Il diario di Fable

Se tre persone si scambiano un euro, ciascuno avrà un euro, se però si scambiano un'idea, alla fine tutti avranno tre idee.
No Gravatar

Io penso che lei non sia colpevole perchè lei lega, perchè dà le scosse, io penso che lei sia colpevole perchè lei ha ucciso il sentimento di angoscia che sentiva all’inizio. Ed è proprio questo speciale sentimento di angoscia che proviamo tutti noi che è l’unica cosa che ci permette di metterci in contatto con queste persone che la follia ci nasconde.

(dal tremendo, proprio perchè mostra come altri funzionari dello Stato , medici, infermiere (!) ecc trattavano da bestie altri esseri umani , film “C’era una volta la casa dei matti”, che sto guardando con i brividi) . Nell’epoca di Guantanamo, c’è da aver paura per i trattamenti delle persone “socialmente pericolose”. E la definizione degli schizofrenici che dà il libro di Giddens si sposa perfettamente con la descrizione dei fatti del film.

No Gravatar

In alcuni paesi del mondo, ad esempio la Tailandia o le Filippine, la prostituzione infantile fa parte di quell’industria nota come “turismo del sesso”. Pacchetti di offerte tutto compreso ispirate al sesso attirano in questi paesi uomini provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Giappone. I gruppi femminili asiatici hanno organizzato manifestazioni pubbliche di protesta contro questi viaggi, che però non sono cessati. Il turismo del sesso in Estremo Oriente ha le sue origini nella prostituzione legata alla presenza delle truppe americane durante la guerra di Corea e del Vietnam. In Tailandia, nelle Filippine, in Vietnam , in Corea e a Taiwan furono costruiti allo scopo centri di “riposo e ricreazione”. Alcuni esistono ancora, specialmente nelle Filippine , e hanno una clientela alimentata da regolari flussi turistici e dai militari di stanza nella regione.

(dal libro “Sociologia” di Anthony Giddens, , ed. 2003 non più in vendita).

No Gravatar

E’ il titolo del libro , davvero divertentissimo, che mi ha regalato Marta ( che vedete qui sotto in foto nel giorno di S. Valentino che abbiamo passato al the mood di Vigonza) . Si tratta di un sacco di frasi di prof e studenti , davvero esilaranti, ma non più di quelle che proprio Marta ha raccolto durante gli anni di liceo al Curiel di Padova.

Foto di gruppo al the mood

Qui in foto con la dott.ssa De Nardi, Chiara , il sottoscritto e alla destra l’inconfondibile sorriso di Marta.
Ecco alcune perle:

Prof- Nessuno è d’accordo con P. per la rappresentazione del grafico ?
Studente- Mah, io al massimo per amicizia….

Prof- La parola “cuore” in tedesco segue una declinazione tutta sua. D’altra parte, al cuor non si comanda

Studente – Prof, se ci fa una terza prova facile, le regalo una lavastoviglie
Prof – Bravo, hai colpito nel segno!
Studente – Eh, io lo so di cosa ha bisogno, prof….

Prof – Allora D. , da dove partì Cristoforo Colombo ?
Studente – Dal porto di Madrid
Prof – Ma D ! Ma un posto un po’ più nell’entroterra non potevi trovarlo ? E come ce le ha portate le caravelle al porto, in aereo ?

No Gravatar

“Se do da mangiare ai poveri, mi chiamano santo.
Se chiedo perché i poveri non hanno da mangiare,
mi danno del comunista”.

Dom Hélder Cámara
Arcivescovo di Recife, Brasile
(1909-1999).

No Gravatar

E’ la festa che si tiene al Souvenir di Viladecans (Barcellona) una volta al mese. E lo scorso fine settimana ci sono stato anche io . E’ stato bellissimo. Ma quello che vi voglio mostrare è un video troppo forte di due ragazzi che sono stati lì nella festa del novembre scorso. Sono troppo simpatici !

No Gravatar

Arrivo in stazione a Padova alle 13.45 e aspetto un treno per Venezia. Il primo treno , uno dei 4 regionali rimasti (ce n’era uno ogni ora fino a 5 anni fa) tra Milano e Venezia, è alle 14.22. In mezzo un intercity e 4 , dico 4 tra Frecce di vario colore ecc. Il mio regionale è annunciato prima 15, poi 20, poi 25 minuti di ritardo, il biglietto costa 2,90 euro (sono arrivato a Venezia alla fine con un regionale Bologna-Venezia , alle 15.05, per inciso). Ci sono prezzi e servizi di mercato, posso scegliere. Posso scegliere un Frecciarossa, che mi porta a Venezia in 5 minuti in meno, e pagare 14 euro in seconda classe. No, la verità è un’altra: hanno tagliato il 50% dei treni non Frecciaqualcosa (in particolare appunto i vecchi interregionali Milano-Venezia) , e quei treni tra cui potevo scegliere non ci sono più. Sono rimasti i Bologna-Venezia (forse perchè la Regione Emilia-Romagna , a differenze di Veneto e Lombardia , i soldi per pagare i treni regionai li caccia fuori), ringraziando il cielo. I prezzi di mercato sono quasi 5 volte più cari. FANCULO ITALIA.

