Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Grazie ad Alberto che me le ha girate.

—–

Questo e' un estratto dal libro americano "Disorder in the Court".
Sono frasi che sono realmente state dette davanti al giudice, parola
per parola, e raccolte dai reporter…

A: avvocato, T: testimone
Tradotto dall'inglese:

A: Quando compie gli anni?
T: Il 15 luglio.
A: Di quale anno?
T: Tutti gli anni.
(Eh, quando uno ha ragione ha ragione…)

A: Questa amnesia… concerne tutte le sua memorie?
T: Si.
A: E come influenza la sua memoria?
T: Mi dimentico.
A: Si dimentica. E puo' farci un esempio di qualcosa che ha dimenticato?
(…)

A: Quanti anni ha suo figlio? Quello che vive con lei.
T: 38 o 35, mi confondo sempre…
A: E da quanti anni abita con lei?
T: 45 anni.
(?)

A: Cosa fu la prima cosa che le disse suo marito appena svegliato?
T: Mi disse: "Dove sono Cathy?".
A: E perché lei si arrabbio'?
T: Io mi chiamo Susan.

A: Il bambino allora fu concepito l'8 agosto?
T: Si
A: E cosa stava facendo in quel momento?
(L'avvocato crede ancora alla cicogna…)

A: Aveva tre bambini, vero?
T: Si
A: Quanti maschi?
T: Nessuno
A: E c'erano delle femmine?
(…)

A: Come fini' il suo primo matrimonio?
T: Con un decesso.
A: È finito con il decesso di chi?
(…)

A: Puo' definirmi la persona che ha visto?
T: Era di statura media e aveva la barba
A: Era un uomo o una donna?
(eh si, esistono anche quelle…)

A: Tutte le tue risposte devono essere orali, ok? Quale scuola hai
frequentato?
T: orali.

L'interrogatorio col dottore
A: Dottore, quante autopsie ha fatto su persone decedute?
T: Tutte le autopsie che ho fatto erano su persone morte.
(per fortuna!)
A: Si ricorda a che ora ha cominciato l'autopsia?
T: Verso le 8:30 del mattino.
A: E il signor Dennington era gia' morto in quel momento?
T: No, stava seduto sul tavolo e si chiedeva come mai io gli stessi
facendo un'autopsia…
(qui l'avvocato fa finta di non sentire la risposta… ma…)
A: Dottore, prima di cominciare con l'autopsia, ha provato il polso?
T: No.
A: Ha misurato la pressione sanguigna?
T: No.
A: Si e' assicurato che il paziente non respirasse?
T: No.
A: È possibile allora che il paziente fosse ancora vivo mentre lei
faceva l'autopsia?
T: No.
A: E come fa ad esserne cosi' sicuro dottore?
T: Perché il suo cervello stava in un vaso sopra il mio tavolo.
A: Poteva il paziente nonostante cio' essere ancora in vita?
T: Si, e' possibile che fosse ancora in vita e stesse praticando la
professione di avvocato da qualche parte…(Questa risposta costo'
al dottore 3000 dollari di multa per oltraggio alla corte. Li pago'
senza battere ciglio, ma con soddisfazione…)

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http://lavoro.repubblica.it/lavoro/index.jsp?s=notizie&idContent=1959477

Rappresentano una delle componenti più numerose della forza lavoro. A lungo sono stati il motore degli uffici. Eppure gli impiegati, in Italia, ma non solo, riescono a trarre sempre meno da quel che fanno sul lavoro. E’ come se per loro, le fette della torta della ricchezza dell’azienda si siano fatte sempre più piccole. Chi sta nel mezzo, viene da dire, è il primo a rimetterci.

Negli ultimi anni l’evoluzione è stata quasi inarrestabile. Secondo i dati elaborati dal 7° Rapporto sulle retribuzioni in Italia realizzato da OD&M (società di consulenza specializzata nella realizzazione di indagini e benchmark di metodologie e pratiche retributive) nei primi otto mesi del 2006 i dirigenti italiani hanno mostrato in media una retribuzione pari quasi a quattro volte quella di un impiegato. Più di quanto fosse qualche anno fa. [clicca sul link sopra per leggere l'articolo intero].

