Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.

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"I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi;
 sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad
 obbedire senza discutere, come Eichmann, come Höss comandante di
Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent’anni
 dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent’anni
dopo, massacratori in Vietnam.
 Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con
strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti
 nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. Poiché è
 difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto
 tutti i profeti; è meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci
 esaltano per la loro semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo
 comode perché si acquistano gratis. E’ meglio accontentarsi di altre
verità  più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente,
a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il
 ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate."

 Primo Levi, appendice del 1976 a "Se questo è un uomo", Einaudi scuola.

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Cambiare catena, corona, pignone. Una manutenzione quasi "ordinaria" alla moto; più frequente se ci si dimentica di ingrassare e registrare periodicamente la catena, ma comunque un’operazione da fare.

Sono passato, a Padova , per dei veri e propri ladri artigiani (meccanici ufficiali di blasonate case motociclistiche): per l’intervento di sostituzione di questo kit sulla mia Honda Dominator 650, comprensivo di manodopera, mi hanno preventivato:

- 280 euro (senza fattura) presso un’officina di S. Carlo

- 230 euro in una officina di S. Lazzaro (Padova Est)

Da qualche anno, in seguito ad un volantinaggio che mi era capitato di leggere in Piazza Insurrezione, andavo in una officina specializzata in moto da cross , in zona Ponte S. Nicolò. Ieri ci sono stato ed ho visto: chiuso per cessata attività.

Per fortuna oggi scopro (mi ricordavo nome e cognome di uno dei soci) che hanno aperto una nuova officina, sempre a Ponte San Nicolò (PD). Preventivo di installazione e ricambi: 150 euro (con ricevuta fiscale). Penso i numeri parlino da soli.

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Il blog con le affermazioni del nostro premier : per non dire "io non sapevo".
http://silvioberlusconi.splinder.com

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SE QUESTO E’ UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi

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L’Esercito statunitense è pronto ad inviare nuovi robot da combattimento controllati da remoto, mezzi cingolati dotati di vari tipi di arma e sofisticati sistemi di puntamento

24/01/05 – News – Englewood Cliffs (USA) – Si chiamano SWORDS (www.defensereview.com/modules.php?name=News&file=print&sid=657) e, secondo l’Esercito statunitense, saranno i primi robot armati a scendere su di un campo di battaglia: quello dell’Iraq.

Chiamati con l’acronimo di Special Weapons Observation Reconnaissance Detection Systems, questi robot si muovono su cingoli e sono dotati di strumenti come telecamere, visori ad infrarossi, sensori di prossimità, sistemi di comunicazione e, a seconda del caso, una mitragliatrice o un fucile di precisione a lunga gittata. Sebbene siano capaci di muoversi da soli, le armi del robot verranno teleguidate da un operatore attraverso una sorta di joystick.

Gli SWORDS derivano da Talon, robot già utilizzato dalla US Army per compiti come la videosorveglianza o l’individuazione di mine ed altri tipi di esplosivo. Entrambi vengono costruiti da Foster-Miller (www.foster-miller.com), una piccola società del Massachusetts che lo scorso anno è stata acquisita da QinetiQ Group, joint venture tra il Ministero della Difesa britannico e l’azienda americana The Carlyle Group.

Il prossimo marzo gli Stati Uniti invieranno ufficialmente in Iraq 18 robot SWORDS che verranno utilizzati per missioni di ricognizione o d’offensiva. Stando a quanto riferito da Foster-Miller, il robot fornisce una precisione di fuoco sensibilmente superiore a quella di qualsiasi tiratore scelto: grazie al suo sistema di fuoco e di mira elettronico, chi lo controlla è in grado di colpire una moneta ad una distanza di oltre 300 metri.

L’uso degli SWORDS è destinato ad anticipare di molti anni l’avvento di robot capaci di agire in piena autonomia e sostituire, quasi in tutto, un soldato in carne ed ossa. Questo è uno degli obiettivi a cui sta lavorando la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) in seno al progetto Future Combat System (punto-informatico.it/p.asp?i=39346), progetto che vede coinvolti colossi dell’industria militare come Lockheed Martin e Boeing.

L’Iraq sta dunque diventando terreno di sperimentazione di alcune fra le più quotate tecnologie "unmanned" da guerra. Tra queste anche gli aerei senza pilota Predator (punto-informatico.it/p.asp?i=51098) che l’Aeronautica Militare italiana ha acquistato di recente e che proprio in questi giorni sta per sperimentare in Iraq.

(da http://punto-informatico.it/p.asp?i=51226 )

Poker

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Il mazzo
Il poker si gioca con un mazzo di 52 carte.

Come si gioca
Il banco distribuisce cinque carte coperte ai giocatori e ne assegna a sé quattro coperte e una scoperta.
I giocatori possono essere al massimo sette, che vengono indicati da una casella sul tavolo denominata Ante.
Quando il banco distribuisce le carte ogni giocatore decide se continuare il proprio gioco raddoppiando la posta, che si trova sulla casella del tavolo chiamata Bet, oppure di lasciare e perdere la propria puntata, mettendo le carte sulla casella bet.

