Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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Alex Lustig ha scritto:

> Nel 1929, come tutti sanno, scoppiò la prima grande bolla speculativa
> in senso moderno, ed i listini di Wall Street precipitarono. La Borsa
> Valori di cent’anni fa era appannaggio di pochi, in quanto l’operaio ed
> il contadino tiravano a campare alla meno peggio, e gli impiegati
> sembravano usciti dai racconti di Dickens.
> Queste le conseguenze a breve della linea politica di Prodi.
> Votate quello che volete, ma sappiate almeno la verità.

Mi pare che l’economia del 1929 avesse ben altri problemi oltre questo.
Siamo ben lontani dal periodo d’oro precedente a quella esplosione e se
lo siamo, è perché la società non è solo rendite finanziarie. La società
italiana accumula capitali e non reinveste, non solo per il divario di
tassazione ma anche per una serie di clientele e favori al ceto alto
effettuati in misura maggiore del solito da questo governo.
Altro dato: in U.S.A. le rendite finanziarie sono tassate molto più che
da noi e così in tutta Europa. Guarda un po’, quelli a crescita zero
siamo solo noi, che abbiamo avuto un governo che ha puntato tutto sul
meccanismo che dici tu: stimolare le rendite finanziarie come locomotiva
del paese.
Beh, la sai una cosa? HANNO FALLITO.
Poteva essere una buona idea, ma non ha funzionato, ma loro non lo hanno
ammesso né hanno alcuna intenzione di cambiare idea.
Le clientele e la tutela dei capitali in italia producono solo una cosa:
stagnazione, divario sociale, soprusi.
La tua analisi è parzialmente corretta e ben formulata, ma nessuna
teoria è “verità” se non è corroborata dai fatti e qui i fatti la
smentiscono chiaramente.
Votate chi vi pare, ma non chi nega la realtà.

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Nella lingua spagnola il verbo SER ha un’importanza fondamentale per quanto concerne la possibilità di rappresentare verbo di esistenza e verbo qualificativo, mentre nella sua funzione di verbo ausilare a differenza dell’italiano “essere” il “SER” spagnolo si utilizza esclusivamente nelle forme passive dei verbi transitivi, esso a sua volta presenta come proprio ausiliare il verbo “HABER”.

Gerundio Siendo
Participio Sido
Presente indicativo (presente indicativo)
Yo soy
Tú eres
Él es
Nosotros somos
Vosotros sois
Ellos son
Imperfetto (preterito imperfecto)
Yo era
Tú eras
Él era
Nosotros éramos
Vosotros erais
Ellos eran
Passato remoto (preterito indefinido)
Yo fui
Tú fuiste
Él fue
Nosotros fuimos
Vosotros fuisteis
Ellos fueron
Futuro (futuro imperfecto)
Yo seré
Tú serás
Él será
Nosotros seremos
Vosotros seréis
Ellos serán
Condizionale (potencial simple)
Yo sería
Tú serías
Él sería
Nosotros seríamos
Vosotros seríais
Ellos serían
Congiuntivo presente (subjuntivo presente)
Yo sea
Tú seas
Él sea
Nosotros seamos
Vosotros seáis
Ellos sean
Congiuntivo imperfetto (preterito imperfecto)
Yo fuera – fuese
Tú fueras – fueses
Él fuera – fuese
Nosotros fuéramos – fuésemos
Vosotros fuerais – fueseis
Ellos fueran – fuesen
Del futuro congiuntivo in disuso ne abbiamo gi{ parlato nell’intervento sul verbo Haber.
Imperativo (Imperativo presente)
Sé tú (sii tu)
sed vosotros (siate voi)

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Diario, Micromega, Beppe Grillo hanno pubblicato informazioni terrorizzanti su un possibile grosso broglio elettorale sugli 11 milioni di voti che verranno scrutinati elettronicamente in 4 regioni.

