Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Un mesaggio per Bersani. Avanti così. Non lasciatevi intimorire da quella casta chiusa che sono i tassisti italiani !! A Barcellona, non in Uganda, marzo 2006. 5 km di percorso in taxi, alle 4 di domenica mattina , 5 euro con ricevuta fiscale e pagamento con carta di credito. E li gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono simili ai nostri. E' ora di finirla con questo servizio che di pubblico non ha nulla. che scioperino pure, sono decenni che le persone normali che hanno bisogno di un servizio pubblico vengono rapinati dai tassisti con tariffe scandalose . A Madrid, la tariffa dei taxi è di 1 euro al kilometro. PUNTO. SENZA SE E SENZA MA. SENZA FESTIVO, SENZA NOTTURNO. E sono tutti pieni, e sono tanti. A Riccione,agosto 2004, mi hanno chiesto 50 euro per un percorso di 2km esatti in collina dalla stazione ferroviaria. Me la sono fatta a piedi. A Vieste, agosto 2005 , per altri 1,5km (purtroppo in collina)  per raggiungere un residence dalla stazione delle corriere , 15 euro in pieno giorno dalla stazione dei taxi. I dati parlano da soli. Dopo che la concorrenza per anni l'hanno vissuta e la vivono i lavoratori dipendenti nel libero mercato senza regole (vedi edilizia), è ora che anche questi signori pratichino dei prezzi in linea con gli altri paesi europei, senza soprattasse, balzelli, diritti di chiamata, festivi, notturni, supplementi bagagli e chi piu' ne ha piu' ne metta.

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Non ce l'ho fatta . Ho telefonato al mio collega fan sfegatato di Berlusconi dicendogli :" Grande Bersani, era ora !!!! " . Ancora non ci credo. Finalmente le banche non potranno cambiare le condizioni di conto corrente senza avvisare, finalmente i farmaci nei supermarket. Finalmente scompariranno le tariffe MINIME stabilite per legge per gli avvocati !!!! (mentre per i precari non c'è il salario minimo, vero ?) 

ROMA – Più taxi, farmaci nei supermercati e nuove regole sui conti correnti bancari. Il governo ha approvato un decreto competitività per "rimuovere i più evidenti ostacoli alla concorrenza" in alcuni settori, come ha spiegato il ministro allo sviluppo Pierluigi Bersani. Un provvedimento sul quale il presidente del consiglio Romano Prodi ha speso termini forti e suggestivi: una "rivoluzione" per i consumatori e un "cambiamento radicale" per il sistema produttivo.

Il ministro Bersani, padre di questo provvedimento, ha commentato l'approvazione del pacchetto sottolineando che "non c'è nessun furore ideologico di liberalizzare. Siamo pronti a discutere". Il decreto – discusso questa notte tra Prodi e i ministri economici e approvato stamane dal Consiglio dei ministri insieme alla manovrina – prospetta cambiamenti di non poco conto: si tratta di un provvedimento destinato a trovare il favore dei consumatori e le critiche di alcune categorie interessate. Una dozzina di misure, usando le parole di Bersani, "per far muovere l'economia, riqualificare le attività economiche, ridurre i prezzi e far posto ai giovani".


Farmaci da banco nelle attività commerciali. Via libera alla vendita dei farmaci da banco (cioè quelli
non soggetti a prescrizione medica) negli esercizi commerciali, con superficie dedicata e con un farmacista. Inoltre non saranno possibili campagne promozionali e sconti. Il ministro Bersani si è detto convinto che si arriverà "ad una significativa riduzione dei prezzi".

Aboliti i tariffari degli ordini professionali. Il decreto prevede la liberalizzazione tariffaria degli ordini professionali. "Per effetto di queste misure si abbassano i prezzi e le prestazioni professionali per gli utenti a parità di qualità, che viene comunque garantita dagli ordini", ha commentato il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Inoltre i liberi professionisti potranno far conoscere gli utenti i servizi offerti anche attraverso la pubblicita.

Nuove norme per i conti correnti bancari. "Con queste norme – ha spiegato il ministro Bersani – non si potranno modificare unilateralmente le condizioni di contratto, bisognerà comunicarle per iscritto 30 giorni prima". Il cliente avrà poi diritto di recedere senza penalità e di uscire senza spese di chiusura entro due mesi. Inoltre è previsto l'adeguamento automatico dei tassi: si prevede che i tassi di interesse sui conti correnti bancari, sia debitori che creditori, dovranno essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce.

Notai fuori dalla compravendita delle automobili. La firma per il passaggio di proprietà per l'auto si potrà fare in Comune, non sarà più necessario il notaio.

Poteri ai comuni per le licenze taxi. Le norme sulle licenze per i taxi vanno nella direzione di "evitare il commercio di queste licenze", ha spiegato il ministro Bersani: "Diamo ai Comuni una possibilità in più. Oltre a programmare numericamente potranno bandire concorsi pubblici o riservati per assegnare a titolo oneroso delle licenze".