 

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Muoiono tre ragazzi in un frontale, alle 6.20 del mattino, a Dolo (VE). Gli occupanti di entrambe le auto tornavano da una notte in discoteca . Una delle due auto, un Audi A6, era lanciata a 160 km/h in un tratto dove il limite è 70. Uno dei ragazzi, Damiano , figlio di imprenditore (di una ditta "molto nota e che fa investimenti importanti") , studiava per diventare promotore finanziario. Il "Padova" di oggi dice :" Ma della folle corsa la gente non vuole parlare. Per chi conosceva la vita dei due, di cui tutti ricordano la vitalità e il sorriso, è stata portata via dal "destino".". Destino il cavolo !

Quando si ritorna dalla discoteca (se non si è troppo stanchi per guidare)  si deve andare piano ! Ma come, non siamo nel caso dei giovani sballati ubriachi , "pazzi al volante", come spesso gridano alla ricerca dello scoop i quotidiani locali ? Quando a decine di ragazzi vengono ritirate le patenti a Padova Est, spediti al Sert e alle riunioni degli alcolisti anonimi per un anno e mezzo, perchè superano di poco la soglia ridicola dello 0.5 g/l di sangue ? E senza aver ammazzato nessuno, sia chiaro.

Se un trentenne con una Golf a S. Carlo fa strage di  una famiglia intera è "delinquente, assassino" e – non ci sta mai male – "era anche drogato", come se le condizioni psicofisiche contassero più delle conseguenze dell'incidente , qui invece una "tragica fatalità" che ha colpito ragazzi solari e pieni di voglia di vivere. 

Due pesi e due misure da parte dei giornalisti: una delle due auto ha  invaso la corsia dell'altro e con questo è morto un ragazzo (ed un altro è in prognosi riservata) che non c'entrava nulla. Lui si, che era semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato !  Dispiace per tutti, certo, ma non si possono rimuovere le responsabilità organizzando semplicemente "una gara d'auto" per ricordare la grande passione di uno dei due occupanti dell'Audi.

E i giornalisti dovrebbero pensare prima al loro dovere di raccontare i fatti di cronaca e poi di giocare sull'emotività delle persone per appesantire o alleggerire le responsabilità di chi, per più di un motivo (mancato rispetto dei limiti di velocità, stanchezza, ecc.) ,ha infranto le regole della strada, questo almeno per rispetto per lo strazio degli amici e genitori Mirco che ancora non sanno darsi pace per la scomparsa  del loro figlio che si è trovato di fronte un auto sulla sua corsia , lanciata a folle velocità.

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Nell'Unione Europea oggi i poveri (relativi) sono circa cinquantasei milioni. Senza gli attuali sussidisociali dei vari stati membri, la cifra potrebbe peròaddirittura raddoppiare. Senza le politiche di protezione sociale di quel residuo welfare europeo già nel 2003 i poveri avrebbero potuto toccare la cifra dei cento milioni. Uno scenario di nuove povertà è prevedibile anche in considerazione della situazione attuale di più di due milioni di lavoratori assunti a progetto e ribattezzati dalle cronache "cococo", i collaboratori coordinati e continuativi. Prima della riforma del 2003, se questi lavoratori nel 2035 avessero accumulato trentacinque anni di contributi (a prescindere dall'età anagrafica),avrebbero potuto usufruire di una pensione equivalente al 13,6 percento dell'ultima retribuzione. Contrentacinque anni di contributi e sessantacinque anni d'età questi lavoratori avrebbero potuto beneficiare di una pensione al 17,2 percento dell'ultima retribuzione. Ora però tutto ciò è superato, perché ci vogliono almeno quarantanni di contributi per avere la pensione. Un'intera generazione di giovani è dunque a rischio pensione e ce lo conferma anche il Cerp, il Center for Research on Pensions and Welfare Policies, diretto dalla  professoressa Elsa Fornero, docente del Politecnico di Torino. Secondo lo studio pubblicato nell'estate del2003, dopo quarantanni di lavoro da collaboratore coordinato e continuativo o come collaboratore a progetto, i giovani d'oggi potranno sperare di avere una pensione annua compresa tra i 2227 e i 5056 euro, contro i 4318 euro dell'attuale assegno sociale.

