Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Intercity 626 “Svevo” da Trieste a Torino (e non Napoli)…ore 18.24 da Padova.

7,50 euro contro i 4,80 della tariffa regionale per un treno sporco…ecco il reclamo che ho scritto a Trenitalia..

“Due bagni adiacenti di due vetture (la 4 e la 5) guasti, una porta della vettura 4 con le porte che non si aprivano da fuori e non segnalata, i bagni sporchissimi e le poltrone delle carrozze di seconda classe piene di chiazze nere di sporco. Sarebbero questi i treni ” di qualità ” per i quali paghiamo il supplemento ? “

La vettura dell'intercity

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Fabio e due amici di Bergamo del Le Plaisir

Un’altra notte spettacolare a “Le Plaisir” di Sirmione (BS), per ascoltare la grande performance di Hernan Cattaneo. Con l’occasione ho scattato una marea di foto e registrato anche qualche video che fa venire la pelle d’oca. Grazie a tutti, e soprattuto a Massy e Chinca per il pre-pizza a Riva del Garda , la pizza a Malcesine, e la compagnia, fino alle 6 del mattino !!!

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Dall'album Flickr di nikcto

Mare, sole, tanta gente e ….

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Quando anche il pomodoro si taglia con l’affettatrice. Visto (ma non comprato) a Rimini al bar “otto e mezzo”, di fronte alla stazione FS.

Un panino

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Padova, la città dei semafori (a onda rossa).

Domenica scorsa sul Mattino è apparsa una lettera in cui un altro motociclista (che prima di tutto è un cittadino che va a lavorare e si sposta ogni giorno per questo motivo) spiegava la irrazionalità dell’”onda rossa” che costella il tragitto Corso Garibaldi / Via Trieste / Via Gozzi .
Oltre a sottoscrivere in pieno tale lettera ed unirmi a quanti chiedono che il Comune si faccia carico di semaforizzare in modo corretto le corsie esistenti, voglio mostrarvi un altro punto nero che , in seguito al restringimento da due ad una corsia della carreggiata di Corso Garibaldi all’inrocio con via Giotto, paralizza per buona parte del tempo bus , auto e motocicli in direzione stazione.

Infatti, accade che ci sia il rosso per svolta a sinistra per via giotto (corsia bus /taxi, che vorrei tanto diventasse anche per moto e ciclomotori) ma il verde per andare dritto. Ecco che se c’è nel tratto ristretto ad una corsia , o subito davanti, c’è un bus che deve svoltare in via giotto, stanno tutti fermi ! E viceversa, ovviamente. Basterebbe sostituire le due direzioni con una unica , e allungare il verde , per fluidificare non poco il traffico.

L'imbuto dell'incrocio di Via Giotto e Corso Garibaldi

Subito dopo, come segnalava l’accorto lettore di domenica, il contrario. Sebbene sarebbe auspicabile consentire sempre la svolta a destra , dato che ci si immette su una corsia indipendente dalle due che arrivano da Viale Codalunga in via Trieste, il semaforo dà il verde sia per la svolta che in direzione Stazione, con il risultato che appena scatta il verde, chi (tutti tranne i bus) deve entrare in via Trieste, si ferma dopo dieci metri all’attraversamento pedonale. E poi al semaforo delle corriere sita. E poi a quello con via Gozzi. Tutti a “onda rossa”.

Questo verde ha sempre dopo dieci metri un

Speravo che in cinque mesi, o i vigili, o qualcuno degli Assessori si facesse carico del problema…..e invece…

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dal “Mattino” di domenica scorsa. Condivido approvo e sottoscrivo !
Vorrei sapere dall’assessore al traffico di Padova, Ivo Rossi, per quali motivi, dopo un paio di ripensamenti, è stata definitivamente tolta «la freccia» che dava la possibilità di girare a destra con il rosso al semaforo dell’incrocio tra corso Garibaldi e via Trieste, nonostante sia stata mantenuta la segnaletica orizzontale che facilita l’inserimento dei veicoli
Tutte le mattine con il mio scooter, dopo aver rispettato il lunghissimo semaforo (immancabilmente rosso) dell’incrocio con la Riviera dei Ponti Romani e quello posto difronte al parco dell’arena (dove gli autobus che devono andare diritti sono immancabilmente bloccati da chi gira a sinistra creando a volte code lunghissime) arrivo all’incrocio con via Trieste aspetto i 2-3 minuti che questo diventi verde, faccio circa 2 (due) metri e mi fermo ad aspettare che il semaforo che regola il passaggio pedonale diventi verde. Dopo circa 100 metri altro stop al semaforo del passaggio pedonale posto di fronte al deposito delle corriere.
Alcune volte dopo altri 200 metri mi devo nuovamente fermare al semaforo dell’incrocio con via Gozzi. E’ mai possibile che per fare circa un chilometro devo stare oltre 5 minuti fermo e con il motore acceso? Non è molto si potrebbe dire, ma per i circa 200 giorni all’anno di lavoro fa circa 16 ore di inutile stop! Visto che poi ogni mattina ci sono decine e decine di scooter e moto che fanno lo stesso percorso, direi che l’impatto ambientale e lo spreco di benzina è davvero rilevante. Con le temperature di questi giorni poi molte persone esasperate girano lo stesso con il rischio di essere multate. Non sarebbe possibile e auspicabile tornare alla situazione precedente?
Infine visto che siamo nel XXI secolo, a quando una gestione «intelligente» del traffico? E’ possibile in luglio e agosto stare fermi dei minuti davanti ai semafori per non vedere passare neanche un’auto? Se solo si buttassero via inutilmente meno soldi…

