noi veneti il passato remoto non lo usiamo mai, e al suo posto utilizziamo il passato prossimo (due anni fa sono andato a Kos e ….)

PRETÉRITO PERFECTO

PRETÉRITO INDEFINIDO

Expresa acciones concluidas en el pasado con un punto de vista temporal que se prolonga hasta el presente.

Expresa acciones concluidas en el pasado que están separadas del presente, en un periodo de tiempo ya terminado.
Es decir, que se usa el Pretérito Indefinido cuando la persona que habla da informaciones sobre el pasado y presenta los hechos sin relacionarlos con el momento en que se está hablando.

Ejemplos:
Hoy me he levantado a las siete y media
Esta semana he tenido mucho trabajo
Esta noche ha habido una tormenta
Este año ha llovido muy poco
Hasta el momento no hemos recibido ninguna queja
No tengo noticias de mi hermano desde hace años…
Desde el año pasado no he fumado un solo cigarrillo
La reunión ha terminado ahora mismo

Ejemplos:
Ayer me levanté a las once de la mañana
La semana pasada tuve poco trabajo
Anoche llovió un poco
El 12 de octubre de 1492 Colon descubrió América
En 1992 se organizaron los Juegos Olímpicos en Barcelona y la Exposición Universal en Sevilla
Hace un par de horas vi a tu padre por la calle hablando con otro hombre
Hace años conocí a un aristócrata ruso en el exilio
Antiguamente esta avenida se llamaba Avenida del Generalísimo

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Qualche giorno fa un mio cliente ha acquistato un computer assemblato con scheda madre ASUS P5K che monta una scheda di rete integrata a 1 gbit. Appena collegato il cavo di rete all’hub 3com OfficeConnect Dual Speed Hub 8 che da qualche anno si trova in ufficio collegato ad un modem ethernet Alice Business, la brutta sorpresa.

La connessione di rete in Windows XP SP risulta “disabilitata”. Facendo doppio click per abilitarla, non cambia nulla, anzi qualche volta appare lo schermo blu con scritte bianche (BSOD) e il sistema si pianta. Ho provato a cambiare il cavo di rete, ma niente.

L'hub 3com incompatibile con la ASUS P5K (network disabled)

Riportato il pc al venditore, questo risultava perfettamente funzionante , pertanto ho eseguito altre prove dal cliente. Sorpresa ! Se collegavo il computer direttamente al modem ethernet Alice Business, tutto funzionava alla perfezione ! Si tratta di una incompatibilità, la prima che riscontro in vita mia, tra hub e scheda di rete. Ho risolto montando dal cliente una scheda di rete Intel PRO/100 PCI che ha funzionato al primo colpo (e ci mancherebbe!).

L’informatica riserva sempre nuove sorprese.

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Padova-Verona, 86 km, in treno.

se non vuoi impiegare una vita tra Padova e Verona....

Puoi scegliere: o la tariffa regionale (4,95 euro in 1 ora 23 minuti per 86km, alla velocità commerciale di circa 60km/h, perchè il treno sta fermo oltre venti minuti a vicenza per dare la precedenza agli Intercity ed Eurostar vari) , oppure, se proprio vuoi fare 86km in un’ora, Intercity o Eurostarcity (l’ennesima nuova tipologia di treni introdotta l’anno scorso per aumentare le tariffe Intercity) , o …vabbè Eurostar si sa che è un furto. Il prezzo ? Solo 10 euro (intercity) o 11 euro (eurostar city).

11 euro per un biglietto del treno Padova-Verona

Io non avevo altri treni disponibili e ….11 euro, oltre il doppio della tariffa nazionale (l’unica presa in considerazione dal paniere ISTAT). Dati falsati che vengono ripetuti (governo di destra o sinistra, non cambia nulla qui – non siamo in Spagna) al cittadino medio da tutti gli organi di stampa. Tanto il treno lo prendono in pochi. Quindi Padova-Verona andata e ritorno, 40.000 delle vecchie lire. Non male.