Calano le pensioni e guarda caso ricompare lo spettro della povertà anche nei paesi ricchi. Con l'inizio del millennio anche l'Inghilterra ha riscoperto il fenomeno. Si moltiplicano infatti i rapporti sulla povertà attuale e sul rischio di quella futura. La preoccupazione nasce, infatti, dall'aumento dei livelli di disuguaglianza sociale e dalla crisi del modello di previdenza privata che ha caratterizzato la storia di un paese dove pure il welfare aveva trovato una delle sue fucine storiche con William Henry Beveridge e John Maynard Keynes. La Gran Bretagna scopre di avere tanti bambini poveri esclusidai percorsi scolastici. Un rapporto commissionato nel2002 dal sindaco di Londra, Ken Livingston, ha indicato che il 53 percento dei bambini londinesi è costretto a vivere sotto la soglia di povertà: la scuola è ormai un privilegio.Secondo un'altra indagine realizzata da Age Concern e dalla Fawcett Society, solo il 30 percento delledonne inglesi su un campione rappresentativo dell'intera popolazione femminile ha dichiarato di sentirsi sicuro per la vecchiaia. Una donna su tre si sente insicura, e non sa immaginare che cosa le succederà da anziana. Secondo la ricerca, il rischio di finire in povertà negli anni della vecchiaia sarebbe maggiore per le donne perché, rispetto agli uomini, lavorano in modo più irregolare anche a causa delle responsabilità familiari.Un quarto delle donne intervistate ha anche dichiarato di dipendere dal proprio partner per il mantenimento. E i dati ufficiali del governo inglese non smentiscono queste statistiche.

 

(dal libro "La trappola dei fondi pensione, di Paolo Andruccioli, ed. Feltrinelli, che sto leggendo) 

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<B>Il fisco "leggero" degli autonomi<br>Gioielleieri più 'poveri' dei maestri</B>

ROMA - I gioiellieri e i titolari di bar dichiarano al fisco meno dei 21.500 euro dei maestri elementari ad inizio carriera I proprietari di saloni per la vendita di autovetture di Piemonte Lazio e Campania, denunciano un reddito inferiore 16.000 euro, cioè a quello del loro concittadino che, con la tuta blu, varca da 15 anni il portone di Mirafiori, Cassino e Pomigliano d' Arco. Sotto i metalmeccanici anche la media dichiarata dai tassisti. Ma i paralleli possono proseguire. Un dentista in Campania dichiara meno dei 25.000 euro di un poliziotto, mentre nel Lazio arriva a malapena a un impiegato di banca (28.000).

I dati sono delle ultime dichiarazioni, presentate all'erario nel 2005 dai contribuenti. Li rende noti l'agenzia Ansa. Mostrano la geografia tributaria del popolo delle partite Iva, che riserva molte sorprese. Gli incroci informatici hanno oggi molte possibilità e i tecnici dell'amministrazione fiscale hanno elaborato uno spaccato dei redditi di 50 categorie del lavoro autonomo, suddividendolo per regioni.

I risultati appaiono chiari e certamente saranno tenuti in conto per l'offensiva che il governo ha già preannunciato sul fronte dell' evasione. E' un fenomeno imponente tanto che lo stesso vice-ministro per l'Economia, Vincenzo Visco ha detto ieri in Parlamento che "vi sono province e settori in cui i tassi di irregolarità superano il 50%, situazioni che chiaramente richiedono un'attenzione particolare e la definizione di un ordine di priorità per le iniziative di verifica".


Dalle statistiche sulle dichiarazioni presentate nel 2005 emergono subito i forti contrasti di un'Italia che si infiamma nella lettura delle nuove aliquote Irpef e che discute di evasione fiscale. E – dal pasticcere al notaio, dal pescivendolo all'avvocato, passando per sarti, odontecnici e parrucchieri, tassisti, lavandai e farmacisti – le statistiche fiscali aprono uno scenario che talvolta sembra sfuggire anche alla logica dei luoghi comuni.

