Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Si può risolvere un problema sul piano della manifestazione oppure occorre prima andare in profondità? Solitamente prima o poi si pone la domanda su quale sia a quel punto la soluzione oggettiva migliore.

Per tradizione in Occidente si «discute» e si «argomenta». Per quanti vantaggi questo modo di procedere possa avere, esso presenta tuttavia anche degli svantaggi: si basa sul pensare in termini di contrapposizioni che rispecchia la polarizzazione del conflitto: di norma vince una parte, l'altra perde. Si impone il punto di vista più forte e non necessariamente quello migliore.

Il metodo dell'argomentazione comporta perlopiù che

– i «fronti» diventino sempre più rigidi;

– non vengano sviluppate nuove idee che si distinguano da quelle presenti nel litigio;

– vengano impiegati tantissimo tempo, energie, costi e creatività per indebolire ogni volta l'altra idea invece di migliorare le idee.

Un'alternativa possibile è la trattativa. La trattativa comunemente intesa porta spesso a un «compromesso». Ci si muove all'interno di limitazioni date invece di stabilirne di nuove. Trattare – in questo senso– è meglio che litigare l'uno con l'altro, ma esistono alternative migliori.

La soluzione al problema è una di queste. Vuol dire che le cause vengono isolate e modificate oppure rimosse. In situazioni complesse esiste spesso tuttavia un grande numero di fattori condizionanti che fanno il problema. Nel metodo della soluzione al problema c'è il rischio che ci si fissi su di un'unica particolare causa perché è facile da identificare e che il resto venga tralasciato.

La progettazione di soluzioni è un metodo per sviluppare nuove soluzioni per problemi complessi. Mentre l'argomentazione, la trattativa e l'analisi del problema guardano sempre a quello che c'è già, la progettazione guarda sempre in avanti a ciò che potrebbe essere creato. Si arriva a una soluzione che prima non c'era. Nella progettazione ci possono essere provocazioni, false partenze, vuoti di pensiero e un processo di sviluppo irregolare. L'importante è che il risultato sia aperto e che la strada verso l'obiettivo non debba offrire una costante giustificazione logica e verificabile: decisivo è se il risultato esaudisce o meno l'obiettivo perseguito. Tale metodo della progettazione corrisponde all'obiettivo della risoluzione costruttiva del conflitto, ovvero i contraenti cercano insieme, fianco a fianco, soluzioni per il loro problema e così facendo prendono in considerazione nuovi piani di soluzione.

Otto principi per la soluzione dei conflitti

1. Interessi
Regola: fa' riferimento agli interessi e non alle posizioni!

2. Persone
Regola: distingui le persone dal problema!

3. Opzioni

Regola: pensa a diverse possibilità di azione prima di decidere che cosa fare. Rifletti non soltanto sul da farsi bensì su una serie di possibili azioni e controazioni!

4. Criteri
Regola: bada che il risultato soddisfi criteri vincolanti per tutti!

5. Verità
Regola: ci sono più verità: la tua, la loro e forse un'altra!

6. Mezzi
Regola: rispetta l'unione di mezzi e scopo!

7. Premesse

Regola: attieniti a dei principi e costruisci su questi la tua strategia. Persegui soltanto quegli obiettivi che sono validi sia per te che per l'altra parte anche se l'altra parte non si comporta allo stesso modo!

8. Potere

Regola: il potere è la capacità di raggiungere i propri obiettivi e non di punire gli altri!

Fonte: AGDF, Handreichung fur Kirchengemeinden zur Friedensdekade 1992, Bonn 1992.

(dal libro Gestione dei conflitti e mediazione" di Christoph Besemer che sto leggendo in questi giorni)

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Ieri avevo finito i tarallucci. Può finire il riso, la pasta, il pane, la verdura (soprattutto),ma i tarallucci no. Son tornato dalla palestra alle 19 ed avevo il bauletto pieno . fai tappa a casa, prepara qualcosa da mangiare e …l'unico posto aperto era il maledetto Auchan.

Auchan di Padova 

Se non siete di Padova o non siete mai stati all'Auchan, immaginatevi un ipermercato in una zona abbastanza trafficata dove ci sia sempre casino , code kilometriche alle casse, gente impazzita , e  – ovviamente – nessun cestino all'entrata, per cui se non hai il carrello devi farti trenta casse prima di trovarne uno.

Ieri sera poi – malauguratamente – con una promozione sconto 5% per chi andava a fare la spesa tra le 19 e le 21 , c'erano solo 4 casse aperte, alle 20.40. Un caos allucinante.