“Enrico Deaglio ha posto una domanda al Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu con il suo servizio nel settimanale “Diario”:
“Esiste la possibilità di brogli elettorali con l’introduzione dello scrutinio elettronico?” Una domanda inquietante che riguarda 11 milioni di elettori, quattro regioni italiane: Liguria, Puglia, Sardegna e Lazio.
In sostanza l’esito delle prossime elezioni.
Lo scrutinio elettronico, del costo di 34 milioni e 620 mila euro, prevede l’inserimento in 12.680 sezioni dei voti scrutinati da parte di personale dell’Adecco (personale reclutato in tutta fretta nelle ultime settimane); i dati, dopo essere stati verificati con quelli scrutinati manualmente, saranno copiati su una chiavetta Usb; la chiavetta sarà portata a mano ad un computer, normalmente presente in un istituto scolastico, in cui verranno scaricati i dati che, quindi, saranno trasmessi al Viminale.
Alla domanda di Deaglio vorrei aggiungere le mie:
- perchè è stata decisa con procedura d’urgenza e a trattativa privata l’assegnazione del software, dell’hardware, della consulenza e della gestione operativa per lo scrutinio elettronico alle società EDS, Accenture, Telecom Italia e Adecco, adducendo motivi di urgenza, quando le elezioni politiche erano pianificate da cinque anni?
- quali procedure sono state messe in atto per la sicurezza dei dati nei diversi passaggi, in particolare come si può avere la certezza della non manomissione o copia della chiavetta Usb e della protezione delle linee collegate dai siti scolastici al Ministero?
- se corrisponde al vero la denuncia per un utilizzo illecito dell’applicazione informatica usata per lo scrutinio elettronico da parte della società sarda Ales srl contro la società Eds e la conseguente diffida all’uso del software al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Innovazione.

Chiedo inoltre al Ministro Pisanu se il risultato dello scrutinio elettronico pervenuto al Viminale sarà conteggiato al posto di quello manuale e, in questo caso, in presenza di contestazioni, quali sono i tempi previsti (ore, giorni, mesi?) per ripristinare il conteggio determinato dal voto manuale.

Infine, pretendo che siano rese pubbliche nei dettagli le procedure di sicurezza attuate, che immagino sicuramente previste, e la copia del codice del software utilizzato (quindi la sequenza delle istruzioni).

Comunque, se già non fosse così, richiedo che lo scrutinio elettronico non abbia alcuna validità ai fini del conteggio delle votazioni. Se lo scrutinio elettronico avesse anche la minima influenza sul conteggio delle votazioni ne chiedo la sospensione immediata.”

Antonio Di Pietro

Incredibile ma vero: il governo ha assegnato l’appalto per la gestione di questo servizio senza gara pubblica e le ditte che hanno ricevuto l’incarico sono piene di amici e parenti degli amici del Presidente Cappellone. Tra queste aziende spicca Accenture, la societa’ che e’ stata coinvolta nello scandalo dei brogli elettorali in Usa (vi ricordate il conteggio dei voti in Florida? Vedi Censura 2005 e 2006 http://www.commercioetico.it/libri/informazione-alternativa.htm). Allora la societa’ si chiamava Andersen Consulting e collaborava a certificare i bilanci falsi della Enron… Vi ricordate? Una delle piu’ grandi truffe del millennio…

In Usa i sospetti sui brogli alle ultime elezioni (vedi “Tutto in vendita” edizioni Nuovi Mondi Media http://www.commercioetico.it/libri/informazione-alternativa.htm) sono partiti dai cinque milioni di voti di scarto tra i sondaggi e i risultati elettorali.

Una campagna elettorale nella quale nei maggiori partiti dell’Unione ci sono ancora candidati pregiudicati (fanno eccezione Italia dei Valori, Verdi, Comunisti, la Rosa nel Pugno e Rifondazione). E dove il popolo stanco della vecchia politica non si sente rappresentato, visto che si e’ impedito alle Liste Civiche, che sarebbero state una vera novita’, di presentarsi apparentate con l’Unione.