Al via l'indennizzo diretto nell'Rc Auto. Le misure per la competitività approvate introducono in tema di Rc auto l'indennizzo diretto: l'automobilista che riceve un danno si dovrà dunque rivolgere alla propria assicurazione e non a quella di altri rendendo così possibile il controllo e la trasparenza dei costi. "Un'altra grossa novità – ha spiegato il ministro Bersani – è il superamento degli agenti monomandatari"; gli assicuratori, quindi, non avranno più l'esclusiva con le singole compagnie assicurative.

Rafforzati i poteri dell'Antitrust. Tra le norme varate oggi dal Cdm c'è anche un rafforzamento e una miglior definizione dei poteri dell'Antitrust.

Più poteri ai comuni per il trasporto pubblico. I Comuni potranno prevedere linee aggiuntive di trasporto pubblico di passeggeri anche dai soggetti privati. L'obiettivo è un servizio pubblico più efficiente e una circolazione più sicura. Introdotta anche una legge delega che fissa i criteri della riforma dei servizi pubblici locali. Una norma garantisce inoltre piena libertà ai comuni di discriminare l'accesso al centro delle città ai veicoli, presumibilmente a quelli più ingombranti e inquinanti.

Shopping a go-go.
Buone notizie per gli amanti dello shopping. Si cancellano i divieti per l'effettuazione di vendite promozionali scontate, fatta eccezione per i saldi o le vendite sottocosto. Sarà poi più facile aprire bottega, visto che non bisognerà più rispettare le distanze minime tra esercizi nè i requisiti professionali (ad eccezione di bar e ristoranti).

Le altre misure. Il pacchetto approvato oggi dal Cdm prevede anche la liberalizzazione della produzione del pane: per aprire un panificio basterà presentare una dichiarazione di inizio attività al Comune; "ma la norma – ha garantito il ministro – non va contro i laboratori artigianali". Inoltre il governo ha licenziato un decreto legislativo per introdurre l'azione collettiva a tutela dei consumatori e degli utenti in conformità con la normativa comunitaria: "Riprenderemo – ha terminato Bersani – il testo approvato dalla camera, nella scorsa legislatura, arricchito con telecomunicazioni, energia ed elettricità".

Mancato versamento dell'Iva. Per contrastare l'evasione fiscale il governo introduce "una nuova fattispecie delittuosa riferita al mancato versamento dell'Iva dovuta a seguito di dichiarazione". E equipara il reato quindi al mancato versamento delle ritenute.
Contemporaneamente "la fattispecie delittuosa dell'omessa presentazione della dichiarazione" viene abbassata: dai precedenti 150 milioni di lire a "50.000 euro di imposta evasa". Viene sottoposta a sanzione penale "anche la compensazione di Iva falsa".

Prodi: "E' una rivoluzione per i consumatori". "Dovevamo cambiare molti settori dove comportamenti ormai settoriali rendevano non facile il passaggio alle nuove generazioni e il sistema meno competitivo". Romano Prodi commenta così il provvedimento del governo: "Oggi abbiamo potuto approvare 'sorprese' per lo sviluppo del Paese. Abbiamo varato – ha spiegato il premier – non solo un'azione rivolta al risanamento dei conti, come era chiaro e previsto, ma anche un'azione di impulso, per la ripartenza dell'Italia". Il presidente del consiglio, per presentare le misure di liberalizzazione del settore dei servizi, parla di "riv
oluzione" che riguarderà "milioni di italiani".

(30 giugno 2006)

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http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Ucciso%20dall%E2%80%99ecstasy%20a%20quindici%20anni/1314691

 

Gianni Bazzoni

Ragazzo di Olbia scaricato dagli amici in strada dopo la discoteca

 