Mentre imprecavo in coda via sms con il mio collega Emiliano, lui mi risponde con un sms: "Se lo sconto vuoi avere un po' devi soffrire…" , al che gli ho risposto:" Non avresti fatto molta carriera come poeta…". Ma ecco dopo pochi minuti arrivare un altro SMS:"

Era lui, dagli occhi di ghiaccio,
che leggiadro si muoveva
tra scalti e scaffali
Quando li vide, lì
abbondanti, colorati, economici
sacchetti e sacchetti di biscotti fraganti!
Ma triste fu il destino
davanti ad ua cassa…
tapino, mesto
in coda come molti altri"

E. (29.03.2007) 

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http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/economia/eurispes-salari/eurispes-salari/eurispes-salari.html 

Crescono poco i salari in Italia e comunque molto meno degli altri paesi europei. Se in Gran Bretagna la busta paga dal 2000 al 2005 è cresciuta del 27,8%, in Italia la crescita è stata solo del 13,7% (la media europea è del 18%). Solo la Germania e la Svezia, paesi dove comunque i livelli retributivi sono mediamente superiori rispetto all'Italia, segnalano un crescita inferiore. Lo rileva uno studio dell'Eurispes che prende in considerazione i lavoratori dell'industria e servizi esclusa la pubblica amministrazione.

Se si guarda poi al potere di acquisto dei salari, emerge che l'Italia è davanti solo al Portogallo. Ha pesato, secondo l'istituto, l'inflazione che di fatto "ha prosciugato i salari". Sotto il profilo della competitività, invece, il basso costo del lavoro risulta "un vantaggio perché la modesta dinamica salariale – evidenzia l'Eurispes – se confrontata con quella dei nostri partner europei, ci assicura un discreto vantaggio in termini di costi". In Italia il costo medio in euro per ora di lavoro è inferiore a quello di tutti paesi europei ad eccezione della Spagna, della Grecia e del Portogallo.

La posizione del nostro Paese non cambia all'interno della classifica europea, se passiamo a considerare il livello dei salari lordi (l'Italia è al quartultimo posto). Il cosiddetto cuneo fiscale è molto diverso da paese a paese e va dal 51% della Germania per un lavoratore senza famiglia a carico al 22,3% del lavoratore con moglie e due figli a carico in Irlanda, che è il paese con il minor peso del cuneo fiscale comunque lo si calcoli. Per quanto riguarda ancora il cuneo fiscale l'Eurisopes fa notare come la posizione del lavoratore italiano peggiori ancora nel caso in cui la classifica prende in esame il reddito annuo netto: in questo caso l'Italia con 16.242 euro è penultima nel 2006 fra tutti i paesi europei, perché solo i portoghesi con 13.136 euro si accontentano di retribuzioni inferiori alle nostre. Si nota anche che negli ultimi tre anni la posizione del Paese è peggiorata: nel 2004 e nel 2005 le retribuzioni nette erano superiori a quelle greche e appena inferiori a quelle spagnole: solo nel 2006 vi è stato il sorpasso della Grecia.
"In questa classifica l'Italia – evidenzia Eurispes – non si trova più agli ultimi posti: balza al quarto posto, preceduta solo dal Belgio, dalla Svezia e dalla Germania" e dunque il cuneo fiscale "appare particolarmente gravoso nel nostro Paese". Il nostro cuneo fiscale già nel 2004 pesava infatti per oltre il 45% (45,8% ad essere precisi) per un lavoratore senza familiari a carico e per il 36,6% per un lavoratore con moglie e due figli a carico.

Per quanto riguarda invece gli stipendi e i carichi di famiglia l'Italia, nell'ambito della imposizione sul lavoro, "attua una moderata politica familiare. Infatti il cuneo – calcola l'Eurispes – è del 9% inferiore per il lavoratore con tre persone a carico, rispetto a quello senza carichi familiari". L'inflazione – conclude lo studio – ha infine giocato un ruolo non trascurabile nel deprimere i salari dei nostri lavoratori in termini di potere d'acquisto: essa infatti negli ultimi quattro anni ha avuto "un andamento decisamente superiore alla crescita dei salari lordi calcolati in euro riducendo ulteriormente il valore reale dei salari netti in termini di potere d'acquisto".

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Ridiamo un pò.. ci farà bene!!!

Un cane insegue un gatto.. dopo un pò il gatto si nasconde in un buco.. il cane fa miaoooo miaooo e il gatto salta fuori e se lo mangia ed esclama: "se al giorno d'oggi non sai 2 lingue non mangi!"