A questo punto anche i ciechi possono vedere che ci giochiamo i destini del Paese in questi prossimi dieci giorni.
Non so come segnalare altrimenti l’urgenza e il pericolo.
E mai come ora l’impegno nostro, di quella piccola minoranza di gente strana che si ritrova in questa zona del web e dell’anima, sara’ importante.

Ritroviamo la forza dell’indignazione!

La stessa che ha dato a Franca Rame, la determinazione a presentarsi al Senato insieme a Leoluca Orlando e parte delle Liste Civiche, all’interno delle liste dell’Italia dei Valori. Questa lista e’ cosi’ diventata anche il punto di raccolta della protesta contro le scelte miopi e vecchio stile dei partiti della sinistra.
Franca Rame si e’ candidata proprio perche’ crede, e io con lei, che la sua presenza nelle liste e il suo progetto per spendere (se sara’ eletta) tutto lo stipendio da senatrice per monitorare e denunciare lo spreco di Stato possa essere un buon motivo per votare per alcuni che altrimenti non troverebbero la forza di superare l’allergia ai riti della politica e andare a mettere il foglietto nell’urna.

La candidatura di Franca Rame ha avuto una grande risonanza in certi ambienti ma a pochi giorni dal voto ci rendiamo conto che molti non ne sono neppure a conoscenza.
E molti di piu’ non si rendono ancora conto di quel che sta succedendo.
E mi riferisco a amici e conoscenti che incontro e che vedo completamente avulsi da questo problema che stiamo vivendo e che disgraziatamente riguardera’ tutti nei prossimi cinque anni.
Allora credo che sia il caso che chi ha capito la gravita’ di questo bivio si mobiliti. Termine obsoleto da vetero leninista, me ne rendo conto. Trovane uno migliore. Ma dacci una mano!

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L’ho sentita prima al tg regionale, da un ragazzo di diciott’anni, studente:”Non posso cambiare il mondo, ma posso aprire gli occhi di chi può farlo.” Bella. Parole, ma sempre meglio di quello che sento dalle persone con cui, volente o nolente, mi trovo ad avere a che fare.

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Mi scivola il telecomando su TG2 “dieciminuti”, un programma che dura ben dieci minuti e che ieri si occupava della strage di Bologna. Un magistrato che annuncia una nuova “pista” che non porterebbe al terrorismo di destra ma ai servizi segreti russi , terroristi palestinesi, ecc. Tre minuti a testa per parlare. IL presidente dell’ass. vittime della strage di Bologna, indignato, spiega che quella pista non è per nulla nuova ma era stata già presa in considerazione , per pochi giorni, e poi accantonata, subito dopo l’attentato. Perchè tirarla fuori ora ? E poi, troppe ipotesi non dimostrate: il presunto capo del commando, in Germania, è stato condannato per una truffa sui libretti postali. Ma non c’è tempo, il programma dura solo dieci minuti. Io non ci capisco nulla. Subito dopo, spazio ai reality. Cambierà qualcosa, se se ne andranno i 4 Calderoli-Fini-Berlusconi-Giovanardi ?

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da http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/cronaca/rivopendola/annonero/annonero.html#

MILANO – Il 2005 delle ferrovie italiane – in attesa della Tav – va mestamente in archivio sotto il segno di un nuovo modello di (dis) servizio: il treno a bassa velocità. Quest’inverno la puntualità delle Fs – già alle prese con cimici e zecche – ha toccato minimi storici. Trasformando in un incubo quotidiano il viaggio di 1,5 milioni di pendolari. Tra dicembre e gennaio – secondo i dati ufficiali – gli arrivi con meno di 5 minuti di ritardo sono stati tra il 73 e l’85%. Ben al di sotto dell’89% di media del 2004 e al 90% previsto nel 2005.