I prezzi

No Gravatar


No Gravatar

L’occasione di imparare qualcosa di nuovo a casa con un’influenza intestinale – mi è stata data da un DVD dove papà ha registrato una puntata di “Atlantide” che parlava della seconda guerra mondiale, del Franchismo e della distruzione della cittadina di Guernica, nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, da parte di tedeschi ed italiani.

Anche in quella occasione, la stampa tedesca e italiana diede la colpa ai “comunisti” che , a loro dire, avevano incendiato la città con il petrolio. In realtà, si trattò di una invasione aerea di una violenza inaudita che colpiva una città indifesa. La sperimentazione di una nuova tattica di guerra , l’attacco aereo dove i morti civili non erano un danno collaterale ma l’obiettivo.

No Gravatar

Dopo l’entrata in funzione sull’intero percorso della linea n. 1 del tram da Pontevigodarzere alla Guizza, è possibile ed opportuno formulare le prime valutazioni sull’idoneità di questo mezzo di trasporto a risolvere i problemi della mobilità di Padova. Essendo dotato di motore ad energia elettrica, venne sponsorizzato nei primi anni novanta per contrastare la crescita dell’inquinamento dell’aria dovuto al contributo fornito dalla circolazione dei veicoli e in particolare degli autobus allora alimentati a gasolio. Per farlo transitare sull’asse centrale della città, che pure comportava l’attraversamento di un’area ad alto pregio ambientale come il Prato della Valle, non solo si è forzata la prima condizione per la funzionalità di un sistema a guida vincolata che richiede la disponibilità di sedi esclusive e protette, ma pure ridotta la larghezza delle vetture di mezzo metro e limitato la lunghezza dei convogli a tre casse, per consentire il loro traino da via Luca Belludi a corso Vittorio Emanuele mediante sofisticate batterie elettriche ad alto costo economico. Tutto questo ha significato che ogni convoglio ha solo trenta posti a sedere in presenza di una popolazione anziana che rappresenta un quarto degli abitanti della città e una capacità di ospitare a bordo complessivamente 180 passeggeri, poco più di quanto ne possa contenere un autobus autoarticolato. Queste limitazioni hanno fatto tramontare l’idea, peraltro punitiva per la maggioranza dell’utenza, di dedicare l’asse centrale all’esclusivo transito del tram. Del resto, si è visto quali conseguenze abbia comportato la decisione di fermare al capolinea gli autobus che collegavano la città con Cadoneghe e Vigodarzere, non solo perchè ha costretto questi viaggiatori ad un trasbordo, ma pure per il contributo al riempimento del tram alla partenza che penalizza coloro che vorrebbero salirvi alle fermate successive. Da anni il centro storico non è più raggiungibile in auto nè tanto meno è possibile sostarvi e se un abitante del settore nord dell’Arcella, come pure della Guizza, vuole accedervi non ha alternative rispetto all’utilizzo del tram. Ma anche la circolazione degli altri mezzi motorizzati non è diminuita sul resto della rete viaria, anzi è aumentata, tanto è vero che lo stesso assessore alla Mobilità ha invocato misure per limitarne l’ingresso dai Comuni limitrofi. In conclusione dal punto di vista dei trasporti si è creata una situazione ibrida e pasticciata, il tram ha prodotto più problemi di quanti ne abbia risolti compreso l’aumento dei costi che ha fatto lievitare considerevolmente il deficit del bilancio aziendale e costretto l’Amministrazione ad aumentare del 10% il prezzo dei biglietti.

Mario Battalliard (dalle lettere al Mattino del 18 gennaio 2010)

No Gravatar

Io questo Giddens lo adoro.

Il prezzo pagato da una società che lascia considerevole spazio alle attività non conformiste deve essere la “devianza distruttiva” ? In cambio delle libertà individuali concesse ai cittadini , ad esempio, una società deve forse accettare alti tassi di criminalità violenta ? Certamente alcuni ritengono di sì , sostenendo che i delitti violenti sono inevitabili in uan società nela quale non vige una rigida definizione di conformità. Ma questo punto di vista non regge ad un esame accurato. In alcune società che riconoscono un’ampia gamma di libertà individuali e tollerano le attività devianti (come quella olandese)  i tassi di criminalità violenta sono bassi. Quei paesi dove, al contrario, l’ambito della libertà individuale è ristretto (come alcune società latinoamericane) , possono presentare alti livelli di violenza.

Una società tollerante verso il comportamento deviante non deve necessariamente andare incontro alla disgregazione. Questo risultato probabilmente può essere raggiunto solo se le libertà individuali sono accompagnate dalla giustizia sociale, cioè nel contesto di un ordine in cui le disuguaglianze non siano troppo ampie e lintera popolazione abbia la possibilità di condurre una vita piena e soddisfacente. Se la libertà non è bilanciata dall’uguaglianza e se molti considerano irrealizzata la propria vita, il comportamento deviante ha molte probabilità di orientarsi verso scopi socialmente distruttivi”.