JP!=] 

 

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Premesso che preferisco il Mac ma chi mi dà da mangiare è quel cialtrone di Bill Gates  Cool , Vista sembra essere davvero pesante anche sui pc abbastanza nuovi. Sarebbe carino avere il nuovo look and feel di Vista senza avere la pesantezza del nuovo S.O. di Microsoft. Per questo c'è XP Transformation Pack 6.0, un kit gratuito che consente all'utente di cambiare il look di xp che diventa praticamente indentico  a quello di vista, senza cacciare una lira. Questo è il mio desktop ora:

Il mio windows XP "restaurato" 

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Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi

Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.

Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.

Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.

Hanno già aderito 18245 persone

Per aderire basta cliccare sul link qui sotto:
http://www.emergency.it/appello/adesione.php?ln=It

Jean-Paul!=]Questo messaggio ti è stato inviato da JP [Jean-Paul]

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Nello stesso modo in cui si opera una distinzione tra persona e problema, così occorre distinguere tra posizione e interesse.  Le singole posizioni, vale a dire le idee ben strutturate di come dovrebbe essere risolto un problema, spesso non sono conciliabili tra loro. Non sembra quindi possibile una soluzione concordata del problema. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, gli interessi che vi stanno alla base – che sono alla fine dei conti la cosa più importante – possono essere soddisfatti in modo diverso. Se gli interessi vengono esplicitati, diventa spesso possibile trovare soluzioni soddisfacenti per tutti.

[..] 

Il processo della soluzione costruttiva del conflitto porta per entrambe le parti a soddisfazione e migliora spesso il rapporto reciproco.

(dal libro "Gestione dei conflitti e mediazione" di Christoph Besemer, che sto iniziando a leggere in questi giorni) 

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Cecilia, la profesora ;) 

Il week-end lungo del 13 aprile , che mi porterà nuovamente nella magica Barcellona, inizia già con Espanol 24, il corso di spagnolo su dvd, bellissimo, del sole 24 ore….

Espanol 24, primo fascicolo 

 

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Il sensation party al Le Plaisir sabato scorso

Sul sito di mariopsx.com le foto del sensation party di sabato scorso, a cui purtroppo non son potuto andare per la settimana-macello che ho al lavoro tra normale amministrazione e corso di diritto amm.vo e commerciale. Ma il 19 maggio ci sarò anch'io !