Quando tutti i giocatori hanno deciso cosa fare il banco scopre le sue carte.
Perchè il gioco sia valido, e cioè possano essere confrontate le carte tra i giocatori, il banco deve almeno avere asso e re. Se così non fosse e il banco avesse un puntoi nferiore, allora assegnerà ad ogni giocatore un pagamento pari alle puntate ante che sono state messe dai giocatori sul bet.

Se invece il banco avesse l’apertura, cioè un punteggio pari a asse e re o superiore, ritira le giocate dei partecipanti e assegnna le vincite così:
- 100 a 1 per la scala reale
- 50 a 1 per la scala colore
- 20 a 1 per il poker (quattro carte dello stesso valore numerico)
- 7 a 1 per un full
- 5 a 1 per un colore
- 4 a 1 per una scala
- 3 a 1 per un tris
- 2 a 1 per una doppia coppia
- 1 a 1 per una coppia

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No no, non si tratta del solito sequestro di ingenti quantità di droga di cui parlano ogni giorno i quotidiani locali. Ieri a Padova è nevicato, non tantissimo, ma quanto basta per bloccare la circolazione nel tardo pomeriggio. Ieri sera ho sbandato tre volte per portare l’auto in garage , e stamattina quando ho tentato di farle salire la rampa…..

sto pensando di adottare le "calze da neve" Autosock per la mia Polo che ha i pneumatici larghi, misura 195, qui trovate un bel filmato che mostra come funzionano…ne ha parlato anche il numero di Quattroruote di dicembre 2003.

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Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e  felice.

Lì trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d’amore.
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.
Il  Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto  di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l’ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report. Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una  Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.
Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio  supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici,  indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.

Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.

Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue  melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c’era da fare.
Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell’area dove lavorava la Formica produttiva e felice.

L’incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area, è chiaro, ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.

Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell’impresa precedente), che l’aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l’area dove lavorava la Formica produttiva e felice.

La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva piu irascibile.
"Dovremo commissionare uno studio sull’ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala. Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l’unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.

E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perchè facesse una diagnosi della situazione.
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C’è troppa gente in questo ufficio."

E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era felice.

MORALE:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice, è preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.

Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice, non te lo perdoneranno. Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Però, se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e  felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.

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Forse bisognerebbe evitare di leggerli i giornali di partito non appena si occupano di altro che non sia, appunto, il partito. Almeno non prenderli sul serio. E non tanto perché stampino spesso e volentieri sciocchezze, accade ovunque, quanto per ché, con un po’ di ingenuità e più consistente malizia, li si può confondere e spacciare come pulpiti morali e cattedre di vita.
Stavolta è toccato al ((Secolo)), quotidiano di An, mettersi le dita nel naso e trovarsi immortalato nel gesto. Si sono infilati nel vicolo cieco della ((normalità)) o «anormalità» sessuale. Si sono incartati, hanno inciampato in se stessi, si sono autoinflitti brutta figura. Infatti non è solo politicamente scorretto confinare l’omosessualità nella scatola dell’anormalità. E’sciocco. Scientificamente, socialmente, quantitativamente stupido. Con sprezzo del ridicolo poi il ((Secolo)) va all’assalto dell’attore-interprete del padre di un gay: «Così legittima l’anormalità)).
Vuoi dire che An, la destra…? Per prima cosa vuoi dire che in un giornale di partito scrive chi capita, talvolta, anzi spesso, in preda ad ebbrezza da identità. Comunque, se «in vino veritas)), non è dunque la conferma, sia pure alticcia, che la destra è omofoba e sessuofoba? Non proprio. la destra, in tema di sesso, è soprattutto doppia morale. Famiglia unita e indissolubile, ma «un ‘amica)) o un amante aiuta. Sesso nei Sacramenti, ma ovviamente anche fuori. Omo sessualità da fare a pezzi nei discorsi ((tra uomini)) ma non più da perseguire, purché ((non S facciano vedere)). E ansia di normalità, angoscia di efficienza, bisogno di una ((patente)) da esibire. Tanto è ipocrita la destra (si fa ma non si dice), quanto esibizionista è la sinistra. Talvolta, a leggere i suoi giornali di partito, si ha la netta percezione che l’eterosessualità sia giudicata una condizione «minore)) di esistenza.
Ovviamente la destra non è piena di bastonatori di gay e la sinistra non è così gay come sembrano raccontarsi. L ‘Italia, di destra e di sinistra, pensa oggi che l’omosessualità è fatica di vivere, non vergogna morale. A guardar bene, di ((anormale)) c’è che politici si sentano in diritto e in dovere di occuparsene e che qualcuno si occupi poi di quel che hanno detto e scritto come ne avessero titolo.

Mino Fuccillo (dal "Mattino" del 15 gennaio 2005)

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…mi piace un sacco il modello "Angel"…di questo sito. Che ne pensate ?

http://www.morenogaron.it