SASSARI. Scaricato per strada, all’altezza della quarta discesa a mare di Platamona. Abbandonato nel momento in cui aveva un grande bisogno d’aiuto. Tradito da ragazzi più grandi di lui, con i quali ha condiviso una lunga notte in discoteca. E’ morto dopo cinque ore di agonia, per una probabile overdose di droghe sintetiche, un ragazzo di 15 anni di Olbia.
 Ieri, a tarda notte, gli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari e i colleghi del commissariato di Olbia stavano cercando di stringere il cerchio attorno alle persone che hanno trascorso le ultime ore in compagnia dell’adolescente. Sentiti diversi testimoni, a Sassari e Olbia. Ascoltati gli operatori del 118 che, poco prima di mezzogiorno, sono intervenuti nel litorale di Platamona per prestare i primi soccorsi al ragazzo. La richiesta è stata fatta con una chiamata anonima e la segnalazione indicava un giovane in preda a una forte eccitazione.
 Il quindicenne è stato trovato sul ciglio della strada: correva, saltava, si buttava per terra, quasi fosse animato da una carica elettrica. Gli operatori hanno fatto fatica a sistemarlo sulla barella e a caricarlo sull’ambulanza. Durante il viaggio verso l’ospedale di Sassari, il ragazzo è stato colpito da una crisi cardiaca che è stata superata grazie alle provvidenziali cure del medico. Quando è arrivato in ospedale, però, il quindicenne ha perso conoscenza ed è stato ricoverato nel reparto di rianimazione in condizioni disperate. I medici hanno lottato per ore per cercare di salvargli la vita, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Intorno alle 17,30 il decesso.
 A quel punto i medici hanno avvertito la polizia. I primi accertamenti hanno fatto emergere il forte sospetto che a causare la morte del ragazzo sia stato un mix di droghe sintetiche (prevalentemente ecstasy). Un attacco devastante su un corpo certamente non abituato a reggere una esplosione velenosa che diventa incontenibile con il trascorrere delle ore. L’unica salvezza, in quei momenti di forte crisi, è rappresentata dai soccorsi immediati, dal pronto trasferimento in ospedale. Gli investigatori della squadra mobile hanno cominciato le indagini, è stato informato il sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria che ha disposto il trasferimento del corpo del ragazzo all’istituto di medicina legale dove oggi il dottor Francesco Lubinu effettuerà l’autopsia. Sarà proprio la perizia a fornire l’eventuale certezza alle prime ipotesi formulate dagli uomini della squadra mobile della questura e del commissariato di Olbia.
 Il viaggio del quindicenne – secondo la sommaria ricostruzione effettuata ieri sera – è cominciato nella serata di sabato a Olbia. Grande appassionato di musica techno aveva focalizzato uno degli appuntamenti più importanti della stagione per il popolo della notte che sceglie il pendolarismo da una parte all’altra della Sardegna. A Castelsarso, al Vogue Disco, c’era – per la prima volta nell’isola – la grande festa con Zenith Dj, uno dei più conosciuti in Italia e all’estero. Migliaia i fans che lo seguono per assistere ai suoi sets. Sonorità elettroniche e classici trance: il quindicenne voleva esserci a tutti i costi alla grande festa. Ai genitori forse ha raccontato una mezza bugia, ha detto di una festa insieme a degli amici, ma a Olbia. Quello che è successo tra la mezzanotte di sabato e mezzogiorno di domenica deve essere ancora definito nei dettagli. Ma alcuni elementi hanno indirizzato gli investigatori su una pista che pare costruita su alcune certezze. Il ragazzo sarebbe arrivato a Castelsardo in auto, in compagnia di alcuni amici di Olbia di qualche anno più grandi lui. A mezzanotte il via della superfesta con il Dj che ha fatto ballare centinaia di giovanissimi. Tutta una filata, con bombardamenti di decibel, luci psichedeliche e qualcosa che – ormai da tempo – sembra avere trovato spazio nelle tendenze giovanili. Forse il quindicenne non si è neppure reso conto se è accaduta qualcosa di strano. Un miscuglio finito nel suo bicchiere, un cocktail senza sapore di quelle droghe di sintesi, quali l’ecstasy, legate spesso ad un uso ricreazionale e – inutile nasconderlo visto che ormai esistono anche studi e pubblicazioni di esperti – a contesti come quelli della musica techno. La festa continua, nessuno si accorge di niente. Dopo la grande adunata notturna, l’iniziativa prevede la colazione, dalle 7,30, nell’Area Mito, per avviare l’after hour. Il ragazzo di Olbia resiste ancora per un po’, poi probabilmente comincia a stare male. Diventa incontenibile. A quel punto qualcuno lo porta via da Castelsardo: gli investigatori della polizia stanno cercando di stabilire se sono gli stessi giovani con i quali era partito da Olbia o se, invece, in quel senso di «comunione e sintonia» creato dalla musica che adorava ha conosciuto altre persone.
 Il quindicenne ricompare poco prima di mezzogiorno a Platamona, all’altezza del quarto «pettine». Solo, elettrizzato, lontano dalla realtà. Non ha nessuno intorno. Niente amici, non c’è più la musica e la festa. L’ipotesi degli investigatori è che sia stato abbandonato da qualcuno che, nel frattempo, ha chiamato il 118 per richiedere i soccorsi. Ma ormai è passato troppo tempo – e se la perizia del medico legale confermerà l’overdose causata da un mix di sostanze sintetiche – e quel fisico di adolescente è già stato duramente attaccato dalla droga dello sballo. Quella che è esplosa come una epidemia. Uno sfacelo indicato nel rapporto dell’Onu: almeno una persona su 100 sopra i 15 anni ne fa uso. Una industria, quella delle droghe sintetiche, che produce e uccide e che può contare, purtroppo, su tanti favoreggiamenti. Quando il ragazzo viene soccorso dagli operatori del 118 riesce a dire anche alcune frasi, poi nell’ambulanza il crollo improvviso. L’arresto cardiaco e la sfida giocata sul filo dei secondi. Il medico lo «riprende», la corsa della speranza prosegue. In ospedale arriva che è ancora vivo, ma le sue condizioni sono disperate. Ricovero immediato in rianimazione, la lunga lotta dei medici fino alle 17,30. Poi tutto si ferma, e comincia la parte più terribile alla ricerche dei perchè. Un quindicenne semplice, pulito, morto tradito da chi l’aveva illuso che poteva essere solo una festa, una notte indimenticabile ad applaudire uno dei suoi miti del panorama musicale. Gli investigatori della squadra mobile schierano tutti i migliori specialisti. Il questore Cesare Palermi segue direttamente la vicenda insieme al dirigente dell’anticrimine Giusy Stellino. Da Sassari a Olbia, un filo unisce le due realtà per cercare la soluzione del caso. La comunicazione viene data alla famiglia. Prima attraverso la sorella maggiore del ragazzo che si trova a Porto Cervo. I genitori partono per Sassari, arrivano in ospedale. Il ragazzino che amava la musica non c’è più. Non può continuare gli esami per la licenza media, non può fare più niente. Il viaggio è finito nel giorno che per lui doveva essere straordinario. Anche la notte è cambiata. Gli investigatori cercano. Per scoprire chi ha abbandonato quel ragazzo nel momento del bisogno. Una mano tesa poteva salvargli la vita. Invece ha prevalso il frastuono dell’indiff
erenza e della fuga dalla realtà.