Non solo. Il dato aggregato – secondo gli utenti – nasconde situazioni prossime al collasso sui collegamenti (e negli orari) più delicati, i nodi attorno a Milano, Roma, Torino e Genova. In Lombardia le Ferrovie hanno riconosciuto uno sconto del 20% a molti pendolari per aver “sforato” i parametri di puntualità su diverse tratte (19 su 29 a dicembre, 18 a gennaio) con ritardi attorno al 15-20%.

La Regione Piemonte ha costretto Trenitalia a far viaggiare gratis a febbraio 60mila abbonati per risarcirli delle cancellazioni e dei disservizi. La Liguria dopo le 500 soppressioni di dicembre ha denunciato l’azienda per interruzione di pubblico servizio e poi ha congelato il pagamento di una tranche del contratto di servizio – i soldi pagati per garantire i treni locali – in attesa di miglioramenti. Molte regioni, Marche in testa, hanno minacciato di rescindere gli accordi con le Fs per riassegnare a nuovi investitori (dall’estero c’è già la fila) i trasporti su rotaia.

Trenitalia getta acqua sul fuoco. I guai invernali (7mila treni soppressi solo a dicembre) – spiegano – sono dovuti anche a cause eccezionali. E già da fine gennaio la puntualità – grazie anche a una centralizzazione delle responsabilità in azienda – è in netto miglioramento. Lunedì 20 marzo, secondo dati interni, si è toccato il record positivo del biennio con il 98% degli Eurostar, il 95% dei convogli a lunga percorrenza e il 91% dei regionali arrivati puntuali.


Il blackout dei mesi scorsi ha però altre spiegazioni: il nuovo orario è la prima. “L’impressione è che sia stato progettato per favorire Intercity ed Eurostar che rendono di più” spiega Claudio Dahò, portavoce degli utenti ferroviari lombardi. In effetti sono saltati diversi locali e molte coincidenze. E il viaggio Milano-Genova in interregionale si è addirittura allungato di 20 minuti.

Disagi per cui Trenitalia ha già recitato un mea culpa avviando un piano d’emergenza (al via da ieri) che prevede un aumento dei treni ad alta frequentazione, il ripristino dei 16 interregionali cancellati a dicembre e l’introduzione di nuove fermate. Ma anche promettendo di rivedere l’orario quattro volte l’anno invece che due.

Il disastro di fine anno ha comunque ragioni più antiche. Nel vero senso della parola. L’età media dei locomotori italiani è di 22 anni, il doppio degli standard europei. Quella delle carrozze e delle rotaie è ancora più alta. E gli “acciacchi” sono all’ordine del giorno. Il problema dell’usura è più acuto d’inverno: pioggia e ghiaccio moltiplicano i problemi e un piccolo guasto può mandare in tilt tutta la rete. Un po’ perché la manutenzione è ormai prevista in poche stazioni, ma soprattutto perché mancano i “treni di scorta”.

Il materiale rotabile – con il boom del traffico negli ultimi anni – è appena sufficiente per gestire l’ordinaria amministrazione. Così se un certo numero di vagoni va in manutenzione (com’è successo l’autunno scorso con qualche centinaio di vetture) si entra subito in emergenza. Non a caso la maggior parte delle “multe” pagate dalle Fs alle regioni per i disservizi (il 37% in Lombardia) è legata all’offerta di posti treno inferiore a quanto previsto dai contratti. In parole povere mancano le carrozze e i pendolari viaggiano pigiati come sardine. Aumentando così i tempi d’imbarco in stazione e – inevitabilmente – i ritardi.

Difficile prevedere quando le cose miglioreranno. Trenitalia sottolinea lo sforzo fatto per migliorare i servizi su questo fronte: 1,1 miliardi di investimenti per nuove locomotive e carrozze (239 in arrivo nel 2006) una fitta campagna di ristrutturazione del materiale (488 vagoni già consegnati, e altri 130 in arrivo entro dicembre sui regionali). Un intervento, dicono i comitati pendolari, di cui nelle ultime settimane si inizia a vedere qualche primo risultato.