Giancarlo Padova

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A S. Lazzaro un inceneritore brucia 71’000 ton. all’anno di rifiuti. Ti diranno che non fa male:

E’ UNA BUGIA!Nelle zone adiacenti agli inceneritori si registra ovunque un notevole aumento di casi di tumori. Le polveri viaggiano col vento anche a distanze notevoli.Adesso lo vogliono raddoppiare: guarda la piantina: casa tua è così distante?

La zona dell'inceneritore di San Lazzaro (Padova)
A S. Lazzaro un inceneritore brucia 71’000 ton. all’anno di rifiuti. Ti diranno che non fa male: E’ UNA BUGIA! Nelle zone adiacenti agli inceneritori si registra ovunque un notevole aumento di casi di tumori. Le polveri viaggiano col vento anche a distanze notevoli.Adesso lo vogliono raddoppiare: guarda la piantina: Quando si bruciano i rifiuti, questi non spariscono affatto: si trasformano in altre sostanze, alcune molto tossiche e pericolose. Per bruciarli si devono usare sostanze aggiuntive come l’ossigeno dell’aria, per cui alla fine avremo più sostanze che all’inizio e saranno: scorie e ceneri che andranno in discariche speciali, polveri fini e nanoparticelle enormemente più piccole e pericolose dei PM10. Inoltre avremo aggiunto all’aria quantità davvero spaventose di CO2, il più dannoso dei gas serra. Non sparisce proprio niente, anzi: I RIFIUTI AUMENTANO!L’energia prodotta è minima, molto meno di quella con le normali centrali elettriche; in compenso si distruggono materiali riciclabili (metalli, plastica, carta, vetro) che potrebbero essere riutilizzati e che comunque dovranno essere ricostruiti! Conviene solo ai gestori dell’inceneritore: ACEGAS APS (cioè comuni di PD e di TS) perché sovvenzionati dallo Stato con i soldi dei cittadini.

Soluzioni alternative ci sono: si chiamano raccolta differenziata, riciclo, riuso, compostaggio, trattamento meccanico biologico …

Il Comitato Padova Ambiente Territorio Salute è costituito da cittadini di ogni orientamento politico, preoccupati del fatto che una terza linea verrà aggiunta all’inceneritore di Padova (S. Lazzaro), che brucerà più del doppio dei rifiuti di adesso: 520’000 kg al giorno!! SIAMO FAVOREVOLI ad una gestione dei rifiuti (ben diversa da quella attuale) che percorra la strada seguente:

1. Ridurre i rifiuti: si può! Occorre essere più responsabili; occorre creare protocolli di intesa tra amministrazioni, produttori e distributori di beni come già avviene in altre città (Firenze).

2. Aumentare la raccolta differenziata passando dall’attuale 40% ad almeno il 70%; utilizzare il metodo porta a porta che consente al cittadino virtuoso di risparmiare sulla tariffa, avere meno inquinamento nell’aria, ridurre l’effetto serra e quindi il riscaldamento globale. In questo senso un esempio ci viene dai vicini comuni del trevigiano che si riconoscono nel consorzio Priula (per informazioni www.consorziopriula.it)

3. Accelerare il riuso, riciclo, recupero; differenziare non serve a nulla se poi non si attua un recupero dei materiali. Occorre investire in questa direzione tutte le energie seguendo anche le direttive impartite dall’UE e dal ministero dell’Ambiente (www2.minambiente.it).

4. Usare sistemi alternativi all’incenerimento come il compostaggio e il trattamento meccanico biologico per ridurre le frazioni organiche presenti nei rifiuti non raccolti in maniera differenziata (www.compost.it)5. Mandare il poco residuo inerte in discarica; se le linee precedenti verranno seguite, le discariche potranno essere poche, controllate e non inquinanti.