Un pensionato sociale guadagna 500 euro al mese, ma – tirando le somme – a dichiarare un reddito analogo, o inferiore, sono i tassisti del Molise (in media 6.175 euro l'anno), i sarti in Puglia (4.048 euro annui), i parrucchieri in Campania (6.332 euro), i pescivendoli del Trentino (3.742 euro l'anno), i ceramisti dell' Emilia Romagna (2.744 euro), i titolari di autosaloni di Bolzano (1.073), i rivenditori di ricambi auto in Lombardia (5.556 euro).

In Calabria, sulle 50 categorie censite, sono ben 12 (dai pasticceri ai pastai, dai sarti ai lavandai, dai fotografi agli ambulanti dalle mercerie ai tassisti) quelle che denunciano ai fini Irpef guadagni inferiori ai 6.700 euro l'anno, come o meno di pensionato sociale. Ma la Calabria è la regione dove la maggior parte delle categorie dichiara, in media, gli importi più bassi.

I contribuenti autonomi con i redditi più alti sono invece a Bolzano e Trento. Un esempio? Nel Trentino i notai, che sono gli autonomi che dichiarano di più in tutta Italia, denunciano un reddito medio di 922.345 euro. La stessa categoria in Lombardia – dove i prezzi degli immobili sono quel che sono e le operazioni societarie numerose – dichiara sempre un'enormità, ma il valore è un terzo più basso e si ferma a 629.406 euro.

A saltare agli occhi sono i redditi dichiarati dai gioiellieri: la provincia con la media più alta è la Lombardia, dove gli orefici dichiarano 21.533 euro l' anno, come un maestro elementare. In tutte le altre regioni si scende, fino agli 11.990 euro della Calabria e passando per i 14.652 euro (meno di un metalmeccanico) del Lazio.

Al confronto appaiono più ricchi gli imbianchini che dichiarano 21.241 euro nel veneto e 28.455 euro a Bolzano. I gioiellieri toscani dichiarano 19.716 euro, un valore poco distante dai falegnami della vicina Liguria (19170 euro).

Analizzando i dati delle tabelle si scopre che i pasticceri dichiarano in media 6.561 euro l' anno in Calabria e quattro volte di più (23.202 euro) in Valle d' Aosta. La Campania, tra pastiere e zeppole, consente ai pasticceri un reddito medio di 10.825 euro, la metà di quello dei colleghi liguri (20.274
euro) e il 50% in meno dei siciliani, alle prese con cannoli e cassate.

Tra le categorie al centro delle cronache ci sono stati i tassisti. Il loro reddito varia dai 6.145 euro dichiarati in Molise ai 14.411 del Trentino. Nel Lazio, centro della protesta contro il decreto Bersani, il reddito dichiarato è di 12.033 euro, in Lombardia a 11.894. Alla fine per il fisco valgono meno di un imbianchino calabro (12.519 euro).

Una lettura trasversale alle categorie di una stessa regione offre altri spunti. In Lombardia i ristoratori (14.818 euro) e i titolari di Bar (14.830 euro) dichiarano circa 13.000 euro in meno di un meccanico (27.000 euro) e meno della metà di un idraulico (31.224 euro). Il commercianti di auto (16.166 euro) è sotto di 10.000 euro rispetto ad un falegname (26.245 euro).

Il Lazio, tranne che per i tassisti e per i commercianti di ricambi auto perde sempre il confronto con la Lombardia. Gli agenti immobiliari, nonostante i prezzi delle case nella capitale, hanno dichiarato 17.497 euro in media, poco più di un operaio e molto sotto ai 27.614 euro dei colleghi lombardi. A battere gli agenti immobiliari sono comunque i ristoratori laziali che con 11.903 euro sono sotto un pescivendolo veneto.
Attenendosi freddamente ai dati delle dichiarazioni dei redditi, quale mestiere conviene scegliere? Certamente il notaio (redditi tra 216.000 e 864.700 euro) o il farmacista (tra 97.000 e 165.000 euro). Da evitare i sarti (tra 2.200 e 20.000 euro, ma genericamente sotto i 10.000), i fotografi (tra 5259-19.000 euro) o i tassisti (6.175-14.411 euro).