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Più parcheggi per i pendolari alla stazione di Ponte di Brenta (dal “Mattino” di oggi)

Dopo numerose «battaglie» condotte negli anni scorsi con Trenitalia per dare dignità ai pendolari che prendono il treno a Ponte dì Brenta, studenti e lavoratori diretti soprattutto a Venezia, i risultati si sono visti: oggi, quando i treni non sono puntuali, se non altro veniamo puntualmente avvisati (con gli altoparlanti, i video e gli sms). Meglio di niente e meglio di cinque anni fa.
La stazione di Ponte di Brenta è brutta e sporca, disadorna e sempre piena di siringhe usate. Aggiungiamoci i treni sporchi e in ritardo e verrebbe voglia di usare l’automobile. Ma tant’è, invece la stazione ci è ancora utile. Ci prendiamo il treno ogni giorno: ci porta a Mestre, a Venezia, qualcuno va anche a Padova o a Vicenza. Ci andiamo a lavorare o a frequentare i corsi all’università.
E’ comodo usare il treno. Tra l’atro non contribuiamo a congestionare il traffico e ad aumentare le polveri sottili. Non andremmo premiati? No. Il Comune di Padova ha ben pensato di no, aggiungendo un nuovo disagio ai tanti di essere pendolari.
E così venerdì 17 marzo (mai giorno così propizio…) ha farcito di divieti di sosta una strada cieca e senza uscita, servita per arrivare alla Stazione di Ponte di Brenta dall’argine e (fino al giorno prima) per parcheggiare l’auto per andare al lavoro. Ci potevano stare parcheggiate una ventina di auto, senza intralciare nessuno.
Un solerte geometra comunale ha disegnato il nuovo parcheggio: sei posti auto in tutto. E le altre? Un solerte vigile urbano ha pensato anche a quelle, che per non perdere il treno ed arrivare in ritardo al lavoro sono state lasciate fuori dai sei parcheggi sei. Trentuno euro di multa per tutti. Foglietto giallo e bollettino da pagare in posta entro 30 giorni.
Nel frattempo, ai sensi della legge 241,0, tutti noi, in quanto cittadini utenti della stazione di Ponte cli Brenta ed interessati da questo nuovo e fondamentale provvedimento riguardante la difficile viabiità padovana, chiediamo perciò di conoscere:
1) Con quale provvedimento sono stati disposti i lavori di definizione dei parcheggi e dei divieti di sosta e sulla base di quali motivazioni esso è stato posto in essere, anche in relazione al fatto che: a) tale parcheggio veniva usato in questo modo da tantissimi anni, senza destare alcun disturbo a nessuno; b) la strada è senza uscita e il suo utilizzo come parcheggio nei pressi della stazione di Ponte di Brenta non ha mai costituito intralcio per la circolazione; c) la stazione tra un paio di anni verrà chiusa, e per quindi un intervento di questo genere è meno che meno giustificata la spesa.
2) Per quale motivo in questi anni non si sono mai viste forze dell’ordine (con libero accesso a drogati, ladri d’auto, motorini e biciclette, vandali,…) nei pressi della Stazione di Ponte di Brenta e, invece, dopo soli tre giorni dalla copiosa apposizione dei cartelli di divieto di sosta con rimozione si sono subito presentati i vigili urbani ad erogare multe a chi frequenta la stazione per andare al lavoro o a studiare?
3) Perché tanta fretta ad apporre i divieti, quando il parcheggio sull’altro lato (via Ceron) è ancora inagibile, sterrato e pieno di fango quando piove e raggiungibile da una strada congestionata qual è in questi giorni via Ceron per via dei lavori in corso per il raddoppio della rete ferroviaria, ovvero intasando ulteriormente il semaforo di Ponte di Brenta (per le auto provenienti da oltre Brenta)?
Ci aspettiamo una risposta; non la risposta di utilizzare il parcheggio scambiatore in via San Marco. Quello è lontano dalla Stazione, è utile a chi prende l’autobus, non a noi. Ci attendiamo invece la rimozione dei divieti di sosta e l’aggiunta di nuovi spazi per parcheggiare. Ascoltare i cittadini, anche dopo un provvedimento palesemente errato, è una prova di democrazia.
I pendolari di Ponte di Brenta (multati e non)