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Fable a Rimini 
RIMINI - Non costa nulla una centrifuga dentro la lavatrice dell’amore. A vederla è grosso cubo con oblò e comandi: si entra con una maglietta bianca e si esce tinteggiati di rosa. E’ una delle tante curiosità (ma ci sarebbe anche il rito del matrimonio celebrato nelle cabine o la passeggiata di 10 km sotto i lampioni dell’amore) della Notte Rosa, la maxi festa in programma sulla riviera romagnola nella notte fra sabato 1 e domenica.2 luglio. (www.lanotterosa.it).
La filosofia è la stessa delle notti bianche, lanciate a Roma da Walter Veltroni: negozi, musei, piazze aperti tutta la notte. Ma la Notte Rosa romagnola sarà diversa perché non coinvolgerà una sola città, ma l’intera costa dell’Emilia Romagna: 110 chilometri dai Lidi di Comacchio giù fino a Cattolica e ben quattro province (Ferrara, Ravenna Forlì Cesena e Rimini). E poi rosa. Perché è il colore dell’amore e della dolcezza. Nella notte speciale tutto sarà in tinta: arredi urbani, luci, addobbi (a Bellaria sono già pronte 13.000 rose).
C’è persino la piadina rosa che si è inventata un chiosco di Rimini. «ll massimo sarebbe – dicono gli organizzatori cioé le amministrazioni pubbliche del territorio – che tutti indossassero qualcosa di quel colore». Sono attese oltre un milione di persone da tutt’Italia per sciamare fra concerti (dalla Nannini a Cattolica a Carmen Consoli a Riccione), spettacoli cult come la Notte della Taranta sbarcata dal Salento a Rimini, letture medioevali, sfilate di moda, musical, il festival delle etichette indipendenti, mattutini gregoriani (alle 3 di notte a Rimini), liscio a Gatteo Mare, sonate di Mozart all’alba a riva a Cesenatico.
Il momento più cinematografico a mezzanotte quando l’intera costa sarà illuminata da una delle più grandi coreografie pirotecniche mai ideate al mondo: 110 km di fuochi artificiali. Aperte le spiagge dove si farà davvero di tutto. Si ballerà o si parteciperà alla composizione di un mandala collettivo con le pietre di fiume e sabbia di mare (nelle spiagge di San Giuliano e Rivabella fino all’alba). Si giocherà a beach volley, a caccia al tesoro, si seguiranno talk show o lezioni di yoga sotto le stelle. Per il resto, ecco immancabile la spolverata di celebrità: Sabrina Ferilli a Riccione, Irene Grandi, Alberto Fortis ed Eugenio Finardi al porto di Rimini, Stadio e Sugarfree a Lido degli Estensi, Milva, Fabio De Luigi (che leggerà poesie del poeta romagnolo Eraldo Baldini) Jo Squillo.
Ma dietro agli ettolitri di aperitivi rosa, ai quintali di zucchero filato rosa, al manipolo di «azdore» arruolate a Misano per insegnare come si fa una vera piadina, tutta l’operazione ha un obiettivo preciso: cambiare l’immagine delle notti in riviera. La parola d’ordine è far dimenticare le notti trasgressive e le discoteche pazze dove mezz’Europa ha ballato per tutti gli anni ’90. Quelle stesse notti scatenate che avevano salvato diverse stagioni quando il mare era in crisi, adesso non sono più in auge in riviera. Il messaggio è che la notte è diventata buona: si balla a piedi nudi in spiaggia; la serata comincia alle 7 di sera con il rito dell’aperitivo. E non più all’una di notte.
Fra tanta dolcezza; chissà che qualcuno non incontri l’ amore. Questo week end in riviera è atteso anche uno dei più grandi raduni di single (www.cincontriamo.it). Oddio, cercare l’anima gemella non sarà proprio rilassante, vista l’agenda fittissima di aperitivi, drink in spiaggia e – novità – di party tecnologici. I partecipanti riceveranno un ciondolo con un microchip dove sono memorizzati numero di cellulare, nick name e preferenze. Alle feste un’antenna incrocerà i dati e farà i primi abbinamenti. L’iscritto comincerà così a ricevere sms e proposte di chat da persone che hanno buone affinità con lui. Povero Cupido, può andare anche in pensione, adesso, al posto delle frecce si usa un microchip.
 