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http://italy.indymedia.org/mail.php?id=1124838 

Gli aerei inquinano molto più di quanto si possa pensare 

L'aumento del traffico aereo rischia di annullare le riduzioni di emissioni ottenute negli altri settori. Il Parlamento chiede quindi un pacchetto di misure volte a promuovere un trasporto aereo più pulito, come la tassazione del kerosene e la rimozione degli incentivi fiscali al settore. Occorre però tenere conto della situazione delle regioni insulari senza trasporti alternativi. Vanno poi promossi l'uso di biocarburanti e di tecnologie "verdi" e un sistema specifico di scambio di emissioni.

Con 439 voti favorevoli, 74 contrari e 102 astensioni, il Parlamento ha adottato la relazione d'iniziativa di Caroline LUCAS (Verdi/ALE, UK) che, per affrontare tutti gli effetti del trasporto aereo sul clima, sostiene la necessità di definire un pacchetto completo di misure (comprendenti strumenti normativi, economici, tecnologici e operativi), applicando il principio "chi inquina paga" e garantendo la piena internalizzazione dei costi. I deputati sottolineano poi che gli strumenti politici prescelti devono avere come obiettivo generale «una riduzione efficace, in termini di costi, dell'impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici». La scelta di tali strumenti, inoltre, deve essere intesa ad assicurare «la massima riduzione possibile delle emissioni di gas a effetto serra», minimizzando nel contempo le distorsioni della concorrenza tra i vettori aerei dell'UE e quelli extracomunitari e «riducendo la concorrenza sleale tra il settore aereo e gli altri modi di trasporto in seno all'Unione».

A quest'ultimo proposito, il Parlamento sottolinea che le esenzioni fiscali relative al trasporto aereo e altri squilibri «fanno sì che la concorrenza fra il settore aereo e gli altri modi di trasporto sia estremamente sleale». Questo stato di cose «risulta particolarmente oneroso per il settore ferroviario», giacché quest'ultimo è soggetto non solo a tassazione ma anche al sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS), «il che fa lievitare nettamente il costo di questo modo di trasporto ecologico». Nel sottolineare poi la necessità di prendere in considerazione una soluzione equa dei problemi ambientali imputabili al trasporto aereo, il Parlamento incoraggia l'introduzione di oneri che abbiano un ruolo e una portata commisurati al sistema di scambio delle quote d'emissione, «come un primo passo verso la piena internalizzazione dei costi».

Questa distorsione della concorrenza tra i modi di trasporto, aggiungono i deputati, ingenera anche distorsioni della concorrenza tra le regioni turistiche, «a scapito di quelle che sono raggiungibili per lo più in automobile, in pullman o in treno». Al riguardo, facendo proprio un emendamento proposto dal PPE/DE, chiedono che venga accordata una speciale attenzione alla situazione dei territori isolati che dipendono in modo particolare dai servizi di trasporto aereo, nonché alle regioni insulari o ultraperiferiche, «in cui soluzioni alternative sono limitate o del tutto assenti».

Il Parlamento, poi, afferma di condividere «appieno» l'intento della Commissione di introdurre la tassazione del kerosene e la esorta a iniziare fin d'ora «imponendo una tassa su tutti i voli nazionali e intracomunitari», (con la possibilità di esentare tutti i vettori sulle rotte in cui operano compagnie di paesi terzi). Invitando quindi la Commissione a proporre le modalità per introdurre una siffatta tassa a livello mondiale, sottolinea l'urgenza di ottenere risultati nell'ambito dell'attuale rinegoziazione degli accordi sul servizio aereo – in particolare l'accordo con gli USA – «per consentire in maniera incondizionata e paritaria la tassazione dei carburanti forniti ai vettori dell'UE e dei paesi terzi».

Quale contributo alla riduzione dell'impatto sui cambiamenti climatici, i deputati esortano la Commissione a promuovere l'introduzione di biocarburanti per il trasporto aereo e, allo stesso tempo, sottolineano che, anche nell'ambito del Settimo programma quadro, occorre privilegiare la ricerca e lo sviluppo di carburanti alternativi e di tecnologie relative a motori più puliti. Precisano poi che occorre seguire un approccio integrato, che unisca agli scambi di quote di emissione lo sviluppo di motori e carburanti puliti, al fine di ridurre anche le emissioni di sostanze diverse dalla CO2 nel settore del trasporto aereo. D'altra parte, ritengono necessario perseguire gli obiettivi scientifici e tecnici intesi a migliorare l'efficienza energetica di aerei ed elicotteri.