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VERONA – A mezzanotte sono già ubriachi ma la notte non è ancora cominciata. Ridono, piangono, cadono per terra. E' "l'effetto bomba", dice lo psichiatra Vittorino Andreoli, alterare i propri sensi velocemente e subito, con la testa che va in fiamme e le gambe che diventano molli, i ragazzini la chiamano "happy hour drug", fa saltare gli ostacoli, cancella complessi e timidezze, spinge a camminare aggrappati l'uno all'altro, a sentirsi, toccarsi, stretti forte ai propri compagni di bevute. Sono adolescenti, o poco più. In fila con il bicchiere in mano davanti ai caffè storici di Verona, tra i marmi antichi di Piazza delle Erbe, bevono birra, rum e coca, vodka-lemon, l'aperitivo della casa, l'aperitivo bum-bum, quello che fa volare subito e ubriacare in un colpo. Hanno dai 14 ai 20 anni, buoni studi, buone paghette in tasca, e un unico comune denominatore: sono baby alcolisti, ultima, nuova emergenza nazionale che ha portato l'Italia ad essere il paese europeo dove i giovani cominciano a bere in età più acerba, il primo sorso a 12 anni. Altrove l'iniziazione avviene a 14, ma il risultato è identico: vite drogate dall'alcol, in un allarme globale che accomuna ormai la gran parte dei paesi occidentali. In Italia, dicono le ultime statistiche, il 15% dei giovanissimi si ubriaca abitualmente, "in una corsa al binge drinking, il bere compulsivo, che sta portando decine di giovani nelle comunità terapeutiche per disintossicarsi, con modalità di consumo sconosciute fino a pochi anni fa", rivela Eugenio Scafato che dirige l'Osservatorio su alcol, droga e fumo dell'Istituto superiore di sanità. Basta passare una serata nel cuore di una città della ricca provincia del Nordest, dove il tasso alcolico pro-capite è tra i più alti d'Italia, per capire quali siano le parole d'ordine di questa eurogenerazione che ha importato dai paesi anglossassoni il rito della sbornia da weekend, e dove anche il vino viene consumato ormai con le regole del binge drinking. Il Governo ha dichiarato guerra all'alcol contro le stragi del sabato sera, ha lanciato il codice etico tra gestori e consumatori, ma alle otto di sera Teresa, Samantha, Piero e Giovanni, sedici anni a testa, insieme ad un'altra trentina di coetanei, bevono un aperitivo orlato di una fetta d'arancio davanti ad un piccolo bar in Corso Portoni Borsari, poco lontano da Piazza delle Erbe. Sono già al secondo bicchiere, il mix è fresco, dolce, piacevole, mentre gli snack d'accompagnamento, patatine, polpettine, pizzette, vengono divorate con la velocità della luce. "Sì, picchia, ma è solo l'inizio – confessa Piero con qualche remora e la garanzia dell'anonimato a causa genitori già in allarme per i suoi sabati sballati – qui tiriamo tardi, è normale, poi ci spostiamo all'Alter Ego, la nostra serata va così. Beviamo tutti, anche le ragazze, una volta alla settimana si può fare, alle dieci andiamo cena, altrimenti ti sbronzi subito, con la pizza sono meglio birra e vino, prima della discoteca facciamo un altro giro dei bar, fino a mezzanotte nei locali non c'è nessuno, dopo cena ci tocca lo shottino, è uno sparo, superalcolico puro". Uno shot e via, in motorino verso il cuore della notte, con un'alterazione dei sensi che di certo avrebbe già bruciato gli alcolimetri della polizia. In discoteca infatti i ragazzini arrivano che sono gruppetti barcollanti, e il serpentone davanti all'Alter Ego è fatto di teenager gonfi di birre e cocktail, con alle spalle già quattro, cinque ore trascorse di bicchiere in bicchiere, di pub in pub. E Verona è come Bologna, come Milano, Roma, le serate sono simili, alcoliche, trasgressive. Per questo il binge drinking è un tipo di ritualità giovanile che lo psichiatra Vittorino Andreoli ha deciso di studiare e indagare. "L'alcol è una droga che dà modificazioni lente, i ragazzi invece, con questa modalità del bere compulsivo, hanno trovato il modo per ubriacarsi velocemente e subito. E sono riusciti addirittura a rendere immediata la sbornia da vino, perché lo consumano attaccandosi alla bottiglia, buttandolo giù finché hanno fiato… L'adolescenza – spiega Andreoli – è l'età della metamorfosi, gli adolescenti non si piacciono, si sentono travolti da se stessi e cercano in tutti i modi di governare questa metamorfosi. L'alcol è l'ingrediente più vicino, ce l'hanno in casa, l'alcol è ovunque, agisce subito e fa sentire disinibiti. I loro stessi genitori non avvertono, a torto, il bere come pericolo, ne ho sentiti tanti dire meglio una sbronza che la droga… Un errore, gravissimo, oggi questo modo di bere dei giovanissimi ha tutte le caratteristiche della tossicodipendenza". Ma Andreoli va più in là: "Questa campagna di nuove regole è ipocrita. Il messaggio che ai giovani arriva è: bevi ma non guidare, bevi ma non metterti in pericolo. Mentre ad ogni ora del giorno e della notte su ogni canale televisivo la testa dei giovani è martellata di spot pubblicitari che invitano a consumare birra, vino, whisky…". Per capire infatti bisogna andare al di là della notte, al di là del weekend, oltre i gruppi di ragazze e ragazzi che quando ormai la serata sta per finire vomitano agli angoli delle strade, mentre piazze e centri storici si trasformano in cimiteri di vetri rotti e lattine schiacciate. "Esiste una strategia commerciale che ha puntato ai giovanissimi – dice Eugenio Scafato – inondando il mercato di bevande alcoliche dolci e colorate, i breezer, gli alcolpop, pensate per sedurre i più giovani, alcune addirittura hanno le etichette con i caratteri dei cartoon. Costano pochi euro e gli adolescenti le consumano quotidianamente, ma il loro metabolismo è ancora acerbo è questo può creare danni gravissimi". E' duro infatti ritrovarsi a 20 anni ubriachi e senza pace. Come Mauro che è entrato nei gruppi AA, alcolisti anonimi, e oggi combatte contro la schiavitù della bottiglia. "Ho iniziato a 14 anni con i cocktail e sono finito a bere l'alcol puro. Però non sono il più giovane lì dentro: ogni tanto arrivano dei ragazzini. Hanno gli occhi spenti. Sono i baby alcolisti".

Ragazzi all'Alter Ego (tratta dal sito www.alteregoclub.it)