Daniela Camboni

30 giugno 2006
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-Vendere la società a un big straniero. O lasciarla fallire. Sono le uniche strade. Così si schierano gli esperti. Mentre il dossier plana sul tavolo del governo-

(da "L'Espresso e dal sito http://www.md80.it/article.php/2006060607283043)

Doveva essere l'anno della rimonta. E invece sarà per un'altra volta. Perché per l'Alitalia i dati del primo trimestre 2006 sono quelli di un'autentica débâcle. Mentre il business internazionale del traffico passeggeri cresce (più 5,9 per cento, secondo la Iata), e tutti i principali vettori continuano a guadagnare, la compagnia italiana precipita.
E non solo in Borsa. I ricavi netti consolidati lasciano sul campo oltre il 3 per cento. La perdita operativa sale a da 118 a 129 milioni. E il risultato prima delle imposte peggiora di 15 milioni, a quota 157.

Asserragliato nel quartier generale romano della Magliana, il presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è sull'orlo di una crisi di nervi.
Nei giorni scorsi ha dovuto incassare un formidabile uno-due: lo stop ai voli per la Sardegna (a causa di un ritardo nella presentazione dell'offerta) e il congelamento dell'acquisizione di Volare, deciso dal Consiglio di Stato.
Quindi è arrivata la tegola del disastroso bilancio trimestrale. Lui ha provato a difendersi dando tutta la colpa al rincaro del carburante.
È stato poco convincente: la Lufthansa guadagna e i suoi aerei non vanno mica a pedali.
Così, i sindacati, che già avevano giudicato poco credibili i conti del 2005 (sui quali aveva storto il naso anche il revisore Deloitte & Touche), hanno ricominciato a chiedere la sua testa.
Anche perché hanno scoperto che, a fronte dei sacrifici chiesti ai dipendenti, Cimoli non è stato lì a lesinare sul proprio stipendio.
Le cifre parlano chiaro. Nel 2004 il compenso risultava pari, su base annua, a 2.269 milioni di euro. Dal progetto di bilancio 2006 reso noto il 16 marzo è saltato fuori che per quest'anno la cifra è salita a 2.786 milioni, con un incremento di quasi il 23 per cento.
A titolo di raffronto, il capo dell' Air France, Jean-Cyril Spinetta, nel 2004 era fermo a quota 710 mila. Con la differenza che la sua azienda fa soldi. L'Alitalia li brucia.

Il dossier è sul tavolo del governo. Così, mentre il ciarliero neo-ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha aperto le consultazioni, è ripartito l'annoso dibattito sul che fare dell'Alitalia: abbandonarla a se stessa e aspettare che porti i libri in tribunale o continuare a finanziare i suoi deficit.
'L'espresso' ha girato la domanda a cinque osservatori eccellenti. Ecco cosa ne pensano.

Giorgio Fossa, già presidente della Confindustria, ex numero uno della Sea (la società degli aeroporti milanesi) e della compagnia Volare, oggi advisor nel settore del trasporto aereo: "La Klm è stata comprata dall'Air France.
I passeggeri non se ne sono neanche accorti, perché sulla coda degli aerei c'è ancora la corona olandese.
L'unica differenza, per loro, è che il servizio è migliorato.
Per l'Alitalia si dovrebbe seguire la stessa strada: cederla a un grande vettore internazionale interessato ad acquisire un marchio ancora importante e un ricco bacino di traffico.
L'alternativa è che faccia gruppo con le altre compagnie italiane. Perché una cosa è certa: da sola non ce la può fare.
I concorrenti riescono a guadagnare quando riempiono un aereo al 65 per cento; l'Alitalia perde anche quando vende l'80 per cento dei posti. Vuol dire che ha tariffe sballate e costi troppo alti.
Per un motivo semplice: con gli aerei vecchi la manutenzione diventa dispendiosa e i consumi esagerati".

Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl: "Un paese come l'Italia, che deve riuscire a vendere la sua immagine all'estero, non può fare a meno del biglietto da visita rappresentato da una grande compagnia aerea di bandiera.
Occorre dunque procedere sulla strada del risanamento e del rinnovo della flotta, puntando su un'alleanza internazionale e ricordando che non esiste solo l'Air France.
Cimoli ha fatto bene sul piano finanziario. Ma senza una riorganizzazione industriale non si va da nessuna parte. Quanto ai sindacati, avranno pure le loro colpe, perché hanno capito la situazione con ritardo.
Ma il clientelismo è figlio della politica. E, se nessuno può dirsi innocente, è chiaro che quando un'azienda non funziona la responsabilità è di chi la gestisce e non certo di chi ci lavora".

Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, ex consulente della Banca mondiale: "Per l'Alitalia c'è una sola ricetta: bisogna lasciarla fallire, trasferendo i soli servizi redditizi in un'altra società da piazzare sul mercato.
Il resto va chiuso. Dando una mano a chi perde il posto: ma senza esagerare, perché finora i dipendenti hanno guadagnato molto senza lavorare altrettanto.
A beneficiare del fallimento sarebbero tutti gli altri italiani, perché l'arrivo in massa di tante Ryanair farebbe crollare le tariffe. Sarebbe l'avvento di un'alta velocità a costo zero.
Il problema di Alitalia è quello di una gestione tutta politica, al cui interno la compagnia dispensava favori ai partiti in cambio della garanzia di non fallire. Il risultato è che per far contenti tutti si ritrova una flotta Arlecchino, che comporta enormi costi di gestione, e paga il carburante molto più dei concorrenti.
È ora di finirla. Del resto, la società ormai è stata privatizzata, anche se fittiziamente, come dimostra il fatto che non si sono visti né sentiti azionisti in cerca di ragguagli sui conti. Quanto a Cimoli, è un bravissimo risanatore, con il denaro pubblico però. Il suo piano non era credibile. Serviva solo a superare le elezioni".

Nicola Rossi, economista e deputato Ds, già consigliere economico di palazzo Chigi: "Con Alitalia gli italiani il conto lo pagano due volte.
Quando comprano i suoi biglietti, che sono troppo cari. E quando vengono chiamati a ripianarne il deficit, a colpi di tasse.
Se questo è il prezzo per avere una compagnia di bandiera, allora lasciamo perdere.
Il fatto è che manca una strategia: Alitalia continua a sperare di cavarsela mantenendo rendite di posizione sul circuito domestico.
Ed evitando di affrontare la concorrenza. Un disegno miope. Il vero nodo, comunque, è quello delle alleanze".

Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane e consigliere di Rothschild Italia, già advisor del ministero dell'Economia per Alitalia: "Sono contrario all'accanimento terapeutico e non credo che avere una compagnia di bandiera sia d'obbligo. L'obiettivo deve essere quello di un'alleanza internazionale che salvaguardi alcuni aspetti: penso alle rotte non redditizie, ma che vanno comun
que assicurate.
Troppo spesso Alitalia è stata tirata per la giacchetta dalla politica, che le ha affidato una doppia missione: far volare gli italiani ed essere un punto di riferimento per i problemi dell'occupazione e dell'industria fornitrice.
Ora bisognerebbe fare chiarezza sul suo ruolo.
E procedere a quella cura da cavallo che pochi manager hanno osato prefigurare, vedendosi sempre e sbattere la porta in faccia. Ma in realtà temo che ormai dobbiamo rassegnarci ad assistere a una lunga agonia.
(Stefano Livadiotti-L'Espresso)

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Il Consiglio dei Ministri ha accolto la proposta del Ministro della Salute Livia Turco di sopprimere, con apposito emendamento, la norma approvata dal Parlamento nel febbraio scorso (comma 5 dell’articolo 2 della legge 43 del febbraio 2006), con la quale il mandato di parlamentare e di consigliere regionale veniva equiparato all’esperienza quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti o aziende pubbliche o private, ai fini di concorrere all’incarico di direttore generale delle Asl.Con tale decisione il Governo ha mantenuto l’impegno, preso prima delle elezioni, di cancellare una norma che da subito è apparsa sbagliata nella forma e nel merito .“Non si può chiedere a gran voce efficienza, rigore, appropriatezza e competenza nella sanità e poi – ha dichiarato il Ministro Turco – varare una norma, come quella che oggi abbiamo cancellato, che di fatto avrebbe aperto la direzione generale di Asl e Ospedali a persone che, senza nulla togliere all’importanza dell’esperienza di parlamentare o di consigliere regionale, non possono essere certo considerate esperte di gestione e organizzazione di azienda. La politica è una cosa – ha aggiunto – la gestione della sanità pubblica è un’altra e le due cose devono essere ben distinte. In questo senso tra le priorità di questo Ministero c’è la grande questione del governo clinico, inteso come coinvolgimento e responsabilizzazione nelle scelte strategiche e gestionali del sistema di tutti i professionisti sanitari che vi operano. In tal senso è mia intenzione avviare quanto prima un confronto con le Regioni e le professioni mediche e sanitarie al fine di creare le condizioni per un nuovo modo di gestire la sanità, che tenga conto in primo luogo delle esigenze e dei bisogni assistenziali dei cittadini ”.Nello stesso Consiglio dei Ministri è stato anche espresso parere favorevole all’ipotesi dei contratti per la dirigenza medico-veterinaria e per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del Servizio sanitario nazionale, per il II biennio 2004/2005. “Come sottolineato nel programma dell’Unione – ha dichiarato il Ministro Turco – occorre ridare fiducia agli operatori della sanità e questo si fa chiudendo i contratti nei tempi giusti, contrastando la precarizzazione, migliorando le condizioni di lavoro, investendo nella formazione e, prima di tutto, dando alle centinaia di migliaia di professionisti della salute che ogni giorno operano con rigore, appropriatezza e dedizione, il giusto ruolo che devono avere nella sanità”.