I deputati, poi, sottolineano la necessità urgente di un migliore sistema di gestione del traffico aereo al fine di ridurre le emissioni di CO2 e contrastare la formazione di scie di condensazione e cirri. Ritengono, infatti, che tale misura «risulterebbe economicamente conveniente». Inoltre, invitano la Commissione a adottare senza indugio iniziative volte a migliorare il controllo e la gestione del traffico aereo nell'ambito del progetto SESAR (Single European Sky ATM Research) e la legislazione sul cielo unico, al fine di incrementare l'efficienza energetica dei voli e ridurre o eliminare le scie di condensazione determinate dal vapore acqueo. I deputati, d'altra parte, reputano che, oltre a considerare l'impatto del trasporto aereo sul clima, vada prestata particolare attenzione anche all'inquinamento atmosferico e acustico provocato dagli aeroplani nelle fasi di decollo e di atterraggio.

Ma la Commissione è anche invitata a proporre altri strumenti strategici volti a fronteggiare gli effetti del trasporto aereo sul clima che non sono correlati alla CO2. Ove sussistano incertezze in merito a tali effetti, precisano i deputati, «le scelte strategiche andrebbero basate sul principio di precauzione». L'Esecutivo dovrebbe anche promuovere programmi di ricerca volti a migliorare le conoscenze scientifiche sulle ripercussioni del settore aereo che non sono correlate alle emissioni di CO2 e sostenere l'azione dell'ICAO nella definizione di norme in materia di NOx.

Per quanto riguarda l'inclusione del trasporto aereo nel sistema europeo ETS, il Parlamento sottolinea che, per essere efficace sotto il profilo ambientale, un sistema di scambio delle emissioni dovrebbe avere ambito geografico di applicazione sufficientemente ampio, imporre limiti rigorosi, prevedere la messa all'asta integrale delle quote inizialmente assegnate, prendere in considerazione, in sede di assegnazione, il livello tecnologico e dei provvedimenti adottati a uno stadio precoce e prevedere un esame dell'impatto sul clima nel suo insieme. D'altra parte propone di introdurre un sistema specifico separato per le emissioni del settore aereo. Qualora, invece, il settore aereo fosse integrato nell'ETS generale, ritiene che sia opportuno prevedere l'applicazione di condizioni speciali volte a garantire che ciò non determini distorsioni di mercato a svantaggio dei settori meno protetti.

Background

L'UE si è impegnata a ridurre i cambiamenti climatici dannosi limitando l'aumento della temperatura terrestre a non più di 2°C rispetto ai livelli dell'epoca preindustriale. Ciò si traduce in una riduzione delle emissioni nell'ordine del 15-30% entro il 2020 e del 60-80% entro il 2050. Tra il
1990 e il 2003, le emissioni prodotte dalla UE nell'ambito del trasporto aereo internazionale sono aumentate del 73%, con un tasso di crescita annuale del 4,3%. A questo ritmo, l'aumento delle emissioni prodotte dal trasporto aereo verrebbe ad annullare oltre un quarto delle riduzioni corrispondenti all'obiettivo comunitario fissato nell'ambito del Protocollo di Kyoto entro il 2012.

Ulteriori approfondimenti (in inglese) 

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I due innamorati

Domenica mattina in Friuli per una mini-biciclettata ed un giro a Villa De Brandis a S. Giovanni al Natisone (UD), dove qualche anno fa si sono sposati i miei amici Maurizio e Daniela, e dove vive il mio amico Marco, che tra qualche settimana si trasferirà, con mio grande dispiacere, in Australia, per conquistare un diploma ed avere un lavoro degno di questo nome.

Il parco della villa è davvero bellissimo e contiene al suo interno piante che hanno più di un secolo di vita, come le tuie ed un tasso maestoso. Nell'album di foto di Marco potete trovare tutte le foto. 