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Domenica 19 febbraio a Latisana volevo fare il biglietto del treno per tornare a Padova: una banconota da 5 euro , a dire il vero sgualcita, è rimasta incastrata nella emettitrice automatica (si vedeva la banconota da fuori). Ho segnalato la cosa alla biglietteria . Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera da parte di Trenitalia , con la quale avrei dovuto – munito di documento di riconoscimento – ritirare i famosi 5 euro (che peraltro loro non hanno trovato dentro la macchinetta). Stamattina, prima di andare al lavoro, coda in biglietteria, arrivo e….sorpresa !! pur avendo io l’originale della lettera, mi hanno detto di ritornare perchè alla stazione di Padova non è ancora pervenuta copia della lettera spedita da Udine il 6 marzo. Oltre alle Ferrovie, mi tocca cuccarmi i disservizi delle Poste….

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Juan, Fable e Carlos

Beh dai non drammatizziamo….mai avrei pensato di riuscire a trovare qualcuno con cui scoprire per un’intera settimana Barcellona. Ci manca ancora una mattina da passare insieme ai due nostri amici spagnoli (e relative amiche) al salvation, e sara’ memorabile. Credo per l’occasione portero’ pure la fotocamera, vedremo.

Ci sono alcune perle che non posso che raccontare ora: quanto tornero’ in Italia saro’ sommerso dalle solite cose da fare.

Danilo:”Piu’ vedo questa banca (Santander Central Hispano) e piu’ mi viene male….”

Dizionario Fabio-Spagnolo:

vamos = namos (questo succede quanto vedi troppo spesso i film di De Sica)
escuchame (pronunciato cosi’)= scusami (in realta’ vuol dire ascoltami)

Danilo:”Ma questo vento e’ bestiale…. e’ tagliente….non si puo’ capire!!”

Danilo:”Eh ma il catalano si vede che e’ piu’ simile all’italiano…. guarda per esempio uscita si dice salida in spagnolo e sortida in catalano….” (io sto zitto per un po’…poi gli dico :”scusa ma non e’ che assomiglia di piu’ al francese sortie ?”)

Danilo:”Ma mica siamo a Cinisello ? No, perchè riconosco il palazzo rosso di Banca Intesa…” (NO COMMENT)

Trovate tutte le foto nella sezione album di foto !!

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quella di ieri. siamo stati alla casa di Gaud¡ che si trova in uno splendido parco in zona collinare, ma comunque relativamente in centro citta’. con i bus (10 corse valide anche nella metro e nelle varie funicolari cittadine : 6,65 euro, acquistabili anche con carta di credito) si arriva ovunque in un attimo;in tutte le fermate gli orari di ogni linea hanno la mappa con i nomi delle fermate e una piccola mappa. quando ho chiesto all’aps che vie percorresse il 24 per raggiungere Mandriola di Albignasego, non me l’hanno saputo dire !  ho fatto un sacco di foto che vedrete nei prossimi giorni. ieri sera (beh, sera, e’ iniziata alle 2 ed e’ finita questa mattina alle 7 , salvo per gli instancabili della notte proseguire in altri luoghi) una festa strabella , la “troya asesina” , in collaborazione con l’amnesia di Ibiza, e’ stata l’occasione per visitare di notte Pl. Espanya, il maestoso castello ed un borgo enorme , il Pueblo Espanyo, all’interno del quale si trovava questo mega-evento. Ovviamente non mancavano gruppetti di italiani con le magliette de Le Folies de Pigalle , uno dei party italiani piu’ belli che si tiene a Reggio Emilia. Non spendo ulteriori parole sulla qualita’ della musica e della gente che si divertiva l¡ dentro: certe sensazioni bisogna solo provarle ;)