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Poche settimane fa un mio amico ha avuto la brutta esperienza di chiamare il 117 per segnalare una mancata emissione di ricevuta/scontrino e si è sentito rispondere che "deve essere sicuro che loro fossero tenuti ad emetterle lo scontrino",  "che sarebbero arrivati non prima di un'ora e mezza e che ci voleva un'ora per redigere il verbale" . Non poteva far altro che salutare.

Questo sarebbe il braccio operativo dell'Agenzia delle Entrate.

Ieri sera in uno dei locali piu' carini di Padova, inuagurato pochi mesi fa in via Vicenza, di fronte alla penso cinquantesima mia consumazione in pochi mesi sempre senza scontrino fiscale, e dopo aver saputo dal componente d'esame in materia fiscale che in Camera di Commercio presiede agli esami REC  che di recente è stato (in sordina, a quanto pare) ripristinato per TUTTI i pubblici esercizi, che abbiano aderito o no al concordato fiscale, l'obbligo di emettere lo scontrino fiscale, ho chiesto al barista (studente peraltro) se c'era un motivo per cui fossero esentati dall'obbligo di emettere scontrini e con un bel sorriso e apostrofandomi con un "cattiveria!" mi ha battuto i 13 euro .

Non è successo ovviamente per la consumazione successiva. Già. E il problema, secondo i miei conoscenti di destra , sarebbe la tassa sul casello o sui gipponi. Diciamoci la verità. In questo paese (sì, con la p minuscola), anche le persone come me che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, sono stanche di lottare per un pezzo di carta (lo scontrino), se vedono che tutti gli altri si disinteressano alla pratica comune dell'evasione fiscale. E l'unico modo per far pagare qualcosa a questi signori, è di tassare le auto o l'effettivo utilizzo dei servizi. Tassino pure le rendite finanziarie. Che tutti gli italiani abbiano azioni in Borsa , e che quindi vengano penalizzati anche i piu' poveri , è una grande bugia. Detta dalla metà dell'Italia che in questi 5 anni di governo Berlusconi con i prezzi di "libero mercato", ci ha guadagnato eccome. 

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L'editorale di Giorgio Melis – www.ilpadova.it

In un Paese moralmente scostumato come è ben hiaro sia l'Italia, gramscianamente si dovrà ribadire,parafrasando, che l'onestà è rivoluzionaria.
Dunque, è ora di pagare: le tasse. L'emergenza fiscale  la madre della questione moral-legale. L'evasionee l'elusione dilaganti non sono più solo una devastante niquità che uccide il senso della giustizia socialenel cuore di milioni di cittadini. Si arriva alla depressione el denunciare uno scandalo mille volte insabbiato. Indignarsistanca: ma non si può smettere. Uno scandalo permanente, incoraggiato dal condono-continuo del nefastolustro berlusconian-tremontiano. Istigazione al delinqueretributario. Beffa e stangata per i contribuentionesti (anche se per forza): costretti a pagare le tasse anche per i felloni che le sfuggono. Non è più e solo unfenomeno di massa senza uguali nell'Occidente. Un Paese col 25 per cento del Pil sommerso, sconosciuto al fisco.Un'evasione-elusione da 200 miliardi (400 mila di vecchielire). Foto e didascalia di un'Italia in nero: da arrossire di vergogna. Ma soprattutto una voragine nei conti pubblicidissestati dal Polo. Un'emergenza economica mentre anche la Corte dei conti manda a dire che siamo quasi al capolinea: per il risanamento non basta neanche una stringente riforma delle pensioni. Non possono pagare ancora e sempre i soliti milioni di noti. Cornuti e mazziati.
Scorticati dal fisco. Con i servizi sociali falcidiati. Mentre il fisco di Tremonti arricchiva gli straricchi dellegrandi rendite, legalizzava il falso in bilancio, garantivagli evasori in danno dei tartassati del reddito fisso. La lotta vera all'evasione è stata, tranne per brevi periodi virtuosi, una chimera. Un flatus vocis infine gridato perfino da Berlusconi: con una faccia di bronzo da Guinness dei primati. Nessuno dimentichi che gli evasori-elusori spesso riescono a scansare anche i ticket mentre fruisconodei benefit pensati per i meno fortunati: tasse universitarie, servizi sanitari e quant'altro. Se non ora, quando sideve incidere col bisturi un'enorme piaga purulenta? Prodi l'annuncia: parole e musica di Visco. Lo chiamavano Dracula: i complici degli evasori. Certo, con quella facciaun pò così e le occhiaie inquietanti, è stato facile usare la fisiognomica per criminalizzarlo. Ma è da rivalutare. Per tassare di più chi nasconde molto o tutto, e meno chi non può sottrarre un euro. È ora di pagare: con equità. 

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Abbiamo intrapreso, con ruoli e impegno diverso, una lotta di lunga durata contro il fenomeno della criminalità organizzata, in tutte le sue forme, partendo dallo straordinario Movimento di ribellione e di riscatto civile nato in seguito al barbaro omicidio del dott.Franco Fortugno, Vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, avvenuta il 16 ottobre 2005.