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dal "Corriere" di oggi

Disoccupazione giovanile? Macché. Ecco alcune professioni del futuro: falsario specializzato in documenti d'identità, mediatore di bevande alcoliche, trasportatore delle medesime, rianimatore stradale. Tutti mestieri che in America – dove sono sempre avanti, anche nelle cattive abitudini – esistono da tempo. Da quando, cioè, si sono messi in testa di combattere la sbronza giovanile (binge drinking) coi divieti.

Anche la Finanziaria (art.90) introduce un divieto di vendita di sostanze alcoliche ai minori di 18 anni. Non è il difetto maggiore della nuova legge (che resta quello identificato da un "Italian" online: "Come far pagare le tasse allo psicoterapeuta che a fine seduta mi propone 160 euro 'con' o 90 'senza'; al parrucchiere, 50 euro 'con' o 30 'senza'; al fisioterapista 35 euro e solo 'senza', perché 'con' non ci pensa neppure?"). Ma anche l'età minima per la birra non sembra – diciamolo – una grande idea.

Sia chiaro: è bene non bere, da ragazzi. Ma se c'è un modo sicuro per spingere un sedicenne verso la bottiglia, è renderla illegale. L'ebbrezza dell'alcol infatti non è niente, rispetto alla goduria dell'infrazione. L'ho scritto quest'estate dal New England, lo ripeto: la sbornia maligna e sistematica è la piaga dell'università americana. Intorno ai colleges esiste una fiorente industria di falsicazione delle patenti; ma spesso non è nemmeno necessario, perché basta un maggiorenne – o un ventunenne, dipende dallo Stato – per comprare da bere per tutti. E poi giù, finché non si crolla (o peggio).

Le strategie USA puntano sul proibizionismo: e non hanno funzionato. Lo stesso fanno le politiche giovanili del Nordeuropa: e di nuovo è stato un fallimento. In Scozia – posto bello e civile, pieno di gente affabile – l'alcol è ormai un problema idraulico: chi beve dieci pinte (quasi cinque litri, è la media serale) poi deve farle fuori da qualche parte. Andate un sabato sera a Roma, a Siena, a Cagliari o nella mia piccola Crema: le ragazze e i ragazzi preferiscono studiarsi a vicenda, piuttosto che pisciare o vomitare contro un muro.

L'Unione Europea se ne rende conto? Credo di sì. Eppure un recente rapporto della Commissione (http://ec.europa.eu/health-eu/news_alcoholineurope_en.htm) dopo sensate considerazioni sui danni e i drammi dell'alcol, al momento delle raccomandazioni (pag 403 ss) sembra propendere per un approccio proibizionista/nordeuropeo. Proprio quello che ha dimostrato di non funzionare: così qualcuno ci sta ripensando.

Torno da Londra, dove il governo laburista – contro il parere di giornali, accademici, medici – nel novembre 2005 ha liberalizzato gli orari di vendita degli alcolici (introdotti novant'anni prima!). Ebbene: dati alla mano, sono diminuite le risse e gli ubriachi per le strade. Fidatevi: se funziona con gli inglesi, funziona dappertutto.

Una considerazione finale, utile a smorzare subito gli entusiasmi dei produttori e distributori italiani di alcolici. Il rapporto della Commissione – con troppe parole, come al solito – dice però cose giuste sulla necessità dei controlli sulle strade (in Italia, ridicoli) e sul divieto di pubblicità degli alcolici. L'autoregolamentazione non basta. Le bevande colorate a bassa gradazione puntano cinicamente i giovanissimi. E alcune pubblicità televisive appaiono soavemente irresponsabili (o vagamente delinquenziali, dipende dai punti di vista). Spacciano infatti l'equazione alcol=fascino & felicità. Quella che ha messo nei guai gli USA e il Nordeuropa: e noi non vogliamo.

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Uno spot di Trenitalia di qualche anno fa spiegava la rivoluzione: tre società madri per gestire una la rete ferroviaria (RFI), l'altra il traffico viaggiatori (Trenitalia) e l'altra quello merci (Cargo). "Ci siamo fatti in tre…." diceva lo spot. Spero non sia accaduto in via Anelli. 1 ora e 5 minuti l'altro ieri per fare Venezia-Padova (37 km). Non male.

 La situazione treni a Padova il 3 ottobre 2006