SIAMO CONTRARI

all’uso dell’incenerimento come sistema di smaltimento dei rifiuti perché questi impianti sono:

1. pericolosissimi per la salute dei cittadini e non solo di quelli che abitano vicino all’inceneritore. Le sostanze nocive emesse (furani, diossine, polveri ultrasottili, …) vengono trasportate dal vento. Molti studi hanno individuato negli inceneritori una causa di aumento dei tumori. L’ultimo riguarda proprio la zona padovana. (Istituto Oncologico Veneto – Reg. Tumori)

2. Costosi per la collettività: gli inceneritori sono finanziati dai cittadini attraverso i CIP6 (voce A3 della bolletta dell’ENEL); paghiamo per fornire “loro” la materia prima; paghiamo perché producano energia; paghiamo perché ci diano l’energia; paghiamo per ricomprare le bottiglie di plastica che hanno bruciato: noi paghiamo sempre … basta! Sono 5 miliardi e mezzo di euro all’anno, vi sembra una sciocchezza? (GSE FISE Assoambiente, prot. 59930)

3. del tutto fallimentari come produzione di energia; il loro rendimento, tenuto conto di tutto, si aggira attorno al 5%, molto meno di una centrale elettrica. Chi è così pazzo da investire in un’impresa del genere?

4. inutili perché non eliminano i rifiuti, ma trasformano materiali spesso riciclabili in qualcosa di impalpabile ma enormemente più pericoloso: fumi, scorie e ceneri (30%), che vanno in discariche speciali. Quindi gli inceneritori non eliminano neanche le discariche.

CI SENTIAMO PRESI IN GIRO La terza linea si sta realizzando con una Valutazione dell’Impatto Ambientale che sembra un modo per far star buoni i cittadini preoccupati. Infatti il progetto è già stato approvato con delibera regionale 3361 del 2003. Addirittura la provincia ha già previsto (provv. 5140/07) che le scorie (ceneri pericolose) dell’incenerimento andranno a finire nella discarica di Roncajette. ACEGAS APS è l’azienda che gestisce la raccolta differenziata: avrebbe quindi interesse a ridurre i rifiuti. ACEGAS APS è l’azienda che gestisce l’inceneritore: ha quindi interesse ad avere più rifiuti da bruciare … per bruciare i rifiuti è profumatamente pagata … Indovinello: quale dei due interessi prevale? Ci incontriamo ogni primo e terzo martedì del mese alle 21.00 nella sede WWF in via Cornaro 1/A. Vieni a trovarci e scrivici a comitatoats@gmail.com – tel. 049 8074003

NON LASCIARE CHE BRUCINO IL TUO FUTURO COME SE FOSSE UN RIFIUTO

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Cono due palline il mese scorso: 1,50 euro. Cono due palline oggi: 2,10 euro. +40 %

Io:”Per caso avete aumentato i prezzi ? “e la tipa:”Leggeremente…in proporzione…”

“In proporzione a cosa, se posso ?  Al mio stipendio di sicuro no..”

Un altro esercente cancellato dalla lista….Spagna arrivoooooooooooooo

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Passante pronto il 2 agosto, A4 chiusa sabato
Galan ha invitato Prodi al taglio del nastro. La Cgil: «Altra bufala»
MESTRE. Per il Passante di Mestre sarebbe iniziato il conto alla rovescia e avrebbe tempi molto più stretti rispetti a quelli segnati sull’orologio che da due anni saluta gli automobilisti in arrivo, talvolta a passo di lumaca, alla barriera di Villabona. L’annuncio ha sorpresa lo ha dato il governatore Giancarlo Galan: «Ho invitato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro all’inaugurazione del primo tratto del Passante di Mestre per il 2 o il 6 agosto prossimi, con 300 giorni di anticipo sul previsto» ha detto a margine dell’incontro sul Rapporto della Fondazione Nordest.
«L’opera se lo merita — ha aggiunto — ho detto a Prodi: non puoi non venire». Galan ha inoltre reso noto di aver chiesto al presidente del Consiglio di «verificare che nell’ordine giorno del Cipe vi sia punto del finanziamento di 550 milioni di euro per il proseguimento del Mose».

