L’insostenibile leggerezza del prezzo

E’ il nome di un reality davvero “intelligente” e ben fatto, che ho visto per caso su Rai5 (qui trovate tutte le informazioni). Sei ragazzi inglesi provano a fare la vita di chi nei paesi del terzo mondo (Filippine, India, ecc.) producono i beni a basso costo che noi troviamo nei supermercati e nei negozi di elettronica, scoprendo l’inferno della globalizzazione.

“The Summit”, il film

 MARTEDI’ 28 MAGGIO  alle ore 21,00

Cinema Fronte del Porto Astra,

in occasione del 52° anniversario della nascita di Amnesty International prima proiezione assoluta a Padova del film:

THE SUMMIT

Locandina del film “The Summit”

“Documentario che contribuisce a far luce sui fatti del G8 di Genova e dimostra la forza della democrazia”

Diretto dai giornalisti d’inchiesta Franco Fracassi e Massimo Lauria, presenti a quel G8, dopo una lunga indagine condotta insieme ad un gruppo di giornalisti, getta luce, a dieci anni di distanza, su molte zone d’ombra del G8 di Genova, racconta quegli indimenticabili giorni (19-21 luglio 2001), le speranze dei manifestanti, i meccanismi che hanno portato alla violenza indiscriminata da parte delle forze dell’ordine e di una parte dei manifestanti, gli interessi politici internazionali intorno a quel G8.

 

“ La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.”

(Amnesty international)

INGRESSO LIBERO

Osirix, il software per visualizzare le immagini diagnostiche in formato DICOM su MAC

Quando sono andato a ritirare le lastre dei piedi (ho l’alluce valgo in entrambi e inizia a far male) presso il GVDR (Gruppo Veneto Diagnostica e Riabilitazione) di Cadoneghe ho chiesto se sapevano se fosse possibile aprire le immagini , ora consegnate su un CD, con il Mac ma la ragazza della consegna referti non mi ha saputo aiutare.
Esiste OsiriX un programma gratuito (nella versione base) che gira su OSX 10.7 e superiori (io non posso installare il 10.8 sul mio Macbook del 2008 perchè la scheda grafica è davvero poco potente e il sistema non lo accetta) che consente l’apertura e l’importazione delle immagini. Davvero un prodotto ben fatto ! Qui sotto un’immagine tratta dal sito Osirix

Il programma OsiriX in azione.

Quel viale intitolato alla Pace fatto per le automobili e non per le persone

Padova a mio parere è il paradigma di quello che si sarebbe potuto fare urbanisticamente e che invece è stato fatto al ribasso, con una progettualità urbanistica degna degli anni ’70 (dei casermoni delle aule universitarie a ridosso del Piovego, in via di completamento, meglio non parlare) . L’area – che il Comune chiama “riqualificata” – a ridosso della Stazione Ferroviaria ne è un esempio lampante.
Nel marzo 2009 è stato inaugurato il Viale della Pace , una strada a 4 corsie che collega la stazione ed il tribunale con via Friburgo e la zona commerciale / industriale della città.

Manca il marciapiede in entrambi i lati della strada, tant’è che chi vuole servirsi di quella strada per raggiungere agevolmente via Goldoni, cammina sull’erba ! Ed è così da quattro anni. A poco serve sapere se in futuro i marciapiedi verranno realizzati, si tratta di 4 anni pari a più del tempo che impiega per laurearsi uno studente fuori sede. E’ questo il biglietto da visita della città  per chi arriva da fuori ?

Il viale della Pace, che collega la stazione con la zona dietro il Tribunale. Sulla sinistra si può vedere il “marciapiede umano” creato sull’erba dalle persone che usano quel percorso.

Il Viale costeggia anche la nuova stazione dei bus, sprovvista di qualsivoglia parcheggio auto e senza nemmeno un percorso pedonale coperto che ripari dalla pioggia che la colleghi alla stazione ferroviaria e alla stazione dei bus e alla fermata del tram. Tutto in superficie senza utilizzare, in fase progettuale e di costruzione, lo spazio sotterraneo. E’ un delitto urbanistico !
Senza citare Barcellona , perchè sarebbe troppo facile (il ritornello è : sì ma a Barcellona le strade sono ampie , e perchè in via Venezia che è un’autostrada non viene realizzato un viale alberato pedonale ???) , a Palma di Maiorca , una città di 400.000 abitanti, la stazione dei bus (come pure in quasi tutte le altre città spagnole) è sotterranea, c’è anche un parcheggio auto e ad un piano differente c’è la stazione dei treni. Si chiama centro intermodale.