         Il nostro urlo, ispirato al lenzuolo bianco esposto il 17 ottobre dai ragazzi del Liceo Scientifico di fronte al Tribunale di Locri, e racchiuso poi nello striscione “E adesso ammazzateci tutti”, ha lasciato il posto ad iniziative concrete di mobilitazione e sensibilizzazione.

         La grande manifestazione del 4 novembre 2005, il “patto etico per la legalità” con tutti i politici calabresi del 25 marzo di quest’anno, il 1° maggio nazionale con i sindacati, la manifestazione del 2 giugno al “Valantain” ed altri importanti appuntamenti ci hanno consentito, insieme alla realizzazione del sito www.ammazzatecitutti.org con un forum telematico che coinvolge oltre 1200 iscritti da tutta Italia, di approfondire le questioni più attuali che questa lotta pone a chi vuole cambiare lo stato di cose presenti.

         Abbiamo perciò deciso di perseguire alcuni obiettivi di grande rilevanza per concretizzare la nostra lotta:

  • disegno di legge “Lazzati” per impedire ai mafiosi – che già non possono votare – di fare campagna elettorale e ai politici di cercare il loro sostegno;
  • revisione della legge sulla confisca dei beni di provenienza illecita e loro assegnazione, in modo da rendere praticabile e produttivo il loro uso;
  • lotta all'evasione totale, nella quale alligna il ricatto delle cosche sui lavoratori e si concretizza la peggiore concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari;
  • maggiore sostegno alle imprese che denunciano il “pizzo” sull'esempio di Palermo;
  • centralizzazione degli appalti;
  • diffusione nelle scuole e nella pubblica amministrazione della cultura della legalità, contro la pratica del “diritto-favore”.

            “La mafia è una manifestazione degli uomini e come tutte le cose degli uomini ha un inizio ed una fine”  diceva Giovanni Falcone. Noi ci crediamo, ma vorremmo che le istituzioni fossero al nostro fianco per dare forza e sostanza a questa speranza.
Certo non ci incoraggiano alcune situazioni che stanno venendo a crearsi, come la presa di posizione del presidente degli imprenditori calabresi Pippo Callipo, che minaccia di gettare la spugna, o ancora il fatto che – nonostante alcuni lodevoli ed importanti risultati – troppi omicidi rimangono senza autori e senza mandanti e infine – ma non meno  importante – il fatto che, in questo primo anno di attività, non ha certo brillato per efficienza la Commissione regionale antimafia calabrese (come anche diverse Commissioni speciali antimafia delle altre regioni del Mezzogiorno).

            Noi chiediamo, alla luce soprattutto di quanto contenuto nella relazione della Commissione Nazionale Antimafia, che vede nella ‘ndrangheta “la più potente delle organizzazioni criminali del mondo, ancor più forte di Cosa Nostra”,  che la nuova Commissione regionale antimafia della Calabria, riunitasi solo il 21 luglio 2005 ed il 24 ottobre dello stesso anno, si faccia invece parte attiva di questo processo di cambiamento, aprendosi più alla società ed ai movimenti antimafia che al mondo politico, diventando un interlocutore attivo che sposta più in alto l'intervento, coinvolgendo a sua volta, magistratura, D.I.A., forze dell'ordine, prefetture e forze politiche e sociali.

            Solo con interventi concreti e mirati si può vincere questa lotta di civiltà.
            E' ora di passare dalle analisi sociologiche alle proposte e da queste ai fatti.
            Facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia e la legalità.

Anna e Giuseppe Fortugno
Rosanna Scopelliti

 

(la lettera aperta potrà essere sottoscritta da ogni cittadino sul sito www.ammazzatecitutti.org)

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Subject:  Fwd:Giudicate voi!!!!!!
Date:  Tue, 27 Jun 2006 11:41:10 +0200
>E qui chi ha votato sinistra dovrebbe riflettere.
>
>valutando i primi 30 giorni del Governo Prodi:
>
>Proposte:
>- amnistia per delinquenti
>- tassa ai caselli
>- tassa sui gipponi
>- aumento IVA
>- spartizione RAI
>- ritiro dallIraq togliendo così aiuto a una popolazione in crisi
>
>Azioni già attuate:
>- scarcerazione di un terrorista
>- ritiro di decreti attuativi sulla scuola
>- 99 tra ministri, viceministri e sottosegretari che costerà alle nostre tasche ben 1,2 milioni di euro al mese. Ogni anno ben 14,7 milioni di euro.
>Ma forse quello che fa più ribrezzo e che costerà esattamente il 230% in più del precedente governo.
>
>
>COMPLIMENTI PRESIDENTE PRODI!
>BEL MODO DI INIZIARE E COMPLIMENTI ANCHE A CHI TI HA VOTATO!
>
>P.S.: ma per gli onesti cittadini non c'è nessuna novità?
>
>A questo punto conviene fare i delinquenti tanto poi c'è l'amnistia…. Che vergogna
>
>
>E dovere di ogni cittadino girare questo annuncio, visto che i giornali non lo fanno
>
>P.S. da notare che nel frattempo il numero dei ministri, vice e sottosegretari e' aumentato a 102
>Meditate gente, meditate