Il cantiere del Passante a Scorzè
Immediate le reazioni alle parole di Galan. «Quello che ha annunciato di inaugurare è solo un piccolissimo tratto del Passante, per giunta privo di caselli intermedi. Quanto ai 300 giorni di anticipo, proprio non ci sono» ha dichiarato Alessandro Rocchi, segretario generale della Filt Cgil del Veneto. E ha aggiunto: «Siamo quindi alla solita bufala o, meglio, alla solita cattiva opera di prestidigitazione con cui si tenta, gettando un po’ di fumo negli occhi, di trasformare 900 giorni di ritardo in 300 giorni di anticipo».
«Vale infatti ricordare — ribadisce il segretario generale della Filt Cgil Veneto — che in base al contatore definito due anni fa, fra 300 giorni dovrebbe essere ultimata l’intera opera e non il solo trattino da Quarto d’Altino all’incrocio con la A4 di cui si annuncia per i primi di agosto un battesimo in pompa magna. Nella realtà, fra 300 giorni, forse ci sarà il nastro d’asfalto, ma non certamente i caselli intermedi che, a una valutazione realistica, richiederanno altrettanto tempo prima di essere pronti».
Intanto, mentre sul fronte del traffico dopo un fine settimana di fuoco (causa esodo, quindi tutto più o meno nella norma), ieri sulla A4 è stata una giornata di relativa tranquillità: scorrevole in direzione est, sgombra anche la tangenziale; lunghi incolonna-menti in direzione opposta con ripercussioni sull’immissione da Mogliano. E vale la pena di ricordare che i lavoriche bloccano l’uscita verso Mogliano (per chi volesse tentare una via alternativa resta solo un giro improbabile attraverso Casale e Preganziol), complica in queste ultime settimane la vita per chi arriva dalla direzione di Vittorio Veneto.
Nuovi lavori ancora, proprio legati al Passante per il varo del manufatto metallico
I lavori per la posa di un ponte faranno chiudere l’autostrada tra Dolo e Mestre
che attraverserà le carreggiate, l’autostrada da Venezia a Mirano sarà chiusa in entrambe le direzioni dalle 22 di sabato 21 luglio alle 6 di domenica 22. In carreggiata Ovest dalla tangenziale non sarà possibile entrare in A4 verso Milano; in carreggiata est sarà invece obbligatoria l’uscita a Padova est (il traffico diretto a Bologna dovrà usare la stagione di Zona industriale). Per chi arriva da Bologna ed è già in A4 sarà comunque obbligatoria l’uscita a Dolo, dove tutte le piste di entrata per Venezia saranno chiuse.
Visto che si tratta di giornate di esodo, di quelle da bollino rosso, si annunciano ripercussioni sulla viabilità ordinaria.

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Io enrico e dany (Mariopsx) al Mazoom sabato 14.7

Ore 17 di sabato pomeriggio. Mi sto preparando per la lunga maratona Trenitalia per il Mazoom , uno dei templi della musica e del divertimento del Nord Italia . Il programma prevede l’interregionale delle 17.51 per Milano (uno dei tre rimasti, dopo che tutti gli altri – uno ogni ora- sono stati negli ultimi anni sostituiti dagli Intercity) e l’incontro con due miei amici di Brescia (Paolo ed il mitico Enrico, un altro Enrico ;-) nel bellissimo panorama di Desenzano. Il ritorno….beh…prima o poi, in treno.

Squilla il telefono, è Enrico di Portogruaro , mio amico storico del TNT, anche se ha appena 19 anni… “Fabio, ascolta che di tico… ma non è stasera che vai al Mazoom?” ..”Si, Enrico, perchè ?” , “Beh, vengo anch’io !!” , “Si, ma dove sei ?, “In spiaggia , a Bibione !” , “Enrico, l’ultimo treno da Mestre per Desenzano è alle 20.04″…”si, si, mi faccio una doccia, prendo la corriera, corro a casa e faccio il biglietto!!”…inutile dire che ce l’ha fatta proprio a pelo.

A casa, ovviamente, è dovuto passare da papà per i soldi, e non solo da papà. Suo fratello:” Enrico, ma dove credi di andare ? ” – “A Desenzano!” – “Ma sai almeno dov’è ?” – “Sì, so che non è dietro l’angolo…” “Tu sei leso, te l’ho detto ieri e te lo ridico oggi, più convinto che mai!”. Eccolo alle 5 del mattino, fuori dal Mazoom (che si chiama anche Le Plaisir, perchè cambia nome dal venerdì al sabato)…

Enrico all'uscita del Mazoom, ieri mattina

Il suo treno (io sono tornato più tardi), era alle 7 da Desenzano. Arrivo a Portoguraro ore 10.04. E poi in spiaggia….si fa la stagione a Bibione a lavorare…immagino sarà almeno stanco, però …Enrico sei un grande !! Io invece, ho dormito 14 ore appena tornato a casa…