La stazione intermodale bus / treno / parcheggio auto di Palma , a Maiorca.

A Padova invece tutto è sviluppato in larghezza anziché in altezza, e senza alcun percorso per i pedoni che sia protetto dalle intemperie (per intenderci, a Padova piove da un mese praticamente tutti i giorni). Il risultato è che l’interscambio tra i vari vettori di trasporto pubblico diventa scomodo ma soprattutto senza percorsi agevolati; sembra una cosa degli anni ’60, ma tutta l’area è stata riqualificata pochi anni fa !

Il Viale della Pace visto dall’alto. Sulla sinistra nell’area di terra di colore marrone è stata in seguito costruita, in piano e senza sfruttare in altezza l’area, la stazione delle corriere extraurbane.

Il sottopassaggio pedonale della stazione ferroviaria ha molti scalini per entrambi gli accessi, rendendo impossibile l’accesso a chi è in sedia a rotelle ma anche ai ciclisti che avrebbero potuto utilizzarlo per evitare il cavalcavia Borgomagno ! E un sottopassaggio pedonale senza barriere architettoniche e con pista ciclabile sotto i binari  è stato fatto nella stazione di Mestre , a 30 km da qui più di 15 anni fa .
Certo, a Padova non manca il cantiere anche per prolungare il sottopassaggio pedonale sotto la stazione di una decina di metri per evitare l’attraversamento di via Avanzo, ma perchè non si è pensato di togliere le barriere architettoniche realizzando delle rampe ? Progettiamo e costruiamo come trent’anni fa.

La riflessione però va oltre l’urbanistica. Padova ha avuto una Amministrazione (a guida PD ma con un ampio consenso elettorale che supera i soli voti del PD) che ha risolto molti problemi tra cui quello del traffico con la chiusura dell’anello delle tangenziali, ma che su altri aspetti che ritengo cruciali, come la difesa dell’ambiente e della salute pubblica (e mi riferisco alle promesse non mantenute sulla chiusura delle prime due linee dell’inceneritore di San Lazzaro che bruciano a basse temperature con tecnologia obsoleta rilasciando diossina e non parliamo delle emissioni di metalli pesanti che non vengono nemmeno rilevati!) e l’attenzione ai cittadini in quanto pedoni e ciclisti (la pista ciclabile su via Venezia, realizzata dalla giunta di destra, è semplicemente costituita da due strisce disegnate sopra il marciapiede e non arriva dopo 10 anni nemmeno al piazzale della Stanga perchè si ferma prima!) è completamente assente , per non dire di peggio.
Qui sotto, una veduta con Google Street Map di una delle strade che portano a Pl Glories  a Barcellona: ampi marciapiedi ai lati, corsie per le auto, binario del tram, zona ampia pedonale e ciclabile al centro della carreggiata, altro binario del tram e corsie per le auto, completate dall’altro marciapiede. Sulla destra si vede una delle tante opere d’arte di Barcellona ma che sono in realtà uffici : la torre Agbar . Perché via Venezia a Padova non è così ?

Una veduta di una delle strade di scorrimento di Barcellona (pl. Glories)

Il ritorno di Arno Cost

Una vecchia e grandissima conoscenza, Arno Cost, per la sua traccia ballatissima in Spagna, Souvenir . Un nome non proprio a  caso, dato che è stato per tre anni il mio club preferito vicino a Barcellona, nelle domeniche mattina del Matinèe Group.
Un mix di progressive, trance e vocal house davvero spettacolare. E la sua sessione , la prima distribuita su Soundcloud mi piace davvero molto !

 

Bevi alcolici e ti ritrovi sequestrato all’ospedale per gli esami delle urine

Belli fortunati quelli che , positivi all’alcoltest , sono stati trascinati al Sant’Antonio per gli esami delle urine (sul Mattino di Padova di oggi) . Italia, un paese da cui scappare. In Spagna ti fanno passare la saliva su un bastoncino e da lì decidono cosa fare (il massimo è una multa di 400 euro e punti in meno sulla patente), e non ti sequestrano in Ospedale per poi finire al SerT.